Gallipoli, città tra le più belle del pianeta, è senz’altro un luogo in cui ritorneremo passata l’emergenza del Covid-19. E chissà, magari la ritroveremo con uno sguardo rinnovato perché Kalè polis – città bella di nome e di fatto – non è soltanto ciò che è rimbalzato alle cronache in questi ultimi anni. Lo afferma anche il suo Sindaco Stefano Minerva.
Gallipoli e il post pandemia. Le parole del Sindaco
“Gallipoli ha toccato con mano l’emergenza del Covid-19: abbiamo avuto alcuni casi e messo in atto tutte le azioni mirate alla protezione della salute dei cittadini” – afferma a itLecce Stefano Minerva. “Ad oggi la situazione è sempre sotto controllo ed è fisiologico che le conseguenze, come in tutta Italia, ci saranno”.
“I cittadini di Gallipoli sono notoriamente riconosciuti come un popolo forte e capace di reinventarsi. Una città che ha fondato parte della sua economia sul turismo dovrà fare i conti con questo trend in calo. Dal canto nostro però faremo il possibile per conciliare salute e sicurezza con la ripresa” – continua Minerva.
Rivellino affacciato sul mar Ionio, il porto, i gabbiani
Città vecchia è collegata alla terraferma per mezzo di un ponte. Avviandoci verso l’ingresso di città vecchia noteremo il bellissimo Rivellino di Gallipoli – ossia una fortificazione munita di torre – con funzioni difensive. Infatti il Rivellino è collocato esternamente al Castello per proteggerlo da eventuali attacchi. La splendida struttura presenta ampie dimensioni e ha la particolarità della forma a puntone con la cui denominazione si intende uno spigolo molto allungato verso l’esterno. Francesco di Giorgio Martini è l’ideatore del Rivellino di Gallipoli e vi si accede per mezzo di un ponte levatoio in legno. Bellissima la visuale del mar Jonio che lo circonda.
Oltre il Rivellino, la particolare Fontana Greca
“La fontana greco-romana è definita la più antica d’Italia. Alimentata da sorgenti sotterranee, dava acqua purissima. Erosa dall’aria marina e dalle intemperie, conserva ancora delle sculture che descrivono episodi mitologici, con leggende incise in latino” – scrive Maria Bianca Gallone ultima principessa di Tricase – nel suo libro Lecce e la sua provincia edito da L’orsa maggiore nel ’68. Nel dirigerci verso il nucleo antico della città la scorgeremo nei pressi del ponte che collega il borgo nuovo alla città vecchia.
Edificata intorno al III sec. a. C. secondo alcune ipotesi, pare fosse inizialmente collocata nella zona “funtaneddhe” per poi essere spostata nelle vicinanze della chiesa di San Nicola (non più esistente) e infine raggiungere la collocazione attuale.
La Fontana greca ha sempre appassionato gli studiosi poiché per alcuni versi rimane un’incognita. Essa si presenta con una facciata che guarda a scirocco, divisa in tre parti da quattro cariatidi e un’altra facciata che detiene lo stemma di Gallipoli e insegne di Carlo III di Borbone. In basso vi è l’abbeveratoio.
Gallipoli, il porto, panorami mozzafiato e l’immensità del mare
A Gallipoli ci troveremo al cospetto di due porti: il porto antico, piccolo gioiello poco distante dalla Fontana greca e un porto mercantile che può accogliere anche navi di grandi dimensioni. Uno spettacolo unico è assistere al ritorno dei pescherecci al tramonto, avvolti da stormi di gabbiani che svolazzano nel cielo rosato con il loro inconfondibile canto.
Nel ‘700 il porto di Gallipoli fu il più rilevante in tutto il Mediterraneo per il commercio dell’olio lampante. Il Molo Foraneo e il Molo di Tramontana proteggono il porto dalle mareggiate. Attualmente il porto mercantile si estende per ottantamila metri quadrati.