Latina capitale della cultura 2026 ha fatto alzare il sopracciglio a molti, ma è davvero difficile immaginare Latina già Littoria come una “capitale della cultura”? Walt Disney disse “se puoi immaginarlo puoi realizzarlo”. Non abbiamo bisogno di disfattisti, ma di pontini propositivi.
Latina capitale della cultura 2026
Sovente nel Basso Lazio e non solo, c’è una sorta di disincanto, ironia al ribasso e volando sottovento, guardando e non avendo una visione del totale, ci si perde un sacco di cose. Possiamo riuscirci? Io dico di sì. Naturalmente dobbiamo partire dai concorrenti, non nemici, ma avversari.

Dobbiamo vedercela con Agnone, Alba, Bernalda, Carpi, cleto, Cosenza, L’Aquila, Lucca, Lucera, Matera, Marcellinara, Lucca, Massa Carrara, Moliterno, Nuoro. Poi Pantelleria, Potenza, Rimini, Senigallia, Todi, Treviso, Unione dei Comuni dei Monti Dauni (Foggia) – Puglia. Inoltre, Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino” (Perugia) – Umbria, L’Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena) – Toscana e L’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana. Poi ci siamo noi e Gaeta. La concorrenza non manca, ma qualcuno credeva che sarebbe stato facile? Gaeta è una città della nostra provincia, ma anche le altre regioni si presentano con varie città.
Storia dell’Agro Pontino
Quando Tamberi che si è allenato a Formia, ha vinto l’oro, non gli hanno abbassato l’asta orizzontale per fargli una cortesia. Non ha senso partire da quello che non abbiamo, ma dal nostro potenziale e da quello che possiamo offrire. Sarà una gara senza esclusione di colpi, ma se gareggeremo a testa alta con un buon progetto, non dovremo temere la concorrenza e poi se non abbiamo ancora vinto, nemmeno abbiamo perso l’opportunità.

Sono presenti 14 regioni, tutte agguerrite per la corsa verso il titolo. Dovremmo tirarci indietro e agevolare la corsa agli altri? Le aspiranti Capitali dovranno perfezionare la loro candidatura, inviando entro il 27 settembre, un dossier da sottoporre ad una commissione composta da sette esperti. Tutti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica. Credo che sia molto quello che possiamo portare in gara, ma serve “la cordata”, la coesione.
Giambo Tamberi
Abbiamo un patrimonio culturale esteso, oltre il centro della città. Possiamo cavalcare in sella con i butteri e camminare nelle orme dei dinosauri di Sezze. Finanche, possiamo parlare agli adolescenti attraverso la venerata Santa Maria Goretti, di loro patrona e far scivolare discorsi di modernità, sulla nostra architettura razionalista. Possiamo camminare sulla via Latina, è poco? E’ una parte del tutto.

Il dossier di candidatura dovrà contenere un progetto culturale della durata di un anno, inclusivo del programma e delle attività previste. Dovremo indicare l’organo incaricato dell’elaborazione e promozione del progetto, dell’attuazione. Farlo individuando un’apposita figura responsabile, inclusa la valutazione di sostenibilità economico-finanziaria del progetto culturale proposto; gli obiettivi perseguiti. Mancano le figure di rilievo? No affatto perché Latina e ampia parte del suo territorio può puntare molto sullo sport. Quanti atleti si allenano qui e quante medaglie portano a casa? Lo sport è cultura e può abbracciare la città.
Archeologia nell’Agro Pontino
Entro il 15 dicembre 2023, la commissione definirà la lista delle 10 città finaliste, e la procedura di valutazione – dopo l’audizione pubblica dei progetti finalisti entro il 14 marzo 2024 – si concluderà per il 29 marzo 2024 con la proclamazione della Capitale italiana della cultura 2026. Chi si guarda attorno e non vede prospettive, non crede in se stesso, nelle vestigia e nel futuro. L’epopea dell’agro pontino, la fondazione, il narrare la storia dei pionieri è la spina dorsale di questa città e di questa terra da valorizzare.

Guardiamo ad Agrigento capitale per il 2025, preceduta da Pesaro che diventerà capitale della cultura nel 2024. Guardiamo anche a Mantova La prima a ottenere questo riconoscimento nel 2016 e alla strada fatta. Nel 2022 è stata Procida, una piccola isola. Un progetto visionario, moderno e flessibile, che impressioni la commissione per spregiudicata volontà di attuazione, è la risposta.
Agrigento capitale della cultura 2025 – Latina capitale della cultura 2026
Non guardate solo una buca per strada, possiamo ripararla, ma guardando solo l’asfalto, si perdiamo delle opportunità. Teniamo presente che la città vincitrice, grazie anche al contributo statale di un milione di euro, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.

Matera sta ancora godendo di quella opportunità che ebbe, cerchiamo di prendercela anche noi. L’opportunità può diventare una straordinaria risorsa per la crescita dei territori. Chi si vuole candidare deve avere progetti solidi. Si deve vincolare la candidatura all’assunzione e all’impiego di un certo numero di operatori. In questo modo, prevedendo magari anche un premio sostanziale e non simbolico per chi vince, si potrebbe attivare un circolo virtuoso. Si può fare!