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Svelate le torce di Milano Cortina 2026

Sono state presentate ufficialmente a Longarone, fra le montagne del bellunese, le torce olimpica e paralimpica delle prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 che si terranno dal 6 al 22 febbraio. Mentre a Cortina fervono i lavori per arrivare pronti a questo straordinario appuntamento, il secondo sportivo mondiale dopo i Mondiali di Calcio, le torce sono state presentate dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso della cerimonia di apertura della mostra immersiva Sport e Montagna tra Tradizione e Innovazione. Cortina d’Ampezzo. Le due Olimpiadi. Perché non va dimenticato che la regina delle Dolomiti è già stata sede di una prima edizione delle Olimpiadi invernali, quella del 1956.

Sfumature verdi e blu per la torcia olimpica, toni bronzei per quella paralimpica

Ed è proprio accanto alla torcia originale di settant’anni fa che sono state presentate le due torce di questa edizione: lineari, moderne, molto essenziali. Si chiamano Essential, per la loro linea pulita ed essenziale. Sono state ideate dallo Studio Carlo Ratti Associati e realizzate da Eni con Versalis e Cavagna Group. I colori: la torcia olimpica è caratterizzata da sfumature verdi e blu, quella Paralimpica da toni bronzei. Entrambe sono caratterizzate da finiture riflettenti e cangianti che evocano il movimento e l’energia dello sport. Quello di oggi e quello di ieri. La presenza della torcia del 1956 ha voluto infatti mettere due epoche a confronto, unite da un medesimo filo rosso fatto di passione sportiva, comunità e futuro.

“Dai Giochi della rinascita del 1956 ai Giochi della sostenibilità e dell’innovazione del 2026”

Oggi a Longarone abbiamo avuto l’onore di presentare ufficialmente al Veneto le torce olimpica e paralimpica di Milano Cortina 2026 – così il presidente veneto Luca Zaia – Un momento che non è solo simbolico, ma rappresenta l’inizio concreto di un cammino che segna come le Olimpiadi stiano cambiando, adattandosi ai tempi e diventando occasione di crescita per interi territori”. Zaia ha quindi spiegato come i Giochi del 2026 si distinguano per l’approccio innovativo. “Le Olimpiadi stanno cambiando e insieme a loro cambia anche il territorio che le ospita. A Cortina nel 1956 furono i Giochi della rinascita, oggi saranno i Giochi della sostenibilità e dell’innovazione. Non solo competizioni: stiamo portando avanti tantissimi progetti, sia infrastrutturali che relativi alle sedi di gara, che resteranno come eredità per il futuro. Stiamo rinnovando, ringiovanendo e dando nuove prospettive alle generazioni che vivono la montagna e che la vivranno nei prossimi decenni”.

La scelta di Longarone per la presentazione delle torce non è casuale. Si tratta di una località del bellunese che, oltre ad ospitare la mostra dedicata alle due Olimpiadi, rappresenta la porta di accesso a Cortina, immersa in quelle Dolomiti dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2009. Un territorio di straordinaria e rara bellezza. Che vede nelle prossime Olimpiadi invernali – si stimano due milioni di visitatori e tre miliardi e mezzo di spettatori che vedranno i Giochi da tutto il mondo – non solo un momento di grande sport, ma anche, conclude Zaia, “Un investimento di orgoglio e identità, un’ importante occasione di sviluppo, di cultura e di turismo“.

(foto in evidenza: Luca Zaia presenta le due torce; crediti: ufficio stampa Regione Veneto)

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