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Come vivremo insieme? (How will we live together?)
E’ la grande domanda e il tema della 17ma Biennale Architettura che si è aperta ieri a Venezia nelle due sedi dell’Arsenale e dei Giardini, presente il ministro della Cultura Dario Franceschini. Uno dei primi grandi eventi in presenza, una sfida per Venezia e per l’Italia così come era stata, lo scorso anno, la decisione di aprire la Mostra del Cinema del Lido.

biennale architettura arsenale

Per sei mesi, fino al prossimo 21 novembre, Venezia torna ad essere grande capitale mondiale dell’architettura e del suo pensiero. Non un’arte applicata in sé e per sé, ma piuttosto una disciplina che ha la capacità di mettere insieme, utilizzandole, tutte le altre espressioni artistiche. Ma anche gli sviluppi sempre più rapidi e dirompenti della tecnologia. “Una sintesi – spiega il presidente della Biennale Roberto Cicutto – che per me è una forma d’arte”. Quella sintesi di cui parla anche il curatore Hashim Sarkis secondo il quale, oggi più che mai, il grande punto di forza dell’architettura “è il suo essere intesa come arte che riunisce le altre arti e le altre aree di competenza”. Con al centro l’architetto grande manager della complessità.

Ecosostenibilità, bioarchitettura, risparmio energetico, una nuova cultura dell’abitare alla Biennale Architettura 2021

Eccola quindi la Biennale Architettura 2021, e le sue proposte che spaziano dalla dimensione extraterrestre, con i villaggi lunari fatti di future comunità autosufficienti che dovranno utilizzare le risorse già presenti sulla luna per espandere l’insediamento in maniera sostenibile. Progetti e modelli di abitazioni lunari a dimensioni reali. La fantascienza tra evoluzione e futuro. Qualche altra pillola di quello che si va a vedere. Esempi di edilizia aperta e inclusiva priva di barriere fisiche ma anche mentali, senza muri che delimitano e separano, utilizzando elementi plastici aerei e trasparenti.

Biennale architettura - opera bianca

Edifici come organismi viventi, costruzioni che possono attivare lo spazio umano grazie ad un ecosistema di design che collega flussi di persone, risorse, dati e energia. Piani edilizi di abitazioni collettive propongono soluzioni all’urgente crisi di alloggi. Progetti a ridotto impatto ambientale, piccole aree verdi come strumenti per migliorare la qualità della vita e la coesione sociale. La funzione sociale dell’architettura nella progettazione di campi-profughi. Ecosostenibilità, bioarchitettura, risparmio energetico, una nuova cultura dell’abitare rappresentano (e si confermano) le nuove frontiere dell’architettura prossima futura.

Il Padiglione Italia tra sostenibilità, resilienza urbana e innovazione multidisciplinare

Al Padiglione Italia, curato dall’architetto Alessandro Melis, i grandi protagonisti sono i temi della resilienza urbana (così importante proprio per Venezia) e quelli dell’innovazione multidisciplinare, tra architettura, botanica, agronomia, biologia, arte e medicina. Per i cambiamenti climatici, i pannelli del Padiglione Italia ci parlano attraverso immagini-testimonianza della grande tempesta Vaia che ha devastato alcune aree montane del Veneto. Ma non si tratta solo di una testimonianza bensì di un lavoro in progress. Un padiglione-laboratorio di ricerca per una riflessione condivisa sulla criticità delle domande poste dall’architettura, e sulle tante possibili risposte. In sintesi: è possibile pensare oggi ad un’architettura che in qualche modo, in futuro, non ci costringa a pagare un prezzo per quello che è stato realizzato? Argomento quanto mai attuale anche in tempi di pandemia. Se si pensa, come hanno spiegato i curatori del progetto, che “Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il cambiamento climatico sarà la principale causa di malattie entro i prossimi trent’anni“.

biennale architettura - opera

Anche per questo le architetture del domani dovranno essere fondate su un legame imprescindibile tra ecologia e salute. Ed è proprio dalla natura – è uno dei messaggi principali di questa Biennale – che bisogna imparare. Per capire che tutto è connesso. E che il tema proposto, How will we live togheter?, non riguarda solo la comunità degli umani ma tutto quello che le sta attorno. Come vivremo insieme? Non solo uomini insieme a uomini, ma uomini insieme a ambiente, natura, clima, acque, aria, animali, piante … Un messaggio globale di comunità condivisa, in uno spirito dinamico di ricerca continua. Con uno sguardo ottimistico e positivo rivolto al futuro: “Non ho dubbi che riusciremo a vivere insieme”, dice l’architetto e curatore di questa Biennale Hashim Sarkis.

Una delle qualità di questa Biennale è stata proprio la scelta di farla: così il ministro Dario Franceschini

Come non ci sono stati dubbi, dopo la chiusura obbligata dell’anno scorso, ad aprire quest’anno. “Una delle qualità principali di questa Biennale è stata proprio la scelta di farla”, così il ministro della Cultura Dario Franceschini. E nonostante alcuni (pochi) padiglioni chiusi nell’area dei Giardini, nonostante qualche padiglione abbia scelto di “riempire” i propri spazi solo attivando un QR code che apre immagini virtuali, la Biennale Architettura 2021 c’è, con il fascino e la spettacolarità delle sue forme (in alcuni casi molto fantasiose) e delle sue suggestioni. Particolarmente quest’anno. I partecipanti sono 112 provenienti da 46 Paesi. Dai Giardini all’Arsenale fino agli eventi collaterali allestiti in aree significative della città storica di Venezia e nel sito, poco lontano da Mestre, di Forte Marghera.

A Venezia la Biennale Architettura 2021: un messaggio globale di comunità condivisa ultima modifica: 2021-05-23T12:30:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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