Si è appena conclusa l’edizione 2017 del Salone del Restauro a Ferrara. L’evento, il più importante d’Italia nel suo genere, svolge un ruolo guida a livello internazionale. Al suo interno si incontrano musei, istituzioni, operatori del restauro e ditte del settore. Lo scopo è quello di tirare le somme sugli ultimi restauri eccellenti, ma soprattutto parlare di innovazione. Ogni anno vengono infatti presentati nuovi prodotti e nuove tecnologie al servizio del restauro. Occorre dire che una gran parte di questa innovazione porta il marchio del “Made in Italy”. In nessun altro Paese al mondo infatti esiste una tradizione del restauro come in Italia.

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Il ministro Franceschini all’innaugurazione

L’innaugurazione del Salone del Restauro

Il Salone del Restauro è stato inaugurato mercoledì 22 marzo con l’intervento del ministro Dario Franceschini. Uno dei temi toccati è stato quello relativo al decreto Casa Italia. Stiamo parlando del piano per l’adeguamento anti-sismico degli edifici storici, un tema tristemente attuale dopo i terribili terremoti dell’anno passato.

Un’occasione unica di incontro tra musei e aziende

Il Salone del Restauro è anche un’occasione di incontro tra gli oltre 5000 musei italiani e tutte le nuove proposte nel campo dell’esposizione e della conservazione. Si è parlato tra l’altro di illuminotecnica, climatologia, software, accoglienza, ristorazione, bookshop e merchandising, allestimenti, trasporto opere d’arte, archiviazione e catalogazione.

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Alcuni stand del salone

Il pubblico e i grandi restauri

Ma il Salone del Restauro non è solo una manifestazione dedicata agli addetti ai lavori. L’evento si rivolge ogni anno di più al grande pubblico. Grazie alla partecipazione delle due maggiori istituzioni italiane nell’ambito della conservazione è stato possibile mostrare al pubblico come avviene il restauro di un’opera d’arte. Si tratta dell’Istituto Centrale del Restauro e dell’Opificio delle Pietre Dure. I visitatori hanno avuto la rara occasione di assistere a tutte le fasi del restauro di alcune importantissime opere. Tra le altre citiamo “La Madonna dell’Impannata” di Raffaello, “La Madonna della cesta” di Rubens, due opere di Beato Angelico e una tavola di Simone Martini.

La presenza estera

Alla manifestazione hanno partecipato anche enti e istituzioni esteri. Ne è un esempio la partecipazione dell’Ermitage di San Pietroburgo, che ha esposto interessanti progetti di conservazione oltre a dei workshop. Ma hanno partecipato anche i paesi di Georgia, Turchia e Brasile, presentando progetti innovativi nell’ambito del restauro architettonico del Novecento.

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Una restauratrice mentre compie misurazioni con un calibro

L’importanza del restauro in Italia

La conservazione delle opere d’arte in Italia è di primaria importanza per diversi motivi. Il primo motivo è la conservazione della nostra storia e delle nostre radici. La fisionomia di un popolo dipende infatti dalla sua storia. Ogni italiano porta nel proprio DNA millenni di arte e di cultura e questo è possibile grazie agli stupendi capolavori presenti ovunque nelle nostre città e a cui, a volte, non facciamo nemmeno più caso. Queste opere d’arte sono come una scuola per l’anima, una costante ispirazione. Ma che succederebbe se questo patrimonio cadesse a pezzi fino a scomparire? Come cambieremmo noi italiani se non potessimo più accedere a questa enorme enciclopedia della storia?

La prima industria d’Italia

Il secondo motivo della primaria importanza del restauro in Italia è da ricercare nel turismo. Non è una novità che il settore turistico sia di gran lunga la prima industria d’Italia. O se si vuole, la prima e più importante risorsa economica. Bisogna allora chiedersi perché tante persone da tutto il mondo decidano di venire proprio in Italia a passare le loro ferie. Sarà per il cibo? Sarà per il sole o per il mare? Può darsi, ma questi sono tutti fattori che si possono trovare anche in altri paesi. Quello che veramente rende unico il nostro Paese è l’arte. Senza arte non ci sarebbe turismo e senza turismo l’Italia non potrebbe reggere. In un certo senso noi italiani viviamo d’arte.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

Il Salone del Restauro di Ferrara, una vetrina aperta al mondo ultima modifica: 2017-03-27T06:59:03+02:00 da Andrea Castello

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