Il Monte Chiunzi è una cima del massiccio dell’Albino. Un passo dei Monti Lattari tra l’Agro Nocerino Sarnese e la Costiera Amalfitana. Tutto da qui è da mozzare il fiato.
Sembra solo una strada di passaggio, invece si arriva alla terrazza panoramica e ci si ferma per respirare. Gli odori, l’aria d’altura e lo sguardo si perde nel Golfo (o lo si ritrova?) fino al Vesuvio.
“Interminati spazi di là da quella e sovrumani silenzi…”
La storia tra Nocera e Amalfi
Il nome Punczo, conosciuto sin dal Medioevo, probabilmente deriva dal latino punctio, ”appuntito” che ne richiama la posizione in cima.
Importante punto di snodo tra il Salernitano e la Costiera Amalfitana. Via di comunicazione tra entroterra e mare.
Inizialmente come mulattiera ancora ben visibile e conosciuta come come via delle tramontane.
Il pessimo collegamento tra Vietri sul Mare ed Amalfi, costringeva a trattare gli scambi commerciali esclusivamente via mare.
Finchè Gioacchino Murat dispose che si realizzasse una strada di collegamento tra Maiori e Nocera via Chiunzi.
Il Valico conserva ancora in buono stato una torre normanna, con l’originario scopo di dogana.
La biforcazione porta a sinistra verso Maiori e il mare, a destra procede per Ravello ed Amalfi.
Il gatto e il Pirata
Oltre che per la sua bellezza e posizione strategica, il valico di chiunzi diventa famoso all’Italia intera nel ’97. Protagonista involontario di una pagina triste di storia sportiva. Siamo all’ottava tappa dell’ottantesimo Giro d’Italia. Qui, tra Mondragone e Cava, nella discesa verso Maiori. Un gatto scappa fra le ruote delle maglie gialle e tra quelli del gruppo c’è un Marco Pantani che cade su un muretto alla sua sinistra. Il gatto è bianco, ma la sfortuna del Pirata non può esser altro che confermata. Al posto del suo successo. E anziché godersi il panorama con il vento in faccia, la corsa viene brutalmente interrotta. La tappa portata al termine a fatica con l’aiuto dei compagni a spingere dal sellino ed incitarlo. E tutti a sostenerlo anche da casa, senza potersi distrarre a guardare di sotto la costiera, tutti col fiato sospeso. Parliamo di vent’anni fa. Il Valico di Chiunzi è sempre lí. Imperscrutabile, a conservare bellezza, natura e pezzi di storia.
Che se i monti potessero parlare, chissà quante ce ne racconterebbero…