I torroncini di Alvito sono più di una tradizione. Si tratta di un pezzo di storia locale. Al riguardo, già nel Settecento da queste parti si produceva un torrone morbido, che s’impastava con pasta di mandorle, ripieno di canditi con la classica glassa bianca.
I torroncini di Alvito
Vale davvero la pena fare una capatina ad Alvito, bellissimo borgo che arrivando, sembra un po’ un presepe. Specie di sera con le luci che lo esaltano. Perché non andare a comprare qualche confezione regalo di questi torroncini, lassù dove l’aria è frizzante, con all’orizzonte il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise? Sono due le pasticcerie alvitane, ovvero la Pasticceria Antica di Tullio e la Pasticceria Macioce che ha denominato il “Torrone Ducato di Alvito.

In epoca contemporanea invece, la tradizione si è in qualche modo rinnovata, cerando di stare al passo con i tempi. Ci sono molti prodotti derivanti da questo primo “torroncino”, ma sono tutti un po’ figli suoi. Il torrone originario di Alvito, antico e accogliente borgo del Frusinate, come dicevo, vanta una storia lunga almeno tre secoli. Nel tempo, il prodotto, pur mantenendo una sua identità ben definita, ha saputo rinnovarsi.
Dolci ciociari di Natale
Lo ha fatto andando incontro ai gusti dei palati più moderni. Nel corso del tempo la ricetta è un po’ mutata, si è arricchita, andando perfezionandosi e arrivando ai giorni nostri con dei dolcetti molto raffinati. La ricetta base dei torroncini di Alvito prevede per la pasta reale: mandorle, acqua, zucchero e, a scelta, nocciole, pistacchi, bergamotto, cacao, canditi, pinoli, rum.

Per la copertura: cioccolato fondente, al latte o gianduia. Si lavorano le mandorle con acqua e zucchero fino ad ottenere un composto ben cremoso. Poi si cuoce a bagnomaria per 5 o 6 ore. Si continua a lavorare la pasta ottenuta, aggiungendo alla bisogna, gli altri ingredienti per diversificare i gusti. Infine si stende e si taglia. Solo ora si ricopre il torroncino con il cioccolato fuso, lasciandolo poi freddare. Per i neofiti, farli è un po’ macchinoso e quindi consiglio di andare in una delle pasticcerie locali.
Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)
In fatto di torroncini, da queste parti non si scherza, infatti, questo prodotto è inserito nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalmentari Tradizionali (PAT). Secondo tradizione, lo spessore di ogni torroncino, è di circa 2-3 centimetri. Si produce ancora nelle storiche pasticcerie alvitane. La base è una pasta reale, cioè un composto omogeneo ottenuto macinando mandorle, zucchero e acqua, poi cotto a bagnomaria, raffinato e tagliato nelle dimensioni volute. I torroncini sono poi ricoperti di cioccolato fondente o al latte o glassa di zucchero fondente.

Con una ricetta di oltre tre secoli, Alvito è diventata a tutti gli effetti la capitale frusinate del torrone. Rivistati in chiave moderna, o assaggiati nella versione tradizionale, i morbidi dolcetti della località laziale deliziano il palato con l’inconfondibile sapore della pasta di mandorle che si sposa alla perfezione con la ricca copertura di cioccolato. Tanti nel periodo natalizio, raggiungono Alvito per acquistare i torroncini.
Pasticcerie alvitane – i torroncini di Alvito
Una scorta da servire in tavola durante le Feste non deve mancare. Si racconta che i contadini partivano dai comuni circostanti per fare una scorta di questi dolcetti. E’ diventata quindi una tradizione, al punto che per tanti ancora oggi, questi torroncini non possono proprio mancare sui vassoi.
Tuttavia, non solo a Natale, poiché la produzione è attiva in paese durante tutta la stagione invernale, durante la quale, banconi dei pasticceri si riempiono di questi torroncini speciali. E’ fantastico sentire l’aroma, il profumo della pasta reale, arricchita con caffè, bergamotto, nocciole del Piemonte IGP, pinoli, Pistacchi di Bronte, ratafia. Detto tra noi, il Torrone Rubino di pasta reale alla rosa damascena, presentato al pubblico a fine ottobre in anteprima al termine della serata-evento “Torrone & Friends”, sembra sia il “top” per queste Feste. Auguri