“Manodopera” è il titolo del film animato, opera di Alain Ughetto che racconta la storia dei propri nonni, contadini piemontesi, migranti in Francia in cerca di fortuna tra vita povera, fame, guerre, malattie, e migrazione, sotto il regime fascista. Il film è realizzato utilizzando la tecnica stop motion, con marionette, fotografate fotogramma per fotogramma. La colonna sonora è firmata dal Premio Oscar Nicola Piovani.
Manodopera, la trama
Il regista racconta la vita dei suoi nonni Luigi e Cesira, che nei primi decenni del Novecento lasciarono il paesino di Ughettera in Piemonte per trovare fortuna e una vita migliore in Francia. Il titolo è infatti un riferimento al lavoro fatto dal nonno e dai tanti italiani partiti dalla propria terra.
Ughetto ha così potuto riscoprire le proprie origini, la propria storia e le tradizioni. È una racconto animato che tocca tanti temi in maniera originale.
tutto nasce da una suggestione, da un ricordo come racconta l’autore: “Nelle giornate in famiglia, quando eravamo seduti a tavola, mio padre raccontava sempre che in Italia, in Piemonte, c’era un paese chiamato Ughettera, dove tutti gli abitanti si chiamavano Ughetto, come noi. Quando mio padre morì, decisi di andare a controllare. Esisteva per davvero: Ughettera, la terra degli Ughetto! La mia ricerca iniziò quel giorno di nove anni fa e, con essa, nacque anche la storia di questo film”.
Manodopera, la tecnica di realizzazione
Il regista e ideatore intreccia la Storia individuale a quella universale realizzando un corto che si configura come una piccola opera d’arte che con linguaggio, oggetti e personaggi arriva dritto al cuore. La particolarità del film è l’utilizzo della stop motion, l’animazione a passo uno in tanti quadri dove sono utilizzati dei pupazzi in plastilina alti 23 centimetri. Anche gli oggetti sono simbolici. Il regista poi entra nell’azione visto che è una storia che lo riguarda, intrecciando un dialogo ideale con la nonna, intervenendo anche in scena con la propria mano, che offre oggetti ai personaggi, con un piede, ecc. la cosa più bella che colpisce è che i pupazzi di Ughetto diventano esseri umani staccandosi da quel piano di finzione che vuol essere spesso la cifra caratteristica del cinema.
Un film da far vedere anche ai ragazzi che frequentano la scuola per spiegare loro la migrazione italiana agli inizi del 1900.
La storia dell’emigrazione italiana raccontata al cinema
L’emigrazione italiana è stata raccontata al cinema da molti film come: “Il cammino della speranza” di Pietro Germi; “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, passando per le commedie agrodolci di Luigi Zampa con Claudia Cardinale e Alberto Sordi in “Bello, onesto, emigrato Australia…” e di Franco Brusati, con Nino Manfredi in “Pane e cioccolata”. Un tema molti caro a noi Italiani che ci ricorda sacrifici, dolore, storie.
I riconoscimenti
Il lungometraggio, presentato in decine di festival internazionali, da Locarno a Yokohama, ha già vinto una dozzina di riconoscimenti come l’Efa per il miglior lungometraggio d’animazione europeo. Una coproduzione internazionale sostenuta, tra gli altri, da Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura ed Eurimages.
L’uscita del film animato
Il film esce nelle sale cinematografiche italiane il 31 agosto, anticipato da un tour di proiezioni con il regista e una mostra ad hoc al museo della Migrazione italiana di Genova, aperta dal 5 agosto.
Guarda qui il trailer.
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foto copertina: Courtesy Photo Lucky Red