Quattro storici campanili di Venezia saranno messi in sicurezza grazie a altrettanti interventi di restauro ad hoc, come se ad ognuno di questi manufatti di straordinario valore storico ed artistico venisse cucito addosso un abito su misura. I cantieri sono già stati allestiti per i campanili di San Pietro di Castello, della Madonna dell’Orto e di San Martino di Burano. Un discorso a parte merita quello di Santo Stefano che godrà come gli altri dei fondi del PNRR ma le cui maggiori problematicità implicano finanziamenti e tempistiche differenti.
I soldi del PNRR per la messa in sicurezza di questi giganti dallo straordinario valore storico artistico
Il progetto, che ha come stazione appaltante e soggetto attuatore il Patriarcato di Venezia, si potrà realizzare grazie ai fondi del PNRR destinati alla sicurezza sismica. In generale, i lavori metteranno in sicurezza strutture che nei secoli sono state soggette sì ai terremoti, ma anche a dissesti e condizioni atmosferiche particolarmente avverse quali fulmini e forti raffiche di vento. Successivi restauri e rifacimenti di varia natura si sono quindi stratificati su questi “giganti “. Modificati nel tempo sia da un punto di vista strutturale che architettonico. E’ il destino dei campanili. Basti ricordare che il crollo del campanile di San Marco, del 1912, ha una storia antica che risale ad un terremoto particolarmente violento del 1511.
Gli interventi hanno avuto un importante supporto da parte della Soprintendenza Archeologica, di Belle Arti e Paesaggio di Venezia. Oltre che una, quando necessaria, integrazione di fondi da parte del Ministero della Cultura. Tre di essi (San Pietro, Madonna dell’Orto e San Martino) saranno portati a termine entro la fine dell’anno. La complessità del restauro del campanile di Santo Stefano, invece, non consentirà di rispettare questa scadenza. Ragione per cui si procederà a lotti. La disponibilità finanziaria complessiva per tutti e quattro si aggira intorno ai cinque milioni di euro. In attesa, in futuro, di pensare interventi analoghi per i campanili di San Trovaso, Sant’Aponal, San Donato.
Campanile di San Pietro di Castello

E’ del XV secolo e nel tempo è stato oggetto di diversi rifacimenti. E’ alto 46 metri ed è isolato rispetto al resto del costruito. E’ inclinato di circa un metro e venti su due lati. La sua messa in sicurezza prevede un impegno calcolato in circa 780 mila euro.
Campanile della Madonna dell’Orto

Risale al XIV- XVI secolo ed è addossato parzialmente alla chiesa. E’ alto complessivamente 55 metri e ha subito nel tempo numerosi interventi di restauro. E’ leggermente inclinato. La sua messa in sicurezza verrà a costare intorno ai 780 mila euro.
Campanile di San Martino di Burano

E’ stato edificato nel XVIII secolo su uno spazio adiacente all’abside della chiesa ed è alto 53 metri. La costruzione è interamente di mattoni a vista. In virtù della sua pendenza, che si è presentata da subito, con un fuori piombo attuale di tre metri e 62 e un angolo di 3,10 gradi (la Torre di Pisa è inclinata di 3,90 gradi), è uno dei simboli dell’isola di Burano. L’importo di spesa è pari a 2 milioni 340 mila euro.
Campanile di Santo Stefano

Si tratta di una torre alta circa 50 metri, con maggiori problematicità rispetto alle altre tre in quanto collocata in una zona centrale di Venezia, con adiacenti importanti uffici pubblici e affaccio sull’acqua, per cui l’intervento prevederà anche rilevanti lavori idraulici.
L’importanza dei campanili
Il progetto è stato presentato da don Gianmatteo Caputo, delegato patriarcale per i Beni culturali ecclesiastici, dal vicario episcopale per gli affari economici monsignor Fabrizio Favaro, dal sovrintendente Fabrizio Magani che ha voluto ricordare la particolarità di Venezia: diversa in tutto, anche nelle problematiche legate alla messa in sicurezza dei campanili. Giganti che nei secoli hanno subito modifiche, interventi, restauri il cui risultato finale è spesso diverso dai progetti che hanno portato alla loro realizzazione iniziale. Dei giganti che comunque svolgono ruoli importanti in città. Non solo perché ospitano le campane, ma anche perché rappresentano particolari punti di osservazione. Perché nei campanili hanno sede gli strumenti per le segnalazioni acustiche dell’acqua alta. E perché, tra le loro funzioni più recenti, c’è anche quella di svolgere un servizio importante per le antenne della telefonia.