L’artigianato italiano non è affatto destinato a scomparire

Le eccellenze del Made in Italy, soprattutto in questo periodo di crisi nel nostro Paese, rappresentano il nostro vantaggio competitivo in una serie di campi: dall’artigianato, al manifatturiero ed all’alimentare. Oggi il design, la moda, i gioielli, le ceramiche, possono essere un’ arma contro la crisi. L’artigianato italiano esiste ancora in diverse forme.
Prestigio, esclusività e qualità sono gli aggettivi che meglio descrivono il Made in Italy e l’artigianato in Italia.

L’Italia deve saper sfruttare il suo vantaggio competitivo, già riconosciuto nel mondo. Un vantaggio dato dal saper fare italiano ed intrecciato alle antiche tradizioni di cui l’Italia è la culla principale.
Se da un lato la nostra vita sarà sempre più permeata da tecnologia, informatica e robotica, dall’altro nei prossimi anni il mondo del lavoro sarà caratterizzato dalla crescente richiesta di professionalità. Professionalità basata su competenze umane che le macchine non possono rimpiazzare quali  manualità, ingegno e creatività.

Il mestiere della sarta esiste ancora?

Molte sono le ragazze che scelgono ancora oggi di diventare sarte e puntano a sviluppare la sartoria italiana. Secondo i dati di Infocamere, le imprese femminili e giovanili (under 35) iscritte nel comparto “Sartoria italiana e confezione su misura di abbigliamento esterno” hanno fatto registrare un’impennata in positivo.

Ma come si fa a diventare professionista di ago e filo?

Per imparare bene il mestiere ed entrare nel mondo della sartoria italiana ci sono quattro strade diverse. Si può scegliere la formazione pubblica di istruzione superiore quinquennale nel settore tecnologico ad indirizzo “Settore Moda” degli istituti tecnici. Oppure optare per gli Istituti Professionali (indirizzo “Produzioni Artigianali ed Industriali”, articolazione “Artigianato” o “Produzioni tessili e sartoriali”.

Una seconda via, offerta a chi ha assolto l’obbligo scolastico fino ai 16 anni, sono i corsi di formazione gratuiti proposti dalle Regioni. Durano 1 o due anni e consentono di apprendere gli elementi base di taglio, cucito e confezionamento abiti.

La terza possibilità è quella dell’”apprendistato professionalizzante”. Si tratta di formazione sul campo con un contratto di apprendistato con cui le aziende artigiane assumono i giovani che vogliono imparare un lavoro, in questo caso immettersi nella sartoria italiana, per poi mettersi in proprio.

Una quarta opportunità, per chi è in possesso di un diploma si maturità, è rappresentata dai poco noti ITS, Istituti Tecnici Superiori. Si tratta nello specifico di “”Nuove tecnologie per il Made in Italy-Sistema moda”, di durata triennale. Essi rappresentano una valida alternativa pubblica all’università ed un vero e proprio ingresso nel mondo della sartoria italiana. Vi si accede su selezione poiché i posti sono limitati.

Si possono seguire anche le cosiddette Accademie della moda o, a Milano, l’Istituto Europeo di Design. Si tratta di corsi privati di formazione a pagamento dalla durata dai 3 ai 5 anni. Sono più impegnativi perché preparano alla figura professionale dello stilista, dell’esperto di moda, del designer.

L’esperienza di Anna, una giovane protagonista della sartoria italiana

“Io provengo da una generazione di sarti. Mio nonno era un sarto. Il sarto più noto di San Cesario di Lecce, paese dei sarti dell’entroterra salentino. Con l’ago in mano per tradizione e per passione, il suo filo ha unito tutta la nostra famiglia di generazione in generazione”.- racconta Anna.

“Anche durante la Seconda Guerra Mondiale, quando tutto era destinato ad interrompersi per sempre, la macchina da cucire di mio nonno non ha mai smesso di operare. Con gli anni, mio padre prese il posto di mio nonno aprendo prima una bottega e poi  una sartoria esclusivamente Made in Italy nella città di Varese. Ed oggi anche io faccio parte di questa meravigliosa attività artigianale”.

“L’impiego nella sartoria italiana è assicurato. Per chi ha passione e voglia di darsi da fare, gli sbocchi lavorativi di sicuro non mancano. Le ultime ricerche del Centro studi di Confartigianato evidenziano come il settore della sartoria italiana sia un settore in cui la domanda è largamente inferiore all’offerta. Si può bussare alle porte di atelier, maison di moda, sartorie teatrali. Inoltre considerare il comparto delle riparazioni, sia come dipendenti di centri specializzati sia collaborando in proprio con lavanderie e negozi.”

http://www.madeinitalyfor.me/news/sartoria-italiana-tra-divi-e-mondanita/

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Sartoria italiana: un’attività artigianale scomparsa? ultima modifica: 2017-02-24T07:58:03+02:00 da Rossana Nardacci

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