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Marcello Tonolo & friends, un album in ricordo di Bicio Caldura

Marcello Tonolo, apprezzato e affermato pianista veneziano, per la precisione nato a Mirano nel 1955, ricorda con un album Maurizio Caldura, amico e compagno di jazz, scomparso prematuramente 27 anni fa. Tonolo é ormai un punto di riferimento importante nel panorama jazzistico di casa nostra, avendo iniziato la sua carriera alla fine degli anni Ottanta. Ha suonato e inciso con alcuni dei migliori musicisti nazionali di jazz, come Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Massimo Urbani, Roberto Gatto, nonché con molti musicisti di scuola americana, tra i quali Kenny Clarke, Al Cohn, Lee Konitz, Roberta Davis, Bobby Watson, Gary Smulyan, Ben Riley, Paul Jeffrey, Eddie Henderson, Joe Lovano, Gerry Mulligan. Ha partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive, ai più importanti festival italiani, ha suonato spesso in Europa e negli Stati Uniti e ha inciso a suo nome una decina di album.  

Fondatore dal 1988 della scuola di musica “Thelonious Monk”, sorta a Dolo, nel Veneziano, e gemellata con il dipartimento di “Jazz Studies” della Duke University del North Carolina (USA). Nel 1997 ha vinto il 10° concorso Internazionale di Arrangiamento per Orchestra Jazz a Barga (Lucca) ed é stato insegnante di jazz al conservatorio Pollini di Padova.
Nel 2012 ha costituito il Marcello Tonolo Trio, in occasione della registrazione del CD “Puccini in jazz”, con la partecipazione del sassofonista Michele Polga. La formazione proponeva, oltre a composizioni originali, un particolarissimo repertorio, tratto dalle pagine operistiche di Puccini e brani di Skryabin, rivisitati in chiave jazzistica. Quest’anno, con la prestigiosa etichetta specializzata veneziana Caligola Records, ha appunto curato “Six friends for Bicio”, il progetto musicale dedicato al sassofonista Maurizio Caldura Núñez.   

Tonolo Al Piano
Marcello Tonolo al pianoforte

Come é arrivato al jazz, e al pianoforte in particolare, Marcello Tonolo?

Studiavo pianoforte classico da bambino e poi, nei primi anni Settanta, ci siamo avvicinati prima al rock, al pop e infine al jazz; in quegli anni eravamo veramente in pochi. Nel gruppo c’erano anche mio fratello Pietro, sassofonista jazz, e lo stesso Maurizio Caldura. Ci conosciamo fin da ragazzi e abbiamo cominciato praticamente insieme, con altri musicisti della zona.

Come mai il nordest e il veneziano in particolare è stato una fucina di jazzisti di primo piano?

Perché erano degli anni molto vivaci, non è che fosse una cosa poi esclusiva di Venezia, anzi forse Mestre più che Venezia era in particolare molto vivace in quegli anni. Però diciamo pure che in quegli anni molti si sono avvicinati al jazz, non solo qui in Veneto, ma anche fuori. Infatti noi avevamo rapporti con musicisti milanesi, romani, eccetera. Prima della nostra generazione non è che esistesse la figura del musicista jazz e in quegli anni noi siamo stati un po’ dei pionieri, perché non c’erano insegnamenti di jazz, conservatori o altre scuole. Ci siamo arrangiati con quello che trovavamo e scambiandoci i dischi, provando a suonare e andando a sentire i concerti insieme e un po’ alla volta ci siamo formati come musicisti.

Tonolo Gruppo
Una foto di Federico Zavagni contenuta all’interno del cd

Hai suonato e inciso con fior di colleghi jazzisti, sia italiani che stranieri; come hanno contribuito alla tua crescita artistica? 

Ovviamente sono state delle esperienze molto importanti anche per mettersi alla prova e per vedere se si riusciva poi ad essere in grado di sostenere dei concerti. Ho suonato con Chet Becker, con Steve Lacy, con Curtis Fuller, eccetera. Quindi sì, è stato sicuramente uno stimolo vedere che eravamo all’altezza.

Dovessi scegliere un ricordo con un jazzista che ti sta particolarmente a cuore, per chi opteresti?

Forse Chet Baker perché è stata un’esperienza molto forte; poi abbiamo fatto anche alcuni concerti in giro insieme. Ma anche con musicisti italiani, direi Massimo Urbani soprattutto, un sassofonista romano col quale ho suonato parecchio e che mi ha dato molto dal punto di vista musicale e naturalmente anche umano.

Sei conosciuto anche per la scuola di musica, esperienza importante per la riviera del Brenta e per tutta la provincia di Venezia, no?

Quell’esperienza intanto l’avevo condivisa proprio con Maurizio Caldura, perché eravamo noi due che abbiamo creato questa scuola nei negli anni Ottanta; è stata proprio una fucina. Intanto abbiamo creato molti musicisti e non è che facessimo solo gli insegnanti. Abbiamo fondato un’orchestra, la Keptorchestra, con la quale abbiamo anche realizzato degli album. La nostra associazione si chiama ancora Keptorchestra; la scuola esiste ancora e adesso si è trasferita a Mira. E’ stata un’esperienza molto importante, perché raccoglieva i migliori musicisti dell’area veneziana e alcuni musicisti dell’area bolognese, romagnola e anche ligure, per cui abbiamo fatto parecchi concerti e anche tre CD con Steve Lacy, Joe lovano e con Paul Jeffrey, che era anche il direttore del del dipartimento jazz della Duke University e col quale avevamo eravamo gemellati come scuola. Infatti con Maurizio siamo stati spesso in America, ospiti della Duke University. Lí abbiamo anche registrato un disco.

A proposito di insegnamento, come é stata l’esperienza al Conservatorio Pollini di Padova? 

Sono andato in pensione questo mese… sono degli anni Cinquanta. L’insegnamento è praticamente quello che facevo anche a Dolo, però è più istituzionale, quindi più organizzato da un certo punto di vista. Però è stata un’esperienza sicuramente positiva, perché ho creato un dipartimento partendo da zero, perché sono stato il primo insegnante di jazz del conservatorio Pollini. Siamo partiti con quattro allievi e adesso ne abbiamo un’ottantina e sta funzionando bene!

Tonolo Con Caldura
Marcello Tonolo insieme con Maurizio Caldura

Come è nata l’idea del disco – tributo a Maurizio Caldura e come l’avete sviluppata con i musicisti?

L’idea è nata da me e da Michele Polga, un sassofonista che era stato allievo di Maurizio, forse il suo miglior allievo. Siamo stati affiancati da Giampaolo Casati, trombettista genovese che aveva suonato con Maurizio nei suoi dischi, sostituendo in alcuni casi Marco Tamburini, che era il trombettista titolare, ma che purtroppo ci ha lasciato anche lui 10 anni fa, da Roberto Rossi, un trombonista riminese che suonava anche lui con Bicio, Mark Abrams, bassista americano che abita a Mestre, anche lui nei gruppi di Maurizio e un giovane batterista polesano, Enrico Smiderle, che è l’unico che non ha conosciuto Maurizio, ma è entrato anche lui nello spirito, perché abbiamo suonato tutte le composizioni di Maurizio: a parte una che è un pezzo che Michele Polga ha dedicato a Caldura, le altre sono tutte composizioni originali, più o meno riarrangiate per questa formazione. Sono le composizioni di Maurizio, in particolare quelle del suo più bel disco (a mio parere), che è Murrina Latina.

In conclusione a cosa sta lavorando Marcello Tonolo per l’anno prossimo?

In questo momento dovrebbe uscire un disco in trio, che ho fatto con musiche mie, che avevo scritto per uno spettacolo che abbiamo messo in piedi con il nostro manager Claudio Doná. Si chiama Note sui sillabari, su un testo di Vitaliano Trevisan, ispirato ai Sillabari di Parigi; è uno spettacolo teatrale, un monologo. Inoltre ho registrato un altro disco in duo con la cantante Carla Marcotulli, la sorella della pianista Rita, dedicato invece alle musiche di Michel Legrand, compositore francese attivo negli anni 50-60-70, autore di colonne sonore e di canzoni anche abbastanza famose, che abbiamo rivisitato in chiave jazz in duo. 

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