Condividi:

Turismo delle radici a Mazzarino

Mazzarino, le radici e il futuro: una chiacchierata con Filippo Bonifacio

Il turismo delle radici a Mazzarino parte da un legame che la distanza, in molti casi, ha reso ancora più forte: quello tra il paese e i tanti mazzarinesi che vivono altrove, insieme ai figli e ai nipoti cresciuti lontano dalla Sicilia.

È anche su questo legame che si fonda l’adesione del Comune al progetto Comuni nel mondo della Fondazione Italiani.it, nato per mettere in relazione i territori italiani con le proprie comunità all’estero. Un progetto che parla di italianità, appartenenza e valorizzazione dei territori e che, proprio per questo, ci ha portati a confrontarci con chi quei territori li vive e prova ogni giorno a promuoverli.

Ne abbiamo parlato con Filippo Bonifacio, presidente della Pro Loco di Mazzarino, partendo da una domanda molto semplice: quale Mazzarino mostrerebbe per prima a qualcuno che qui non è mai stato?La risposta ci porta immediatamente in alto.

«Sceglierei senza dubbio lo sguardo imponente che si gode dal nostro Castello, “U Cannuni”, spalancato verso l’intera vallata e il centro storico barocco. Da un lato la maestosità della fortezza medievale, dall’altro l’eleganza delle nostre chiese e dei palazzi nobiliari legati alla grande storia dei Branciforti e del Carafa.»

Per Bonifacio è il biglietto da visita di «una gemma nascosta della Sicilia interna che merita di essere scoperta e vissuta da quanti più viaggiatori possibili». Ed è proprio dalla Sicilia interna che parte il nostro confronto.

Un turismo che cerca l’identità dei luoghi

Negli ultimi anni abbiamo raccontato più volte un modo di viaggiare che sta riportando l’attenzione verso piccoli centri, esperienze locali, produzioni del territorio e ricerca delle proprie origini. Mazzarino ha molte delle caratteristiche che questo viaggiatore cerca: un centro storico segnato dalla stagione barocca, il Castello, le tradizioni religiose e popolari, le produzioni agroalimentari e un patrimonio archeologico che trova nell’area di Sofiana uno dei suoi luoghi più importanti. Bonifacio riassume il lavoro della Pro Loco attraverso tre parole: «energia, esperienza e identità».

«Vogliamo che chi arriva a Mazzarino non si limiti a una visita frettolosa, ma si immerga a 360 gradi nella nostra realtà: sentire l’anima autentica della comunità attraverso i riti e le tradizioni popolari, gustare le produzioni agroalimentari locali e vivere gli spazi della nostra storia trasformati in luoghi di aggregazione e spettacolo.»

È una visione che porta il patrimonio fuori dalla dimensione puramente monumentale. Il Castle Light Experience, organizzato nell’anfiteatro del Castello, ne è stato un esempio recente: utilizzare un luogo storico anche come spazio contemporaneo di incontro e partecipazione.

«I beni culturali e monumentali acquistano il loro vero valore quando la comunità li abita con entusiasmo, cura e senso di appartenenza.»


La Sicilia interna e il valore dell’esperienza

Quando spostiamo la conversazione sulle prospettive turistiche del territorio, Bonifacio individua proprio nella posizione di Mazzarino una possibilità.

«La Sicilia interna è oggi la nuova frontiera per chi cerca un turismo autentico, esperienziale e su misura.»

Perché questa possibilità possa diventare concreta, secondo il presidente della Pro Loco, occorre però lavorare sulla fruizione. Tra le priorità indica la riapertura al pubblico del Museo del Centro Culturale Carlo Maria Carafa, una maggiore valorizzazione dell’area archeologica di Sofiana e lo sviluppo di servizi per chi arriva: segnaletica turistica, QR Code, itinerari guidati e percorsi capaci di mettere in relazione centro storico, archeologia e aziende locali. Sofiana, nel territorio comunale di Mazzarino, fa parte del Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale. Le ricerche hanno restituito un quadro molto più articolato rispetto alle prime interpretazioni del sito: gli studi più recenti lo identificano come un centro urbano sviluppatosi a partire dall’età augustea, con una lunga continuità di frequentazione. È uno di quei luoghi che raccontano bene quanto patrimonio esista ancora nella Sicilia interna e quanto lavoro resti da fare per renderlo pienamente accessibile e conosciuto.

Turismo delle radici a Mazzarino: chi parte e chi ritorna

Quando parliamo di radici, il discorso cambia inevitabilmente tono. Mazzarino è una terra di partenze. Il legame con chi è andato via, però, continua a emergere soprattutto nei momenti più identitari della comunità. Bonifacio cita la Festa della Madonna del Mazzaro, i riti della Settimana Santa e la festa del Santissimo Crocifisso dell’Olmo: appuntamenti nei quali anche molti mazzarinesi che vivono lontano ritrovano un rapporto diretto con il paese.

«I mazzarinesi sparsi in Italia e nel mondo mantengono un legame viscerale con la propria terra d’origine. Il turismo delle radici per noi è una risorsa straordinaria: significa accogliere con affetto chi torna e offrire ai figli e ai nipoti degli emigrati l’opportunità di riscoprire le proprie origini.»

È un turismo nel quale il viaggio comincia spesso molto prima della partenza. Da un cognome, dai racconti dei nonni, da una fotografia conservata in famiglia, dal nome di una strada o da una festa di cui si è sempre sentito parlare. Ed è su questa relazione che si inserisce il Progetto Comuni della Fondazione Italiani.it. L’adesione di Mazzarino al progetto era stata annunciata nei mesi scorsi proprio sulle pagine di Italiani.it, con l’obiettivo di creare un collegamento stabile tra il Comune e la sua comunità fuori dall’Italia. Per Bonifacio quel collegamento può diventare molto concreto.

«Vorremmo un punto d’accoglienza e di ricerca delle radici, un supporto dedicato a chi rientra a Mazzarino per consultare gli archivi storici e ritrovare i luoghi vissuti dai propri avi.»

A questo aggiunge la possibilità di comunicare con largo anticipo i calendari delle festività e degli eventi, permettendo a chi vive all’estero di programmare il ritorno, e di creare nuovi canali attraverso i quali far conoscere le produzioni locali. «Queste persone sono i nostri primi e più appassionati ambasciatori nel mondo», dice. Ed è probabilmente il punto nel quale il lavoro della Pro Loco e quello di Italiani.it si incontrano con maggiore chiarezza: il territorio continua anche attraverso le persone che lo portano con sé.

Fare rete per raccontare Mazzarino

Per Bonifacio la promozione passa anche dalla capacità di lavorare insieme. L’esperienza della Pro Loco all’Infiorata di Noto, dove Mazzarino ha portato anche alcune delle proprie produzioni, viene citata come esempio di collaborazione tra associazioni, istituzioni e realtà produttive.

«Quando la Pro Loco fa da regista e lavora spalla a spalla con le istituzioni e le forze vive della città, Mazzarino si presenta all’esterno come un “sistema territorio” forte, unito e competitivo.»

Dietro questo lavoro esiste anche un’esigenza molto pratica. La Pro Loco accoglie visitatori durante l’anno, ospita giovani del Servizio Civile Universale e svolge diverse attività sul territorio. Bonifacio sottolinea quindi la necessità di poter contare su una sede adeguata e centrale, capace di funzionare realmente come punto di accoglienza e coordinamento. Una richiesta che riporta la valorizzazione turistica alla quotidianità: informare, orientare, accogliere e mettere in relazione chi arriva con ciò che il territorio offre.

Dal Barocco a Sofiana

Prima di salutarci chiedo a Bonifacio di guardare più avanti: quale Mazzarino vorrebbe raccontare tra cinque o dieci anni? Lui un progetto in mente ce l’ha già.
Lo chiama “Mazzarino: dal Barocco a Sofiana”: un circuito urbano e archeologico integrato capace di unire il Castello, le chiese barocche, i palazzi nobiliari e l’area archeologica, accompagnato da un centro di accoglienza, dal museo, da strumenti digitali multilingue e da un calendario coordinato degli eventi. È una visione ambiziosa, ma soprattutto parte da ciò che Mazzarino possiede già. Ed è forse questo che porto con me alla fine della chiacchierata con Filippo Bonifacio. In un momento in cui una parte dei viaggiatori sta tornando a cercare tempo, autenticità, relazioni e radici, i piccoli territori italiani hanno davanti un’opportunità importante. Per coglierla serve certamente promozione, ma prima ancora occorre conoscere ciò che si è, prendersene cura e imparare a raccontarlo.

Mazzarino ha scelto di cominciare da qui. Dalla sua storia, dalle persone che continuano a viverla e da quelle che, anche dall’altra parte del mondo, continuano a chiamarla casa.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto