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Scuola, 4 settembre si scrive la storia: cambia l’Esame di Stato (stop ai “furbetti”)

Il Consiglio dei ministri, previsto per oggi, giovedì 4 settembre nel pomeriggio, discuterà il decreto che introdurrà una profonda riforma dell’esame di Stato a partire dal 2026. L’iniziativa, presentata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, non si limita a un cambio di nome ma ridisegna l’intera impostazione delle prove finali del secondo ciclo scolastico. E’ un momento molto atteso nel mondo della scuola, soprattutto dopo le polemiche relative agli alunni che hanno rifiutato di tenere l’esame di Stato a luglio scorso.

Il provvedimento, intitolato “Misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, è uno dei punti chiave della politica del governo in materia di istruzione. La denominazione tornerà a essere “Esame di Maturità”, lasciando da parte quella di “Esame di Stato”, per restituire il senso di rito di passaggio verso la vita adulta.

Cambiano le prove, ma Italiano resta la base

Le novità più rilevanti riguardano la struttura delle prove. La prima prova di Italiano resterà sostanzialmente invariata, mentre la seconda prova, specifica per ogni indirizzo, sarà oggetto di modifiche sostanziali. Per esempio, per matematica potranno essere introdotti quesiti di logica e problem solving. Anche il colloquio orale subirà un forte rinnovamento: diventerà multidisciplinare e servirà a verificare non solo la preparazione, ma anche l’autonomia, la capacità critica e la consapevolezza degli studenti. Saranno valorizzati inoltre i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (ex alternanza scuola-lavoro) e l’educazione civica.

Obbligo di sostenere l’esame orale

Tra i cambiamenti più significativi vi è l’obbligo di sostenere l’orale. Stop ai “furbetti“: chi deciderà volontariamente di non presentarsi al colloquio, pur avendo completato le prove scritte, dovrà ripetere l’anno. Fino ad oggi era possibile essere promossi anche solo grazie ai crediti scolastici e agli scritti, senza sostenere l’orale. La scelta nasce per evitare il ripetersi di episodi avvenuti negli ultimi anni, con studenti che hanno rinunciato alla prova finale.

Le date del nuovo esame sono già fissate: si partirà giovedì 18 giugno 2026 con la prova di italiano, seguita il giorno dopo, venerdì 19 giugno, dalla seconda prova di indirizzo. È la prima volta che l’esame non inizierà di mercoledì, come da tradizione.

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