Oggi compie gli anni il più grande portiere Italiano della storia! Gianluigi Buffon, nato a Carrara (Toscana) il 28 gennaio 1978, storico numero 1 della Juve e della Nazionale. Andiamo a scoprirne la carriera, dagli inizi al Parma fino al presente in Francia.

Gli inizi

Buffon iniziò la sua carriera da professionista nel Parma, dove grazie all’infortunio del portiere titolare, esordì in Serie A da giovanissimo, il 19 Novembre 1995, contro il Milan. Fin da subito era chiaro che quel ragazzino era dotato di un talento straordinario, tanto che l’anno dopo fu subito titolare nel Parma dei record. Il Parma, infatti, arrivò secondo in campionato e vinse anche la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana e la prestigiosa Coppa UEFA. Tutto ciò con un ragazzo di 19 anni titolare nel ruolo considerato il più difficile nel calcio. Dopo l’exploit di Parma, Buffon venne acquistato dalla Juventus per un totale di circa 100 Miliardi di Lire, rendendolo il giocatore più costoso nella storia del club, nonché il portiere più pagato nel mondo. Record battuti solo recentemente da Higuain e Alisson.

Buffon - immagine del portiere

La Juventus

Dopo un inizio con qualche errore, Buffon inizia una crescita incredibile. Anno dopo anno la porta della Juve aveva un solo proprietario. Gigi vince lo scudetto al primo anno in bianconero. Scudetto che resterà alla storia per il sorpasso sull’Inter all’ultima giornata, quel famoso 5 Maggio. La storia si ripete l’anno dopo, fino ad altri due scudetti nel 2005 e 2006. Proprio nel 2006 la Juve fu retrocessa in Serie B dopo Calciopoli, mettendo Buffon davanti a un bivio. Lui scelse di restare fedele alla sua squadra anche in Serie B, diventando ancora di più idolo dei tifosi. Dopo un anno in B e qualche anno di riassestamento, la Juve tornò a vincere lo scudetto nel 2012, ovviamente, sempre con Buffon in porta. Da li in poi, iniziò la cavalcata della grande Juve prima di Conte e poi di Allegri. Dopo 7 scudetti di fila, Buffon decide di lasciare la Juventus, secondo molti per andare in un campionato più facile come fanno in molti a fine carriera, e invece…

Buffon in campo

Il PSG

Dopo settimane di incertezza, arriva la notizia bomba: Buffon al PSG. Il grande Gigi ha scelto di rimanere in Europa, ignorando le sirene Americane e Cinesi, probabilmente per vincere l’ultima cosa che ancora gli manca: la Champions League. Il PSG è infatti una delle favorite alla vittoria finale, che sarebbe la giusta conclusione della carriera del più forte portiere di sempre.

La Nazionale

Ovviamente, Buffon, ha quasi sempre avuto il posto da titolare con la maglia dell’Italia. Maglia con cui ha affrontato tante delusioni, come la finale dell’europeo persa contro la Spagna nel 2012 o la più fresca mancata qualificazione al Mondiale contro la Svezia nel 2018. Mondiale che tra l’altro sarebbe stato l’ultimo di Gigi. Ma nonostante tutto, è proprio con la maglia azzurra che Buffon arrivò al massimo splendore calcistico. La vittoria del Mondiale del 2006 resterà per sempre nei ricordi di tutti gli italiani, come le parate di Gigi su Podolski in semifinale e Zidane in finale. Parate fondamentali per la vittoria finale degli Azzurri. I riconoscimenti sono arrivati da tutto il Mondo per Buffon, tanto che si piazzò secondo nella classifica del pallone d’oro, secondo solo al suo compagno di squadra, Cannavaro.

Buffon che esulta

Non si può raccontare con un articolo cosa è stato Gigi Buffon, quindi vi consigliamo di guardare questo video per farvi un’idea. Ovviamente auguriamo un felice compleanno a Buffon e uno stupendo finale di carriera, magari alzando quella coppa tanto inseguita!

Emanuele Ferlaino

Autore: Emanuele Ferlaino

Appassionato di sport, viaggi e cucina, sogno una vita in cui poter visitare il mondo, assaggiando tutte le cucine dalle più rinomate alle più strane, ovviamente tra una partita di calcio e l’altra. Dopo la laurea in Business Administration alla University of London ho intrapreso questa avventura con italiani.it, vediamo dove mi porterà!

Tanti auguri a Gigi Buffon! ultima modifica: 2019-01-28T09:06:02+00:00 da Emanuele Ferlaino

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