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Torna a splendere il vetro di Murano nell’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Lo fa con una mostra, che si fa doppia, dedicata a due grandi artisti. Il celebre designer finlandese Tapio Wirkkala che mette in relazione l’arte italiana del vetro muranese con la grande arte internazionale. L’architetto italiano Toni Zuccheri che inizia il suo rapporto con il vetro quando era ancora un giovane studente di architettura. Sotto la firma della vetreria Venini si snodano le parabole di due artisti presenti nella fornace muranese sia contemporaneamente che in tempi diversi, soprattutto nella seconda metà degli anni Sessanta.

Tapio Wirkkala e Toni Zuccheri - I"tronchi" di Zuccheri

Due mostre parallele per raccontare due esperienze muranesi che hanno lasciato un segno importante nel mondo artistico. Lo testimonia il fatto che anche questo progetto, come altri che l’hanno preceduto, si è avvalso di ben 37 prestatori diversi che hanno messo a disposizione de Le Stanze del Vetro preziosi oggetti delle proprie collezioni per delineare da una parte il percorso artistico che in quegli anni caratterizzò la produzione della Venini. Dall’altra l’arte – applicata a quella materia particolarissima che è il vetro di Murano – di Tapio Wirkkala e Toni Zuccheri.

Tapio Wirkkala: i colori freddi del vetro nordico si stemperano con quelli vivaci del vetro di Murano

Si parte con allegria, è proprio il caso di dirlo, visto che la prima sala dell’esposizione del designer Wirkkala si intitola “Ai lieti calici”. E’ dedicata a sei modelli di calici di vetro trasparente colorato. Dialogano con cinque modelli di vasi bicolori e con la serie Meduse presentata alla Biennale di Venezia del 1966. Le tonalità sono fredde, frutto di contaminazioni – non solo nei colori ma anche nello spessore stesso di questi oggetti – tra il mondo del vetro nordico e le tipiche lavorazioni muranesi da cui l’artista finlandese rimase affascinato. Lo avevano colpito, a Murano, la leggerezza del vetro, i colori vivaci, l’uso di tecniche diverse. Questa fascinazione diventa per Wirkkala e per Venini un rapporto profondo.

Tapio Wirkkala e Toni Zuccheri - piatti virkkala

Tra l’artista e i maestri vetrai la comunicazione avveniva tramite i disegni che Wirkkala faceva un po’ dappertutto, sulla carta (in mostra se ne trovano interessanti testimonianze) ma anche sul pavimento, sui muri… I maestri vetrai non conoscevano l’inglese ma conoscevano la lingua del rapporto umano e artistico. Che con il designer finlandese spesso si traduceva anche in momenti di semplice convivialità, tra un lavoro e l’altro, mangiando insieme quel che le signore muranesi preparavano per i mariti. Insoliti i “cappelli del gondoliere” che ebbero un notevole successo commerciale. Straordinaria la serie di piatti ottenuti con tecniche diverse, impiegando spesso murrine di grandi dimensioni.

Il bestiario di Toni Zuccheri

Toni Zuccheri arriva giovane alla Venini per realizzare un bestiario in vetro che fu presentato alla Biennale del 1964. E il bestiario è uno dei capitoli più importanti della mostra a lui dedicata, dove troneggia (è proprio il caso di dirlo) una straordinaria fenice. Si tratta di uno dei pochissimi esemplari esistenti ed è collocata, maestosamente, in una specie di cappella con fondo oro. In questo indovinato allestimento troviamo upupe, pavoncelle, civette, tante papere. Inediti animali in vetro policromo, o vetro e bronzo. Racconta il curatore Marino Barovier che Toni Zuccheri girasse per la fornace raccogliendo pezzi di vetro, anche in mezzo agli scarti, cercando cosa collocare dove. Ne sono testimonianza, per esempio, gli innumerevoli elementi che compongono, su uno scheletro di bronzo, il corpo del tacchino o della faraona.

ninfee zuccheri

A fianco di questo capitolo che è il più noto e importante, Zuccheri si è ispirato al mondo vegetale per la realizzazione di originali vetri opachi dalle intense colorazioni come i Tronchi. La serie delle Ninfee, invece, nasce per la produzione di lampadari. In realtà questi preziosi e raffinati oggetti si prestano a diverse interpretazioni per la bellezza della forma e dei colori. L’artista lavora anche con l’architetto Gio Ponti per la realizzazione di celebri vetrate grosse, una delle quali è magistralmente riprodotta in mostra.

vetrate zuccheri

La collaborazione di Tapio Wirkkala e Toni Zuccheri con Venini è una delle risposte che l’arte vetraria di Murano cercò di dare alle nuove esigenze provenienti dal mondo del design degli anni Sessanta. E entrambe queste personalità artistiche contribuirono fortemente a caratterizzare il vetro di Murano. Che non rinunciò al proprio essere ma si arricchì di nuove proposte. Il progetto espositivo Tapio Wirkkala alla Venini e Toni Zuccheri alla Venini è accompagnato da due distinti cataloghi monografici (editi da Skira) curati da Marino Barovier e Carlo Sonego.

(ph credit: Enrico Fiorese)

Il vetro di Murano interpretato da Tapio Wirkkala e Toni Zuccheri ultima modifica: 2021-11-27T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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