Noto, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e la sua storia è una delle più straordinarie d’Italia. Chi la visita, semplicemente, non la dimentica più.” Di seguito 5 curiosità su questa città meravigliosa.
1. Fu distrutta e ricostruita da zero
La notte dell’11 gennaio 1693, un terremoto devastante sconvolse la Sicilia orientale. La Val di Noto fu rasa al suolo. La città di Noto, l’antica, quella arroccata su un altopiano roccioso, crollò quasi completamente. I sopravvissuti si trovarono davanti a una scelta difficile: ricostruire sulle rovine o ricominciare altrove. Scelsero di ricominciare. In pochi decenni, su un pianoro distante circa 8 chilometri dall’originale, nacque una città nuova, progettata da zero con strade larghe, piazze ariose e palazzi barocchi di straordinaria bellezza. Un caso unico nella storia dell’urbanistica europea.
2. Le rovine della città vecchia esistono ancora
Noto Antica, la città distrutta dal terremoto, non è mai scomparsa del tutto. I suoi resti si trovano ancora sull’altopiano, immersi nella vegetazione, silenziosi e dimenticati. Chi li visita racconta una sensazione strana: camminare tra i muri crollati, le chiese aperte al cielo, i vicoli interrotti nel nulla. Un fantasma di pietra che nessuno ha mai sgomberato. Un luogo che vale il viaggio quasi più della città nuova.
3. È costruita con una pietra che cambia colore
I palazzi di Noto sono edificati in un calcare locale color miele, chiamato pietra di Noto. Questa pietra ha una proprietà straordinaria: cambia tonalità con la luce. Al mattino è quasi bianca. Nel pomeriggio diventa dorata. Al tramonto si tinge di arancio caldo, quasi rosso. Passeggiare per Via Corrado Nicolaci all’ora del tramonto è un’esperienza che non si dimentica facilmente.

4. Ogni anno una strada si trasforma in un quadro di fiori
A maggio, durante la festa dell’Infiorata, la via principale del centro storico viene ricoperta interamente da petali di fiori disposti a mano per formare disegni elaborati, scene religiose, paesaggi, simboli. Gli artisti lavorano per notti intere. Il risultato è un tappeto lungo centinaia di metri, destinato a durare solo poche ore prima di appassire. Una bellezza effimera, come tutta la vita.
5. La cattedrale crollò nel 1996 e fu ricostruita
La cupola della Cattedrale di Noto cedette improvvisamente nel marzo del 1996, trascinando con sé parte della navata. Un trauma per tutta la Sicilia. I lavori di restauro durarono undici anni e nel 2007 la chiesa riaprì, più bella di prima. Oggi quella cattedrale è il simbolo di Noto: un luogo che conosce il crollo, e sa come rialzarsi.
Noto è un luogo che ha conosciuto la distruzione, la perdita, il ricominciare da capo. E forse è proprio per questo che è così bella, come tutte le cose che sono sopravvissute a qualcosa.