In questi giorni è stata scoperta la prima Vicenza: dove sorgerà a breve una utilissima tangenziale, durante gli scavi, sono stati rinvenuti i resti di un’antica città, a quel che pare i primi insediamenti urbani della attuale Vicenza.
Dall’antica città alla strada
I resti, presumibilmente datati oltre 7.300 anni fa, saranno sormontati dalla futura tangenziale, la bretella dell’Albera che congiungerà la città con il comune di Costabissara. Il nuovo tratto stradale avrà una lunghezza complessiva di 5,3 chilometri e le parti interessate alla costruzione saranno il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Anas, la Regione Veneto, la provincia di Vicenza, il comune di Vicenza, il comune di Costabissara e l’Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova Spa.
Insomma questa scoperta di sicuro rallenterà tutte queste realtà pronte a realizzare in tempi brevi il viadotto che snellirà il traffico e agevolerà molte persone che ogni giorno devono recarsi in città.
In compenso gli scavi del cantiere hanno portato alla luce resti di capanne ed artefatti risalenti al Neolitico. Probabilmente si tratta proprio dei primissimi insediamenti cittadini, un numero indefinito di persone che si sono stabilizzate nella zona e hanno insediato proprio l’attuale insenatura dove sorgerà la tangenziale.
Tra i tanti frammenti sono venuti alla luce vasi di ceramica e strumenti di selce, oltre a numerose tracce di intonaci delle capanne e resti di focolari.
La stima degli archeologi
Nessuno si poteva aspettare una sorpresa così affascinante, tanto che gli stessi archeologi si sono impegnati, non poco, a cercare di dare più risposte possibili a questa interessante scoperta.
Dalle tesi preliminari sembrerebbe che il materiale emerso possa essere collocato in un periodo compreso tra il 5300 e 4900 avanti Cristo, quando ancora i primissimi abitanti di Vicenza vivevano grazie alla caccia e alla raccolta e i pionieri della città sperimentarono le prime coltivazioni di campi.
Sono ben tredici i siti scoperti lungo il tracciato dell’infrastruttura, un numero incredibilmente alto che fa sperare agli archeologi di reperire il più possibile di informazioni inerenti all’epoca.
Rimaniamo in attesa di ulteriori ed interessanti informazioni con il proseguire degli studi e delle analisi.

