Adria è città depositaria di una storia ultra millenaria. Ma in Adria sono nati anche numerosi miti e leggende, che riguardano la sua fondazione e non solo. Crocevia di popoli e di civiltà, la città ha saputo incarnare l’oggetto di una narrazione fantastica. Sono cronache frutto della fantasia umana, ma quasi rivestite di sacralità. Racconti antichi, che mescolano, talvolta, fatti storici a elementi fantastici. Questi miti e queste leggende fanno parte del nostro patrimonio culturale. Testimoniano la volontà dei nostri antenati di dare una risposta ai loro interrogativi sull’ignoto. Ecco Adria, tra mito e leggenda, da Diomede a Fetonte.
Diomede, il compagno di Odisseo
Forse il più antico di questi racconti, riguarda Diomede. Diomede, l’Epigone, porta con sé un fardello di guerre e distruzioni. Lo troviamo a combattere a Tebe; poi a Calidone, per riconquistare il trono avito. Insieme a Odisseo, nella guerra di Troia, ruba il Palladio. Per questo sarà maledetto e condannato a errare, come il re di Itaca. Preda della furia dei mari, giunge sino alle foci del Po. Qui, su una spiaggia finalmente serena, bagnata da acque tranquille, trova salvezza. E qui fonda la città di Adria (dal greco aetria, cioè serena).
Adria, il padre di Jone
Dall’Attica e dall’Eubea, gli Joni risalgono l’Adriatico sino a settentrione. Hanno cacciato i Pelasgi dalla Grecia e, forse, sono in cerca di nuove terre. È Adria, il padre di Jone, che giunge su queste spiagge e fonda la città che porta il suo nome. Jone darà il suo nome al mare Jonio. É l’appellativo con cui l’Adriatico è conosciuto fino al V secolo a. C. circa. Il figlio di Adria muore nella guerra tra Atene, al fianco della quale è schierato, ed Eleusi.
I Pelasgi di re Adriano
I Pelasgi popolano la Grecia prima dell’arrivo delle popolazioni elleniche. Non sono una stirpe unica, ma un insieme di popolazioni difficili da collocare storicamente. Forse, potrebbero coincidere con il popolo dei Peleset; una popolazione che, con altri cosiddetti Popoli del Mare, ha attaccato l’Egitto ai temi di Ramse III, Da loro, potrebbero aver tratto origine i Filistei. Per quello che ci riguarda, non sappiamo se, guidati dal re Atri (Adriano), arrivino nel nostro territorio via mare o via terra. Del loro possibile passaggio, rimane la leggenda del cocchio dorato di Atri. Cocchio che sarebbe ancora sepolto sotto i nostri piedi.
Fetonte, il figlio del Sole
Questa è Adria, tra mito e leggenda, da Diomede a Fetonte. E quello di quest’ultimo, forse, è il mito più noto legato al territorio adriese. Fetonte, incapace di tenere a freno i destrieri del carro solare, brucia un intero tratto di cielo, dando vita alla Via Lattea. Poi, scende in picchiata verso la Terra, trasformando in un deserto arso l’intera Libia. É a questo punto che gli uomini chiedono a Zeus di intervenire. Egli, incollerito, colpisce il carro con uno dei suoi fulmini. Fetonte precipita nell’Eridano, all’altezza di Crespino. Lì, le sue sorelle Merope, Elie, Egle, Lampezia, Febe, Eterea e Diossippe, lo piangono sino a trasformarsi in pioppi. Le loro lacrime disperate si convertono in ambra. Ambra, che ci riporta al commercio della preziosa resina e alle isole Elettridi. Ma, questa, è un’altra storia.