La passione, immensa, per la cucina ha portato il giovanissimo francofontese Antonio Iurato, fino in Svizzera, dove lavora in un ristorante italiano. Oggi vi raccontiamo la sua storia e un piatto, di sua creazione, dedicato a un grande amico. Perchè ci sono amicizie vere e sincere che resistono, nonostante i chilometri.
Antonio Iurato e l’amore per la cucina
“Fin da quando ero piccolo ho sempre amato l’arte culinaria. Osservavo i miei nonni e mia mamma mentre erano ai fornelli e questo mi spingeva ad accrescere le mie conoscenze”: esordisce così Antonio Iurato quando si racconta. “La prima esperienza in cucina che mi ha dato modo di poter imparare l’ho avuta a soli 12 anni, quando ho iniziato a lavorare in una piccola pizzeria del paese. Qui ho svolto diverse mansioni”.
E poi la scuola. “Ho frequentato – prosegue – l’istituo alberghiero “Alfio Moncada” di Lentini, e qui ho avuto la possibilità di imparare l’arte culinaria e mi sono messo in gioco anche attraverso il confronto con gli altri ragazzi. Ho infatti partecipato a diversi concorsi nei quali ho vinto diverse medaglie. Durante gli anni delle scuole superiori ho svolto uno stage di 4 mesi in Sardegna ed è stata un’esperienza bellissima che mi ha permesso di crescere e di vivere in autonomia, in quanto per la prima volta sono stato da solo, lontano dalla famiglia. Questi quattro mesi hanno accresciuto notevolmente la consapevolezza di me stesso e delle mie capacità”. Antonio Iurato prosegue ancora nel suo racconto. “Dopo il diploma – ci dice – sono andato a lavorare a Madonna di Campiglio e poi sono ritornato a casa. Dopo alcuni mesi mi ha contattato un mio amico francofontese per andare in Svizzera. E lì ho cominciato a lavorare in un ristorante italiano come commis. Quando non lavoravo, insieme al mio amico Matteo, ho proseguito ininterrottamente a studiare ciò che di meglio la cucina ha da offrire. Nel frattempo sono stato sei mesi a Londra, girando svariati ristoranti per farmi conoscere con l’obiettivo di poter lasciare il segno. Attualmente sto lavorando a Basilea, in un ristorante italiano, come capo partita e responsabile dei vari settori”. E poi ricorda le sensazioni provate all’inizio della sua attività lavorativa fuori da Francofonte. Infatti, Antonio si è ritrovato a lavorare e a vivere lontano da casa. Seppur giovanissimo (ha infatti 21 anni), non ha mollato la presa. Anzi, al contrario, si è impegnato sempre. “Quando sono arrivato in Svizzera non è stato abbastanza facile..nuova lingua, nuova cultura. Ma oggi sono soddisfatto del percorso che ho fatto perchè ho cercato di fare sempre del mio meglio nel mio lavoro”.
“Promessa”: un dessert per onorare un’amicizia
Antonio ha ideato un dessert, proprio per onorare la bellissima amicizia con il suo amico Matteo, ma anche per ricordare Francofonte, la sua terra di origine. A proposito del dolce, il capo partita ci dice: “l’ho dedicato al mio amico che mi ha insegnato davvero tanto sulla cucina e a Francofonte, terra di agricoltura e delle arance più buone del mondo!“.
Continua ancora:” l’ho chiamato “Promessa” proprio perchè vuole essere una promessa di profonda amicizia e gratitudine verso una persona che ha fatto veramente tanto per me. Ogni componente di questo piatto è il risultato di prove continue al fine di ottenere un risultato perfetto. Se partiamo dal colore, vediamo che è total black. Prevale solo il colore scuro. Il dessert – ci spiega nel dettaglio- è composto da un cannolo siciliano in quanto dolce tipico della nostra terra, un macaron per ricordare l’esperienza parigina di Matteo, una terrina di pinoli e cacao che rappresenta il nostro paese agrumicolo, una spugna al cacao, perchè quando vai all’estero diventi una sorta di spugna e assorbi tutto ciò che c’è da conoscere. Come accompagnamento ho aggiunto una salsa al cioccolato”. Squisito davvero!! E per il futuro? Cosa spera Antonio? “Mi auguro di poter gestire una cucina o un ristorante tutto mio e di conoscere il vero sapore del successo. Ed è questo ciò che mi spinge ad impegnarmi sempre al massimo!”.