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Conclave 2025: i 135 cardinali elettori e la nuova geografia della Chiesa

Dopo i funerali di Papa Francesco, il Papa umile che ha fatto della semplicitá il simbolo del suo pontificato, i fedeli iniziano a chiedersi chi sarà il nuovo Pontefice e quantomeno hanno voglia di capire quale siano le regole e la geografia del Conclave che si dovrà svolgere nei prossimi giorni. Cerchiamo di spiegarlo meglio in questo articolo.

Quando sarà il Conclave?

Con l’approssimarsi del conclave, la Chiesa cattolica si prepara a uno dei momenti più cruciali della sua storia recente: l’elezione del nuovo Pontefice. Secondo l’Universi dominici gregis, dopo la morte del Papa devono trascorrere almeno 15 giorni prima dell’inizio del Conclave, l’assemblea in cui si elegge il nuovo pontefice. Dopo 20 giorni, le votazioni devono cominciare obbligatoriamente. Dunque, sulla base di queste regole, il Conclave potrà iniziare tra il 6 e l’11 maggio, ma una modifica voluta da Benedetto XVI consente di anticipare l’avvio se tutti i cardinali elettori arrivano a Roma prima del 6 maggio.

La geografia del Conclave

Secondo le statistiche della Santa Sede, i cardinali nel mondo sono 252, di cui il 45% europei. Non tutti però partecipano all’elezione del nuovo Papa: solo i cosiddetti “cardinali elettori” hanno diritto di voto, ossia quelli che non hanno ancora compiuto 80 anni. Escludendo gli ultra ottantenni, saranno 135 i cardinali chiamati a votare, espressione di un Collegio Cardinalizio profondamente trasformato sotto il pontificato di Papa Francesco.

La distribuzione geografica dei cardinali elettori racconta infatti una Chiesa che guarda sempre meno ai tradizionali centri di potere e si apre a nuove dinamiche globali. L’Europa avrà 53 cardinali, seguita poi da Asia (23) e Africa (18) e poi in ordine di rappresentanza, America del Sud, America del Nord, America Centrale e Oceania.

Come si vota al Conclave

Per essere eletto, un candidato deve ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali elettori presenti e votanti (quindi 90 voti se partecipano tutti e 135 votano). Il primo giorno di Conclave può svolgersi al massimo una votazione, nel pomeriggio. Nei giorni successivi si possono fare fino a quattro votazioni al giorno: due al mattino e due al pomeriggio. Nello scrutinio, ogni cardinale scrive un solo nome con grafia non riconoscibile, piega la scheda, pronuncia un giuramento solenne e la depone in un’urna sull’altare della Cappella Sistina

Il conclave del 2025 non è solo un evento di transizione, ma un vero specchio del mondo contemporaneo. Mai come oggi il Collegio dei cardinali elettori rappresenta una Chiesa cattolica che si è fatta davvero globale: meno eurocentrica, più attenta alle periferie, più sensibile alle dinamiche sociali ed economiche che scuotono il Sud del mondo. Il prossimo Pontefice sarà chiamato a guidare una Chiesa più complessa, multiculturale, e sfidata da temi cruciali come le disuguaglianze, le migrazioni, i conflitti e il cambiamento climatico.

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