San Tommaso d’Aquino ha due crani? Qualcuno sicuramente leggendo vari brevissimi articoli, l’avrà pensato alzando il sopracciglio, riflettendo sull’ipotetico secondo cranio estratto dai francesi improvvisamente dal cilindro. Nel basso Lazio dove il sano è nato ha vissuto ed è morto, ben sappiamo che l’amato santo dal pensiero alto e sublime di testa ne aveva una sola ed eccellente.
San Tommaso d’Aquino ha due crani?
Probabilmente bisognerà farlo sapere anche ai francesi. Già, i francesi, cugini che talvolta hanno delle alzate d’ingegno davvero sorprendenti. Oppure semplicemente aprendosi il giubileo del santo, si è voluto giocare una carta azzardata. Sarà un caso che il secondo cranio si palesa quest’anno che c’è il primo dei tre anni giubilari per il Dottore della Chiesa? Siamo, infatti, nel 700° anniversario della canonizzazione. Poi nel 2024 c’è il 750° anniversario della sua morte e nel 2025 l’800° anniversario della nascita.
Qualcuno ha detto che a pensar male si fa peccato, però spesso s’indovina. E’ vero che le reliquie del santo oggi sono sparse, ma abbiamo sempre saputo dove si trovano. La salma del santo d’Aquino, che spirò presso Fossanova, lì fu tumulata. Poco dopo la portarono all’interno della clausura per timore furti e vi rimase sette anni. Successivamente il papa decise che la salma del Santo doveva andare a Tolosa.
Ordine Domenicano
Là dove il santo aveva a lungo operato e vissuto. L’ordine domenicano aveva chiesto al papa i suoi resti. Urbano V autorizzò la traslazione verso Tolosa nella chiesa dei Giacobini e così accadde. Un monaco, però, prima della partenza, tale Fra Giovanni da Presenzano, prelevò la testa nascondendola, in una parete della corale della chiesa. Ne pose una falsa al suo posto. Successivamente, fra Giovanni Viele trovò questo cranio e lo ripose in una cassetta, conservata in sacrestia.
Non abbiamo motivo di credere che tale passaggio sia falso, poiché la testa di San Tommaso ricevette la venerazione di papa Benedetto XIII. Quindi era ufficiale che la testa del santo era lì e non in Francia. Successivamente, trasferirono la reliquia nella cattedrale di Santa Maria di Priverno, dov’è tutt’ora. Sappiamo anche che anni dopo si amputò la mano del santo per donarla alla sorella Teodora, che da tempo l’aveva richiesta.
Fra Giovanni da Presenzano
Tra corsi e ricorsi storici ora quella mano si trova a Salerno nella chiesa di San Domenico. La rivoluzione francese, fece spostare per 183 anni i resti di San Tommaso presenti in Francia. Sappiamo anche che nel 1963, il vescovo di Aquino, per la consacrazione della nuova cattedrale chiese ed ottenne una reliquia dalla Francia, una costola di San Tommaso.

Questi sono fatti storici accertati e documentati. Quindi mi domando, solo di recente, in coincidenza delle celebrazioni, i francesi si sarebbero accorti della presenza di un secondo cranio. Come mai solo ora, viste le varie ricognizioni e spostamenti? Come mai nei secoli, specie nel ‘900 i transalpini non hanno mai indagato su quale tipo di ossa o reliquie contenesse la teca? C’è una bolla papale dopo tutto. Orbene, andando nel sito della Diocesi di Latina, Terracina, Sezze e Priverno, riguardo il cranio, esiste la dicitura che non ci si aspetta.
Papa Benedetto XIII – San Tommaso d’Aquino ha due crani?
“si presta culto ad una insigne reliquia ritenuta appartenente al suo corpo”. I fedeli sanno che l’insigne reliquia è il cranio, è visibile da sempre. In ogni caso ora i crani della disputa sono due. Anche se a Priverno, ogni anno il 7 marzo, nella ricorrenza della morte del santo l’urna con la testa di San Tommaso va puntualmente in processione e così sarà anche tra meno di un anno. Posto che la notizia non ha spostato di un millimetro la venerazione per il venerabile santo, dall’Italia nessuno ha intenzione di sottrarsi a ulteriori indagini, che forse non ci saranno. Ciò che conta è il pensiero del santo, tuttavia se la Chiesa di Roma decidesse di procedere con analisi scientifiche moderne e approfondite, come il carbonio 14 o il DNA, accetteremo qualunque verdetto.