Tricase è uno dei borghi salentini più caratteristiche. Esso dista 60 km da Lecce e costituisce un centro importante del basso Salento. Il suo territorio si estende tra le Serre Salentine nel Parco Regionale Costa Otranto- S.M. di Leuca e Bosco di Tricase. Inoltre passeggiando sulla litoranea si trovano Tricase Porto e Marina Serra-La Piscina. Il borgo è ricco di storia e presenta molti monumenti di straordinaria bellezza.
La storia di Tricase
Tricase è sorto intorno al 1030 dall’unione di tre casali che avevano bisogno di difendersi dalle invasioni dei barbari e diedero così origine al primo centro abitativo del borgo. Verso la fine del XII secolo, i successori di Demetrio Micetti furono spodestati da Carlo I d’Angiò. Nel 1270, il feudo passò ad Angelo de Cafalia e poi a Goffredo de Lavena. Nel 1401, il re di Napoli, Ladislao Durazzo concesse il feudo a Raimondello Orsini del Balzo. A lui, successe il figlio Antonio che governò fino al 1419 quando il feudo venne acquistato da Baldassarre ed Antonello Della Ratta.
Nel 1480, la cittadina subì saccheggi da parte dei Turchi e nel 1524, Ferdinando II di Napoli concesse la terra a Ludovico Abenavoli. Poco dopo il 1540, Tricase passò alla nobile famiglia dei Castriota-Scanderbeg e nel 1569 fu venduta a Federico Pappacoda. Nel 1588 andò a Scipione Santabarbara che la rivendette ad Alessandro Gallone. I suoi discendenti che si fregiarono del titolo di Principi, possedettero Tricase fino al 1806 quando ci fu l’eversione della feudalità. Della famiglia si ricorda Maria Bianca Gallone, l’ultima principessa di Tricase.
Tricase: i monumenti da visitare
Tricase è ricco di monumenti importanti tra cui l’imponente Palazzo Gallone che si erge maestoso nel centro storico del borgo. Oltre a questo ci sono numerose chiese di stili diversi da poter visitare nel corso di un viaggio nella cittadina del basso Salento. Vediamo nel dettaglio i vari monumenti.
Palazzo Gallone
Il Palazzo Gallone è il principale monumento di Tricase ed oggi è la sede del Comune. Esso fu edificato nel XV secolo ed il suo nucleo più antico è composto dal grande torrione di sud-est con base scarpata e difeso da garitte e caditorie. Inoltre aveva un recinto fortificato ed un ponte levatoio. La Torre Maestra, invece, a quanto pare, fu fatta realizzare dal principe Giovannantonio Del Balzo Orsini. Tuttavia, il Castello vero e proprio era inserito tra la Torre Maestra e la Torre Piccola e fu adeguato verso la fine del XV secolo.
Della struttura tardo-quattrocentesca che fu realizzata in seguito alle invasioni turche, ad oggi resta parte della scarpata e del redondone torato. Il castello aveva anche una cinta muraria con fossato di 400 metri ed altre torri più piccole che servivano a difendere il borgo. A partire dal 1660, Stefano Gallone una volta avuti in permuta dall’Universitas il torrione e la torre ad ovest, iniziò la costruzione dall’odierno palazzo sui resti di una vecchia dimora baronale.
Il Principe fece realizzare il fronte del palazzo con aspetto austero, ma gentile grazie alle decorazioni nel portale con lo stemma dei Gallone. La facciata orientale, invece è su tre piani ed ha un loggiato ad architrave. All’interno, gli ambienti del piano terra avevano un mulino, un forno, le stalle ed i magazzini. Il piano nobile, invece, prevedeva cinque appartamenti ed una sala del trono. Oggi, i portali, le volte, i caminetti, gli stemmi, i fregi non che i soffitti lignei ricordano lo sfarzo dell’epoca. Tra il 700 e l’800 ci furono diversi lavori con la costruzione dell’ala a sud-ovest dove venne inglobata la torre piccola. Questa venne demolita nel 1960.
Chiesa Matrice di Tricase
La Chiesa Matrice è dedicata al culto della Natività di Maria ed è la parrocchia più grande di Tricase. La costruzione iniziò nel 1736 per volere del domenicano Fra Tommaso Manieri da Nardò, ma il suo progetto fallì a causa del fatto che alterava la stabilità della struttura. Qualche anno più tardi, il progettista Adriano Peite da Copertino riprese i lavori nel 1763 portandoli a compimento nel 1781. La Chiesa Matrice, oggi è priva sia del timpano di coronamento sia del campanile mentre la croce è latina. La parrocchia è caratterizzata da un’abside molto profonda mentre nella facciata esterna vi è un portale in pietra leccese.
Vi sono anche doppie colonne sulle quali si può osservare la statua della Vergine all’interno dell’edicola. Al suo interno vi sono tredici altari, sei nella navata centrale e le restati sette nella crociera. Lo splendido soffitto presenta delle decorazioni in stucco risalenti al 1784 e realizzate dall’artista Luigi Rossi. In questo stesso anno, l’università civica fece restaurare l’organo e nel 1793 Vincenzo Pisanelli donò alla Chiesa una statua in legno di San Vito Martire, protettore della città. Infine, nel 1795, l’ebanista Raffaele Monteanni da Lequile costruì un pulpito in legno.
Chiesa di San Domenico
La costruzione della Chiesa di San Domenico ebbe inizio nel 1688 da parte dei Padri Predicatori che iniziarono i lavori a partire dalle rovine di un precedente convento. La Parrocchia è in stile barocco ed è tra gli esempi più significativi del basso Salento. La facciata della Chiesa ha il portale in pietra leccese e alla sua sommità ci sono i busti dei SS. Pietro e Paolo e la nicchia con la statua di S. Domenico da Guzman che era il fondatore dell’ordine. La navata della Chiesa è di tipo rettangolare e non ha il transetto.
Il soffitto è piano mentre il presbiterio è rettangolare ed è sollevato da due gradini. Sulla struttura ci sono tredici finestroni a lira che illuminano la parrocchia. All’interno, ci sono dieci statue in pietra policroma, un pulpito dorato, quattro tele di Saverio Lillo da Ruffano ed il quadro della Circoncisione di Gesù. Ai lati dell’arco trionfale si possono ammirare le statue settecentesche di San Domenico e della Madonna Addolorata realizzate da cartapestai leccesi.
Convento e Chiesa dei Cappuccini
Il complesso dei Padri Cappuccini si trova nella piazza dall’omonimo nome. La sua edificazione risponde in origine al canone dell’ordine dei Francescani fuori dalla zona abitata. Ora, però, è al centro della città. Nel 1588 il costruttore completò i lavori per volontà dei Baroni Pappacoda e Gallone. L’edificio è disposto su due piani ed in origine ospitava al primo livello le celle dei frati. Il pianterreno, invece, ospitava gli ambienti religiosi ed era adibito alla vita quotidiana.
Nella parte centrale del fronte, c’è la piccola chiesa che si distingue grazie alla nicchia presente sulla porta di ingresso con la statua della Madonna Immacolata. L’interno ha una navata rettangolare. Alcuni restauri effettuati in tempi recenti, hanno portato alla luce gli splendidi affreschi della volta del presbiterio. Inoltre, è possibile ammirare la straordinaria bellezza dell’altare in legno del cinquecento con fini intarsi.
Chiesa Nuova di Sant’Antonio
La Chiesa Nuova di Sant’Antonio è una costruzione recente ed infatti risale al dicembre del 1966. Nel 2006, un pittore affrescò la cupola con un meraviglioso disegno rendendola più bella. La parrocchia presenta ben 400 posti a sedere ed ha un salone grande, aule per la catechesi, una biblioteca ed un anfiteatro per le manifestazioni all’aperto.
L’edificio presenta tre navati divise da due colonnati dal tetto ligneo e spiovente. La navata centrale ha un pavimento in battuto veneziano mentre quelle laterali presentano un pavimento in marmo a scacchiera. Questa Chiesa si trova nel nuovo quartiere di Tricase.
Cripta Santa Maria del Gonfalone
La Cripta di Santa Maria del Gonfalone dedicata alla Madonna e di epoca bizantina si trova sulla strada provinciale S.Eufemia-Alessano. Essa è scavata in un pendio di tufo che tende ad ovest e risale al IX secolo. La suddetta cripta è uno degli ipogei maggiori della Puglia ed è uno dei monumenti più importanti dal punto di vista archeologico. Esso, infatti, è un monastero scavata dagli italo-greci per poter continuare a professare il loro culto durante le persecuzioni religiose.
La cripta ha due ingressi e su uno dei due, c’è lo stemma dell’Arcivescovo Pendinelli. Quest’ultimo trovò la morte per mano dei turchi durante la guerra d’Otranto del 1480. L’interno ha una serie di colonne scavate nella roccia ed integrate da altre colonne in conci tufacei locali. Le pareti presentato affreschi bizantini mentre al centro dell’altare c’è un ovale con un affresco del volto della Vergine con il Bambino.
Chiesa Nova o dei Diavoli
La Chiesa Nova così chiamata per la sua strana forma ottagonale è dedicata al culto della Vergine di Costantinopoli. La Chiesa è in stile barocco leccese ed ha tre porte e tre finestre. L’edificio appare costruito su un colle nei pressi della vecchia via che porta al mare di Tricase Porto nel 1685 per volontà di G. Francesco Gattinara. Stando ad una leggenda, il principe di Tricase strinse un patto con il diavolo, il quale costruì la chiesa in una notte sola, ma il nobile non rispetto il patto e così il demonio scagliò le campane nel Rio.
Al giorno d’oggi, c’è ancora chi afferma che nelle notti di tempesta in inverno, si sente un lugubre suono di campane tra le campagne di Tricase. Ad un certo punto, la parrocchia visse un periodo di decadenza, al punto tale che il Vescovo nel 1878, nel corso di una vita, la interdisse al culto.
Abbazia Santa Maria del Mito
L’abbazia di Santa Maria del Mito, stando alle poche informazioni a riguardo, dovrebbe essere sorta tra l’VIII ed il IX secolo. In questo periodo, infatti, sorsero numerose abbazie, cenobi, chiese e cappelle ad opera dei Basiliani.
Attualmente, a causa dell’incuria e della malvagità dell’uomo, il monumento originale non esiste praticamente più. Di quest’abbazia che era il centro del culto e della fede dei tricasini, oggi restano solo ruderi e pietre.