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Phantasmagoria Pacis, i “nuovi” manifesti della collezione Salce

Torna la bellezza dei manifesti alla Collezione Salce, abbinata questa volta ad un tema quanto mai d’attualità, la pace.  La mostra si chiama “Phantasmagoria Pacis” ed è in programma fino al prossimo 9 novembre nella sede di Santa Margherita del Museo nazionale Salce di Treviso. Una nuova narrazione della pace, intesa non più solo come assenza di conflitto, ma come presenza attiva di costruzione, immaginazione e dialogo. L’evento, a cura di Elisabetta Pasqualin e Antonio Silvio Calò, è nato dalla collaborazione tra la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace e il Museo Salce. E’ dedicato interamente al tema della pace con un approccio innovativo, libero dalla dipendenza della guerra come unico contesto di riferimento. L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso, del Comune di Treviso e di Rai Veneto, con la collaborazione di PaRDeS, Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea.

Pace Museo
L’esteno della sede museale di Santa Margherita

La pace vista come un processo prezioso

“Phantasmagoria Pacis” invita a vedere la pace come un processo complesso, fragile e prezioso, che richiede pensiero, impegno e responsabilità condivisa, attraverso manifesti storici, opere digitali e installazioni contemporanee. Il percorso espositivo accompagna il visitatore in una riflessione estetica, etica ed esistenziale, una sorta di invito a riscoprire un’armonia possibile: un viaggio dalla polifonia di Bach (simbolo di convivenza) alla fragile, ma potente, Venezia (emblema di visione e rinascita).

Pace Interno
Uno scorcio dell’esposizione Phantasmagoria Pacis

Cinquanta manifesti all’insegna della speranza

La mostra presenta una selezione di oltre 50 manifesti storici del Museo nazionale Collezione Salce, in particolare quelli del secondo dopoguerra, che raccontano speranza, ricostruzione, inclusione e convivenza. Accanto a questi, trovano spazio le opere di artisti contemporanei come Tobia Ravà (Padova, 1959), Abdallah Khaled (Tamrichte Bejaïa, 1954) e Damiano Fasso (Vicenza, 1976). Quest’ultimo, in particolare, rielabora manifesti d’epoca attraverso animazioni digitali generative, mescolando passato e presente in un racconto visivo inedito. Particolare attenzione, tra le varie sezioni, ai simboli della pace, come la colomba, al ruolo della fede come veicolo di conciliazione e alle donne, viste come tessitrici di relazioni.

Pace Volto
Un particolare di uno dei manifesti esposti

Un nuovo punto di riferimento per la promozione della pace

“Phantasmagoria Pacis” non è solo una mostra: è una chiamata collettiva a rimettere la pace al centro del dibattito pubblico, dell’immaginazione politica e dell’azione quotidiana. In un’epoca segnata da conflitti e crisi, l’arte si fa luogo di resistenza e proposta: uno spazio in cui la pace viene pensata, rappresentata e vissuta come possibilità concreta. La città di Treviso, il Museo Salce e la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace si candidano con questo evento a diventare un nuovo punto di riferimento nazionale e internazionale per la promozione di una cultura della pace. Infine una curiosità: La proiezione di un’elaborazione digitale dell’artista Damiano Fasso anticiperà l’evento: l’opera sarà proiettata per tre settimane sulla facciata del palazzo della Prefettura, storico edificio nella piazza principale di Treviso.

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