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Il ‘king of beard’ Salvatore Giampiccolo: “Solo tu scegli chi vuoi essere e chi vuoi diventare”

Fare del proprio lavoro uno stile di vita. Si potrebbe sintetizzare con queste parole la filosofia che lega il francofontese Salvatore Giampiccolo alla sua professione di barbiere. A Carnate, nel milanese, ha aperto la sua ‘Antica Barberia Old School’. Nel 2017 è stato inserito nel libro ‘Kings of beard’, che raccoglie i migliori barbieri d’Italia. Ha partecipato a numerosi saloni in Italia e all’estero ed è stato uno degli ospiti della trasmissione televisiva Rai condotta da Caterina Balivo ‘Detto Fatto’. Durante la sua carriera ha inoltre ricevuto tantissimi riconoscimenti non solo a carattere nazionale, ma anche internazionale. Tra i premi spicca quello consegnatogli a Madrid come barberia artistica internazionale, riconoscimento che mancava in Italia da ben 25 anni. Ma non è tutto.

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Ha prestato la sua immagine a sostegno di iniziative benefiche. Il prossimo 16 settembre parteciperà alla manifestazione organizzata dall’ADMO ‘La Casa delle Principesse’, progetto ideato dall’associazione Charliebrown di Cagliari dedicato a due bimbe volate in cielo troppo presto. Salvatore Giampiccolo è un creativo del settore, capace di investirti con la sua carica esplosiva di emozioni. Noi lo abbiamo intervistato.

 

A che età hai iniziato? E perché hai deciso di avvicinarti a questa professione?

“Ho iniziato a lavorare da mastro Sebastiano Campo. Mio nonno gli dava 5 mila lire, perché poi quella doveva essere la mia paga nel fine settimana. Con il passare del tempo sono andato a lavorare da altri barbieri…poi sono arrivato in un posto che mi ha fatto completamente evolvere e a cui devo tantissimo. Un posto a cui devo la persona che sono oggi: sono andato a lavorare da Marco Di Silvestro, che arrivava dal salone di mastro Mimmo, ‘il mastro dei mastri’, e da lì è iniziato un percorso. Da lì in poi non mi sono più fermato. Non so quanta gente potevamo fare al giorno. Marco mi faceva crescere tutti i giorni, lui si è dedicato a me, mi ha donato il suo tempo. E donare il tempo che hai è la cosa più preziosa nella vita perché esso non torna più indietro. Quella gavetta, svolta dai sedici fino ai 21 anni me la sono goduta giorno per giorno e attimo per attimo. Poi sono partito, sono andato a Sassuolo la prima volta, poi sono ritornato a Francofonte, e sono ripartito nuovamente per Milano e da lì e iniziato tutto un altro percorso”.

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Quando sei arrivato a Milano qual è stato il momento cruciale che ti ha permesso di dare una svolta professionale alla tua carriera?

“Sono arrivato a Milano nel 2004 e sono andato a lavorare in un paesino che si chiama Carnate. Durante il mio primo anno di lavoro sono stato da solo, e in quel momento ho avviato la prima clientela. Nel 2009 nasce il primo negozio “Obsession Style”. Ossessione, già la parola dice tutto. Mi facevo forte della gavetta che avevo fatto. In seguito ho avuto un anno di stallo. La mia svolta più totale è stata nel 2012, 4-5-6 novembre 2012. Ho fatto un corso di tre giorni… io teoria zero, scuola zero e ho iniziato a studiare. In questo frangente ho fatto il mio primo sbaglio. Nel mio negozio ho avviato il reparto femminile. Ho fatto il mio investimento, la prima sfilata, inizio a riempire il negozio, ma ero da solo. Quando ho fatto la prima sfilata, ho riguardato il video che avevano fatto e in quel momento non riuscivo a guardarmi. Ero l’immagine dell’arroganza in persona. In quel momento lì ho capito di aver fatto un grande errore. Stavo perdendo quello per il quale sono nato. Volevo apparire, non ero io. L’apparire è differente dall’essere. L’autostima è non aver timore di nessuno e confrontarsi con tutti, l’arroganza è sentirsi superiore rispetto agli altri. Ho perseverato su questa strada fino a quando ho chiuso il reparto femminile. Nel 2014 è nata ‘Antica Barberia’ e da lì mi è cambiata la vita”.

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Fai parte del libro “kings of beard”, che racconta dei barbieri più famosi d’Italia. Come ci si sente ad essere considerato una star nel tuo lavoro? Ti consideri una star?

“Non mi considero una star. Antica Barberia, personalmente, mi ha salvato la vita. Da lì è partito tutto quello che sono stato. Tutto quello che avevo imparato da piccolo l’ho ripreso facendolo con naturalezza. Aggiungendo la tecnica e un pizzico di follia l’attività è diventata quella che è oggi Antica Barberia. Poi è arrivato un video, sono finito a lavorare alla trasmissione ‘Detto Fatto’ in rai, ho iniziato varie collaborazioni, poi è arrivato il Cosmoprof, Madrid, è arrivato il kings of beard. Tante persone che hanno valore per quello che fanno sono in quel libro. Io ne vado fiero“.

Hai detto: “passione, questa è la parola chiave che racchiude tutta la mia vita”. Spiegati meglio

“Il fervore che metto in tutto quello che faccio, mi porta a questo, a essere una persona esplosiva. Non mi devo imporre alle persone, non mi devo far vedere dalla persone. Quando le persone vengono investite da quello che riesco a trasmettere si aprono tranquillamente. L’emozione che posso lasciare a una persona l’ho fatta diventare il mio lavoro. O paghi il prezzo per la disciplina, o quello per il rimpianto”.

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Non solo saloni internazionali, ma anche iniziative benefiche. Quanto è importante mettere la tua immagine a sostegno di iniziative che possano contribuire ad aiutare gli altri?

“Tantissimo. Se riesco a regalare un’emozione alle persone e se le persone riescono a regalare un qualcosa che possa essere utile e che possa servire, allora sì, per me è un qualcosa di veramente importante”.

Cosa ti senti di dire ai giovani che vogliono intraprendere la tua professione?

“Di farlo, solo tu scegli chi vuoi essere e chi vuoi diventare. Come diceva mio nonno, impara a fare una cosa e impara a farla bene. Tutto il resto che la persona può imparare, può tornare utile. Se ce l’hai nel sangue è come un talento che esplode. Puoi decidere di fare il classico barbiere, ma se c’è il talento e ti scatta la molla dentro non ti ferma più nessuno. E se lo integri con lo studio è ancora meglio”.

 

 

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