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Vita a Palazzo: una mostra al Vendramin Grimani

E’ una passeggiata nella storia di una famiglia, anzi di più famiglie. Una storia fatta di quotidianità: di arredi, abiti, fotografie, opere d’arte e documenti d’archivio. Ci sono anche antichi menù di importanti cene tenute a palazzo, e una splendida tavola imbandita che sembra solo aspettare l’arrivo degli ospiti a Palazzo Vendramin Grimani. C’è tempo fino al prossimo 23 novembre per visitare il Palazzo e vedere la mostra Di storie e di arte. Tre secoli di vita a Palazzo Vendramin Grimani, a cura di Massimo Favilla e Ruggero Rucolo, allestimento di Daniela Ferretti, che si sono fatti condurre in questo lavoro dalle emozioni del toccare con mano tante memorie.

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Legate a ben tre secoli di storia che il percorso di visita racconta. A partire dalla seconda metà del XVII secolo, soffermandosi via via sulle tracce lasciate dalle famiglie Vendramin, Grimani Giustinian, Marcello e altri. Prima fra tutti, quella del Doge Pietro Grimani (1677-1752). I curatori hanno esplorato una sedimentazione di storie e di oggetti che si è tradotta, spiegano, in “Un’avventura incredibile non ancora finita”. Perché il loro lavoro e la loro ricerca, iniziata nel 2020, verrà prossimamente pubblicata in un volume che attraverso i tre secoli darà conto della storia del Palazzo (oggi sede della Fondazione dell’Albero d’Oro), di chi ci ha vissuto e delle illustri famiglie veneziane che ne furono proprietarie.

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La mostra, partendo dalla genealogia di queste famiglie, accompagna il visitatore “a tavola”, tra porcellane, stoviglie, argenterie del XVIII e XIX secolo. Per passare poi nel salotto dove si vivevano gli intrattenimenti privati fatti di giochi, poesia e musica. Ma anche di vita quotidiana tra oggetti preziosi di grande raffinatezza e opere d’arte. Nella Sala dell’Aurora c’è il Ritratto di Elisabetta Corner Grimani che il futuro suocero di Elisabetta, Marcantonio Grimani Giustinian, commissionò nei primi mesi del 1782 all’artista, di passaggio a Venezia, Angelica Kauffmann. E ci sono anche alcuni pastelli della pittrice veneziana Rosalba Carriera. A Palazzo Vendramin Grimani non mancavano i bambini. E del loro mondo, di infanzia e di gioco, si dà conto in una sala dedicata ai più piccoli. Con giochi d’epoca, costumi, immagini fotografiche, un teatro delle marionette.

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Nella Sala del Doge, uno spazio celebrativo parla del dogado di Pietro Grimani attraverso storie di potere, di politica e di scoperte scientifiche testimoniate anche da numerosi documenti d’archivio. Le nobili famiglie amavano il teatro, le arti, la musica. Queste passioni sono ben raccontate, e allestite, nella Sala delle Quattro Famiglie dove sono esposti, fra l’altro, numerosi spartiti, una preziosa lira chitarra del 1805 e tanti manifesti di spettacoli che ci dicono della presenza degli austriaci e dei francesi a Venezia. “La loro scoperta è stata una vera e propria sorpresa. Li abbiamo trovati – a parlare sono ancora i curatori e chi ha curato l’allestimento – chiusi in un armadio. Un armadio pieno di musica, un armadio della bellezza”.

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La mostra è un viaggio nel passato del Palazzo, un racconto di vita quotidiana, un percorso di storia e di arte. Un’ immersione in epoche in cui le famiglie nobili veneziane avevano a servizio 7 gondole, 14 gondolieri, 36 tra aiutanti, garzoni, massere, serve, servette …

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