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A lezione di italiano con Antonella Marchisella. Chomsky

Italiani.it così come itLecce hanno la mission di promuovere l’italianità nel mondo. Abbiamo parlato dei nostri meravigliosi luoghi, cultura e tradizioni. Continuiamo con una delle tante sorprese di questo grande network. Il mese di dicembre, che itLecce dedica alla lingua italiana. Oggi parleremo della grammatica trasformazionale di Noam Chomsky. Venite con noi!

La nuova prospettiva metodologica alla fine degli anni ’50: la grammatica trasformazionale

Una nuova prospettiva metodologica prese vita alla fine degli anni ‘50 grazie agli studi di Noam Chomsky, linguista, filosofo e teorico della comunicazione. Nato a Filadelfia nel 1928, egli pubblicò nel 1957 il volume Syntactic structures. Il testo conteneva la sua innovativa teoria sulla grammatica generativo trasformazionale. L’autore si discostava dai precetti del comportamentismo. Quest’ultima è una corrente psicologica maturata da John Watson agli inizi del ‘900. Questa si sviluppava sugli strascichi dell’idea che la mente si possa studiare meglio attraverso lo studio sistematico dell’esperienza. Chomsky sosteneva il concetto che ogni individuo abbia in sé delle conoscenze innate e non apprese con l’esperienza. Egli teorizzava così l’esistenza di strutture grammaticali già presenti alla nascita. Il principio di base è quello di una “Grammatica Universale”. Ossia un bagaglio di conoscenze già presenti alla nascita, indispensabile per l’apprendimento di qualsiasi lingua.

Grammatica Trasformazionale di Chomsky
Pixabay

Lo studioso parte dalla necessità di fornire una definizione specifica di ‘’grammatica’’, affinché la linguistica possa raggiungere un’evoluzione apprezzabile. Egli sviluppa la sua analisi dal punto iniziale di una grammatica vista come ‘’raccolta di inventari di elementi’’. La Grammatica Universale si compone di principi universalmente validi per ogni lingua. Tuttavia, in alcuni casi, è possibile selezionare determinati parametri da lingua a lingua.

Le dimostrazioni di Chomsky e il suo metodo

Chomsky userà delle liste per scomporre e analizzare gli elementi di una frase. Inserirà nelle liste di livello più alto i costituenti più ampi di una frase, come il sintagma nominale SN e il sintagma verbale SV. In altre liste riporterà e analizzerà i costituenti di un sintagma nominale SN e così via. In tal modo, proprio come in un’equazione, egli otterrà un insieme finito di regole della forma X Y. Dunque costruirà una serie di derivazioni fino a giungere alla sequenza di morfemi che compone la frase.

Il metodo di Chomsky

Tali derivazioni, sperimentate su frasi inglesi, possono essere raffigurate in un diagramma a forma di albero. Esso rappresenta a livello grafico la struttura sintagmatica di una frase. Un numero finito di questo tipo di regole darà luogo a un’infinità di derivazioni. Chomsky denuncia la limitazione che nasce dal considerare una grammatica soltanto come un insieme di regole della forma X Y. Così, fornisce gli strumenti per ovviare a tale limitazione. Include quindi a questa formula regole di tipo differente. L’obiettivo di una grammatica è per Chomsky caratterizzare tutti gli enunciati della lingua. Naturalmente tenendo conto che il comportamento verbale di una persona presenta anomalie di ogni genere.

La dicotomia saussuriana di parole e langue

Chomsky con le nozioni di “esecuzione” e “competenza” rievoca la dicotomia saussuriana di parole e langue. Platone e Aristotele avevano già fornito delle nozioni di linguistica. Tuttavia, le basi di una metodologia sistemica e strutturale in linguistica, furono poste da Ferdinand de Saussure.

I concetti base di Saussure

Gli scritti di Ferdinand de Saussure, linguista nato a Ginevra nel 1857, furono raccolti e messi insieme dopo la sua morte. Ciò all’interno del Recueil des publications scientifiques de Ferdinand de Saussure. Fautore dello strutturalismo, privilegiava la ‘’struttura’’ e la ‘’sincronia’’, piuttosto che i singoli elementi e la ‘’diacronia’’. Saussure dava rilevanza alle relazioni tra gli elementi linguistici come parti interagenti e interdipendenti di un sistema. Egli distingue tra ‘’langue’’ e ‘’parole’’. “Langue” è una struttura dove ciascun elemento ha un posto e un ruolo specifico. Qui, gli elementi che compongono una lingua hanno valore soltanto nelle loro relazioni. “Parole” è contrapposta alla langue ed è intesa come l’atto linguistico individuale del parlante.

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