Nella Chiesa del Pater Noster, sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme, compare il Padre Nostro, anche in dialetto calabrese. Tra le 100 lingue presenti sui pannelli che riportano la preghiera per eccellenza, ne compare anche uno in cui l’orazione è scritta in vernacolo locale. Un’emozione ed una scoperta per tutti i pellegrini calabresi.
Il Padre Nostro in dialetto calabrese nell’omonima chiesa in Terra Santa
Nei chiostri della chiesa sono presenti pannelli di ceramica, decorati e dipinti, incastonati nelle pareti. Su di essi è riportata la principale preghiera della religione cristiana. Tra le cento diverse lingue in cui è stato tradotto il Padre Nostro, troviamo anche il dialetto calabrese. Più precisamente il dialetto della zona del catanzarese.
“O Patri Nostru chi n’ta lu celu stai, santificatu sia lu nomu toi, mi veni sempri lu regnu toi, fatta sia sempri la voluntati toi, sia nto celu, ca nta la terra. Dandi lu pani chi promisu hai e comu perdunasti offisi e guai, così perduna li piccata a nui. No nda bbandunari mai a la tentazioni, ma liberandi sempri d’ogni malu. Amen”. Questa la versione che i pellegrini possono ammirare nella Chiesa del Pater Nostro.
Il dialetto calabrese, una lingua neolatina
Il dialetto calabrese affonda le sue radici nella lingua greca e in modo particolare nella lingua latina. Infatti, rientra tra le lingue neolatine. Probabilmente è proprio questo il motivo per cui si trova tale pannello fra più di 100 lingue. Il promotore di questo emozionante pannello è stato il professore Filippo Marino, insigne mariologo originario di Palmi. A lui Papa Francesco ha dato l’incarico di redigere una nuova versione della preghiera.
Infatti, il Pontefice ha voluto correggerla nella frase “Non ci indurre in tentazione”. Errore forse da attribuire ad un’imperfezione di traduzione avvenuta nel corso dei secoli. “Non è Nostro Signore che ci induce in tentazione, ma semmai sono le forze del Male”, afferma Papa Francesco. Il testo in calabrese ha anticipato questa importante revisione voluta dal Pontefice. Infatti, già nel 2013, data di posa del pannello, il Padre Nostro recitava così: “No ‘nda bbandunari mai alla tentazioni“.
La Chiesa del Pater Noster a Gerusalemme
La Chiesa del Pater Noster è situata sul monte degli Ulivi a Gerusalemme. Venne edificata per volere della madre dell’imperatore Costantino, Elena. Infatti, si trova a destra dei resti della Chiesa di Eleona, dal greco “élaion”, che significa “oliveto”. Fa parte di un monastero di monache carmelitane conosciuto come Santuario di Eleona. Distrutta dai persiani nel 614, è successivamente ricostruita dai crociati.
L’edificio che possiamo ammirare attualmente, risale alle modifiche del XIX secolo. La Chiesa del Pater Noster è un luogo di culto cattolico, in cui viene commemorato l’insegnamento del Padre Nostro, da parte di Gesù ai suoi discepoli. Luca nel suo Vangelo riferisce infatti la diffusione del Padre Nostro nella grotta degli insegnamenti. Nella Chiesa sono presenti ottanta traduzioni di tale preghiera, in più di 100 lingue diverse. Tra queste, troviamo pressoché tutte le lingue nazionali europee, molte di quelle locali, e molti dialetti dell’Africa, dell’Asia e delle Americhe.
(Foto di Valentina Famularo)