Mostre d’arte a Padova 1890-1915 è un volume pubblicato nel dicembre 2024, che indaga in modo sistematico un venticinquennio ricco di esposizioni a carattere artistico. L’autore, Paolo Franceschetti, ha circoscritto tale periodo attraverso uno spoglio di quotidiani d’epoca assai ampio, durato per diversi anni. Le informazioni rinvenute, numerose e in grandissima parte inedite, sono state poi raccolte nel libro, composto da 400 pagine in formato grande. Il volume costituisce anche il quinto Quaderno di “Padova e il suo territorio”, serie di monografie edite dall’omonima rivista bimestrale. Come è noto, il periodico tratta argomenti di storia arte e cultura fin dal 1986 ed è giunto ormai al quarantesimo anno di attività. Alla pubblicazione di Mostre d’arte a Padova ha fornito il proprio contributo con la consueta generosità la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Trentuno esposizioni artistiche negli anni 1890-1915
In Mostre d’arte a Padova 1890-1915 Paolo Franceschetti indaga un venticinquennio straordinario che si distingue per un particolare dinamismo nell’organizzazione di rassegne a carattere artistico. Il periodo inizia nell’anno 1890 perché accadono in quel momento eventi significativi che danno avvio a una stagione nuova. Si allestiscono due esposizioni, si costituisce formalmente il Circolo Artistico e si registrano incontri per fondare una “Permanente”. Nel corso del quarto di secolo che giunge alle soglie della Grande Guerra vengono organizzate a Padova più di trenta mostre. Una frequenza che è quattro volte superiore rispetto alla precedente epoca postunitaria di durata pressoché analoga. Solo otto eventi, infatti, si contano dal 1866 al 1890.
Il contenuto del libro Mostre d’arte a Padova 1890-1915
Di ciascuna rassegna il volume presenta l’elenco degli espositori desunto dal catalogo e dai giornali, il manifesto, le cartoline commemorative, gli erinnofili rinvenuti dall’autore. Segue poi la rassegna stampa tratta dai quotidiani dell’epoca e illustrata da una selezione di opere esposte. Gli artisti nominati, amatori o professionisti, non solamente padovani, sono centinaia. Fra loro compaiono nomi celebri, come Oreste Da Molin, Fausto Zonaro, Pietro Pajetta, Serafino Ramazzotti, Giovanni Vianello, Felice Casorati, Mario Cavaglieri e Umberto Boccioni. Insieme, nomi meno noti ma d’indubbio interesse non solo locale: Primo Modin, Bruno Puozzo, Cecilio Di Prampero, Giuliano Tommasi, Valerio Brocchi, Giuseppe Cecchetto. E sono presenti naturalmente anche le artiste, ad esempio Eleonora Alberti, Emma Orefice, Rina Maluta, Pia Garbi Boschi, Maria Lupati e Nerina Da Molin.

La sezione più ampia, dedicata alle singole mostre, è preceduta da una panoramica generale dell’autore contenente approfondimenti su temi mai trattati prima in modo organico. Si ricordano la nascita e l’attività del Circolo Artistico. Poi i tentativi di costituire in città una società Permanente dove poter esporre e vendere lavori d’arte e altri manufatti artigianali. Infine i concorsi pubblici emanati dal Municipio e dall’Arca del Santo per compiere lavori decorativi. Completano il volume Mostre d’arte a Padova 1890-1915 l’indice degli espositori e la bibliografia essenziale sul tema affrontato.
Cenni sulle principali Mostre d’arte a Padova 1890-1915
Fra le rassegne descritte compaiono le mostre di estensione regionale sul tema “Eterno femminino” (1898) e “Sette Peccati” (1904). L’interessante secessione Ramazzotti – Bonatti – Modin del 1897. L’esposizione tenutasi al Circolo Artistico nel 1908 in cui si registrano vendite consistenti. Quella agricola-industriale di Pontevigodarzere del 1910. Quella d’arte e autografi della Società “Dante Alighieri” (1911). E quella allestita alla Gran Guardia nel 1912, che anticipa la futura Promotrice di Belle Arti (un sodalizio che nel dopoguerra sostituirà il Circolo Artistico).

Gli eventi organizzati, anche con scopo interamente benefico, sono numerosi. Qui vanno ricordate almeno due esposizioni di cartoline illustrate (1900 e 1901). E tre con il Ventaglio (1901), il Fiore (1905) e il Cappellino (1906) come soggetto obbligato. Ci sono poi le retrospettive di Gazzotto – Ceccon – Cavadini (1892), di Augusto Caratti (1901), di Luigi Papafava (1910). Seguono quelle di Pietro Pajetta e Ugo Valeri (1912) e di Giacomo Manzoni (1914). E, infine, le cinque personali di padre Felice Celestino Zanchi (1890), Andrea Nicolò Brentan (1897), Giuliano Tommasi (1915) e Fausto Zonaro (1893 e 1906).
Padova e l’arte moderna
Attraverso la lettura del volume, l’autore spera di coinvolgere il maggior numero di persone nell’opera di riscoperta degli artisti di ambito padovano dell’Otto-Novecento. Un periodo che, a giudicare dai dati rinvenuti e ora divulgati, è effettivamente tanto affascinante quanto sottovalutato. Si impone quindi una doverosa rilettura in senso meno provinciale dell’intero venticinquennio, che l’autore lascia qui intuire. Anche perché – confida – le 400 pagine del libro sono già sufficienti a fiaccare i lettori più appassionati. A successive pubblicazioni è pertanto demandato il compito di approfondire i molteplici filoni di ricerca che nascono dalla lettura del volume.
Mostre d’arte a Padova 1890-1915: l’autore

Paolo Franceschetti (Padova 1970) si occupa da anni di Storia dell’arte veneta dell’Otto-Novecento e in particolare di ambito padovano. Nel 2014 ha curato la ristampa di Dal taccuino d’un padovano (1850-1900), una vecchia cronaca popolare di inizio Novecento. L’anno seguente è uscita la monografia sul pittore Giovanni Vianello (Padova 1873-1926): maestro di Casorati e Cavaglieri, l’artista cittadino maggiormente conosciuto a livello nazionale. Ha scritto saggi nei cataloghi delle mostre Boccioni prefuturista, Novecento privato (vedi approfondimento sulla Sala Laurenti allo Storione), Lino Selvatico, Novecento al Museo, Bepi Fabiano. Sue ricerche sono apparse anche nel “Bollettino del Museo Civico di Padova” e nella rivista “Padova e il suo territorio”, della quale è redattore. Dal 2020 collabora con il nostro network www-stage.italiani.it/ attraverso il blog padova.italiani.it., per il quale ha pubblicato una sessantina di articoli.





