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Per San Nicolò riaperta a Murano la chiesetta dell’ex Ospizio Briati

L’occasione è la festa di San Nicolò, 6 dicembre, patrono dei vetrai. Occasione in cui, per la prima volta da oltre vent’anni, la chiesetta dell’ex Ospizio Briati, a Murano, riapre al pubblico. Per qualche giorno, dal 5 al 9 dicembre, giusto per dare una sede al piccolo mercatino di beneficenza organizzato ad hoc dal Circolo Ricreativo Culturale Muranese. Ma la prospettiva è che questi spazi possano in futuro tornare a nuova vita, con finalità che potrebbero essere comunque legate a doppio filo con le attività vetrarie di Murano.

La storia dell’ex Ospizio Briati

Un legame che ci sta tutto visto che l’Ospizio fu realizzato, nel 1752, grazie alla generosità di Giuseppe Briati, uno dei più famosi vetrai muranesi dell’epoca. Proprietario di fabbrica, inventore del cristallo potassico, produttore di cornici incise per specchi e di vetri a filigrana. In tema di cristalli, in competizione con la stessa Boemia. Fu il primo a realizzare i famosi lampadari “ciocche”, a foglie e fiori tipici veneziani. Mettendo a disposizione le proprie sostanze, Briati decise di dare vita a questa struttura per il ricovero di dodici vedove di maestri vetrai.

Un ricovero per dodici vedove di vetrai e una chiesetta dedicata a San Giuseppe, il nome del benefattore

Ne risultò un manufatto di architettura conventuale. Con le camerette per le ospiti, gli spazi comuni, un bellissimo chiostro con al centro una vera da pozzo, un’area verde e una chiesetta dedicata a San Giuseppe, il nome del benefattore. Briati aveva acquistato il terreno dalla Scuola Grande di San Giovanni dei Battuti presso il “bressaggio”, il bersaglio dove si allenavano i bombardieri della Repubblica di Venezia. E fu lo stesso Abate Zanetti (cui oggi è intitolata la Scuola del Vetro di Murano) a firmare, nel 1872, una commemorazione di questa istituzione.

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Tra fasi alterne, che hanno visto le larghe rendite messe a disposizione dell’ospizio da Giuseppe Briati perdersi con il cadere della Repubblica, ricostituirsi in parte grazie ad alcuni benemeriti di Murano, nuovamente perdersi fino all’arrivo di un nuovo mecenate, il vetraio muranese Pietro Bigaglia, l’istituzione è rimasta attiva fino alla fine del secolo scorso e attualmente appartiene all’Ipab, Istituto Pubblico di Assistenza e di Beneficenza.

Rr Madonna Briati

L’intero complesso architettonico dell’ex Ospizio Briati è realizzato su stile del Massari e probabilmente opera di Francesco Bonazza. Di notevole rilievo è proprio la chiesetta dedicata a San Giuseppe, al cui interno si trova un dipinto su tela di Giuseppe Angeli, il miglior allievo di Gianbattista Piazzetta. L’opera, appesa sopra l’altare in pietra e raffigurante una Vergine del Rosario, è stata dipinta nel 1757. Importante anche un Crocifisso quattrocentesco, negli anni portato dalla sagrestia alla chiesa e che avrebbe bisogno di un adeguato restauro. In questi giorni la chiesetta è aperta. E la sua elegante facciata invita il visitatore alla scoperta di un luogo di culto che in futuro, una volta restaurato, insieme al complesso dell’ex ospizio potrebbe avere notevoli potenzialità. Non solo turistiche.

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