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80 anni di libertà per Roma: gli Alleati nella “città aperta”

Sono 80 anni di libertà per Roma. Il 4 giugno 1944, infatti, nel corso della Seconda guerra mondiale le forze alleate entrano nella Città Eterna. Con la cosiddetta operazione “Diadem” finisce così il terrore nazifascista. Una giornata che segnerà un momento cruciale nella storia della capitale e dell’Italia intera.

Roma liberata nel 1944: l’anno di svolta del secondo conflitto mondiale

Nel 1944 l’Italia e l’Europa sono ancora nella morsa della Seconda guerra mondiale. Ma questo è l’anno di uno spettacolare rovesciamento delle sorti belliche. In Italia l’avanzata degli Alleati sembra andare a rilento, ma sugli altri fronti europei e asiatici, principali teatri di scontri, americani, russi e inglesi registrano importanti progressi. Nel mese di giugno lo sbarco in Normandia apre la strada alla liberazione del continente europeo, ma l’avanzata alleata nel fronte italiano sembra essere più lenta che non altrove.

Roma liberata e la campagna d’Italia

Nei primi sei mesi del 1944, il fronte italiano e quello mediterraneo sono contesi tra gli attacchi della V Armata statunitense e dell‘VIII britannica, da una parte, e l’accanita resistenza delle truppe tedesche di Kesselring. Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, una parte dell’Italia è nella morsa dei nazisti e fascisti della Repubblica di Salò. E il territorio tra Napoli e Roma, abbandonata dal re Vittorio Emanuele III, diventa teatro delle principali operazioni militari in Italia. Qui, la Wehrmacht ha infatti eretto la sua linea difensiva “Gustav”: i tedeschi asserragliati a Montecassino e le condizioni atmosferiche frenano per lunghi mesi l’avanzata alleata.

Gli Alleati alle porte di Roma

Dopo lo sbarco di Anzio e il terrificante bombardamento che riduce in macerie l’abbazia benedettina di Montecassino, la V Armata statunitense del generale Mark Clark riesce ad aprirsi un varco. Gli Alleati mettono i tedeschi in ritirata e il 4 giugno 1944 Roma viene liberata. Il 5 giugno, la capitale italiana viene dichiarata “città aperta“: le truppe del Reich lasciano la capitale senza alcuna distruzione. E il successo della cosiddetta operazione “Diadem”, al pesantissimo prezzo di migliaia di vite umane, tra americani, inglesi e tedeschi.

Le conseguenze della liberazione di Roma

Gli Alleati occupano Roma e il re Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio Umberto. Il generale Pietro Badoglio, alla guida del governo dopo l’arresto di Mussolini il 25 luglio 1943, viene ora sostituito dall’antifascista Ivanoe Bonomi. La linea del fronte sale a nord insieme alla marcia alleata, alla liberazione completa del Paese. Ma per questo sarà necessario aspettare la primavera dell’anno successivo.

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