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Premio Campiello 2026: ecco i cinque finalisti

Quest’anno la letteratura italiana incontrerà simbolicamente il cinema in occasione della 64. edizione del Premio Campiello – promosso dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto – che si terrà sabato 3 ottobre al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Sul palcoscenico dove solitamente sono di scena i Leoni della Biennale Cinema saliranno i cinque finalisti del concorso letterario, scelti dalla Giuria dei Letterati e delle Letterate tra i 62 libri ammessi al Concorso dal Comitato Tecnico. Ecco la cinquina: Marcello Fois con “L’immensa distrazione” (Giulio Einaudi Editore). Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet). Elena Varvello con “La vita sempre” (Ugo Guanda Editore). Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli). Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Giulio Einaudi Editore). I cinque finalisti sono stati annunciati dopo la votazione nell’Aula Magna Galileo Galilei di Palazzo del Bò dell’Università di Padova.

“Una narrativa che interpreta il tempo in cui viviamo”

Questi cinque autori rappresentano la migliore dimostrazione di ciò che il Campiello ha sempre cercato, una narrativa che interpreta il tempo che viviamo e lo trasforma in qualcosa di duraturo – ha sottolineato Raffaele Boscaini, Presidente della Fondazione Il Campiello‑ Confindustria Veneto – È questa la funzione del Premio che gli industriali veneti hanno voluto nel 1962, e che ogni anno torna a compiersi con la stessa concretezza e la stessa ambizione di allora”.

“Acqua Sporca” di Nadeesha Uyangoda Premio Campiello Opera Prima

In occasione della selezione della cinquina, la Giuria – che quest’anno è presieduta dal veneziano Roberto Cicutto (già presidente della Biennale) – ha annunciato il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario. Il Premio è stato assegnato a Nadeesha Uyangoda con “Acqua Sporca” (Giulio Einaudi Editore). “Acqua sporca – questa la motivazione del riconoscimento – si impone come voce originale ma già ben riconoscibile nella narrativa italiana contemporanea. Romanzo d’esordio di Nadeesha Uyangoda, dà voce, con intensità narrativa e limpidezza stilistica, alle fratture e alle appartenenze multiple del mondo contemporaneo, trasformando una vicenda familiare e migratoria in una narrazione polifonica sull’identità, la memoria e l’eredità affettiva”.

“Discrepanza tra la capacità di assorbire opere d’ingegno e la quantità prodotta”

La scelta della Cinquina finalista è stata occasione per fare il punto sullo stato della narrativa italiana contemporanea. Da anni ormai sono tanti i libri che si scrivono, pochi quelli che si leggono. Un fenomeno che induce a riflettere e che anche il presidente della Giuria dei Letterati e delle Letterate, Roberto Cicutto, ha sottolineato. “Ci siamo trovati davanti a una quantità enorme di testi, e questo pone una domanda che va oltre il premio stesso. Esiste oggi, infatti, una discrepanza evidente tra la capacità di assorbire opere d’ingegno e la quantità prodotta. E’ una questione di sostenibilità sia del mercato che culturale, prima ancora che editoriale”.

Appuntamento al prossimo 3 ottobre per la serata finale. Che quest’anno si trasferisce dal Teatro La Fenice di Venezia al Palazzo del Cinema del Lido dove la tradizionale “Vera da pozzo” verrà assegnata al vincitore dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. Vengono selezionati su tutto il territorio nazionale in base alle categorie sociali e professionali. Cambiano ogni anno e i loro nomi rimangono segreti fino alla serata finale.

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