La Calabria, aspra, selvaggia e struggente nella sua bellezza mediterranea, su cui spicca Belmonte Calabro, che per via di alcuni ritrovamenti archeologici sarebbe nato come insediamento della Magna Grecia, divenuto poi anche per un periodo parte di un califfato relativo ad Amantea, oggi vive una stagione del tutto nuova.

Calabria
Piccolo, placido e incantevole, arroccato su uno sperone di roccia a due passi dal mediterraneo, questo paesino conta circa duemilacinquecento abitanti nell’entroterra calabrese. Da una dolce collina, con un clima mite, vive sulle vestigia dell’antica Bellimontum, fondata dagli Angioini nella seconda metà del duecento. Purtroppo, questo splendido gioiello stava morendo lentamente per via dello spopolamento verso le grandi città in cerca di lavoro e fortuna, ma un progetto ha completamente arrestato questo declino.

Nel cuore della Calabria, un progetto rilancia un borgo

Un’idea innovativa di rilancio ha cambiato il destino di questo borgo, unendo menti, risorse, e promuovendo edilizia bio compatibile e attirando turismo. Ciò è stato possibile grazie a sette giovani che hanno fatto rinascere il borgo abbandonato, creando un albergo diffuso che sta attirando molti visitatori, e senza un euro di finanziamenti pubblici.

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La scintilla è nata da due fratelli originari del luogo, cui altri si sono associati investendo le proprie risorse, comprando case semi diroccate, ristrutturandole usando criteri di bioedilizia e riportando il luogo all’antico splendore. L’idea iniziale ha preso il volo con il sostegno progressivo di altri compaesani, ma anche di molti ospiti e turisti che hanno chiesto di associarsi, offrendo il proprio lavoro nei modi più svariati. Dai dieci soci iniziali, si è arrivati a sessantatré, riuscendo ad ottenere per il borgo il riconoscimento di albergo diffuso nazionale, il primo della regione, con trenta stanze. Il progetto si chiama “a’ praca”, poiché il paese si trova proprio su una roccia. Le difficoltà non sono mancate, specie per la ricostruzione catastale, per trovare gli eredi, step necessario per riuscire ad acquisire molte delle case abbandonate oggi ristrutturare e rivestite a festa! Grazie ad un grande lavoro coeso, oggi nove turisti su dieci sono stranieri: tantissimi del Nord Europa, attratti dall’idea delle eco vacanze.

Turismo calabrese, non solo mare

Il borgo, del tutto pedonalizzato, si presenta con muri colorati, scalinate, balconi fioriti, giardini, e viuzze che s’intersecano. Le auto si possono lasciare comodamente in due parcheggi ai due lati opposti del paese, e al centro c’è una piazzetta come punto d’incontro, con un bar-trattoria in cui si può trovare la vera cucina tipica locale. Si può gustare il pomodoro gigante locale, autoctono, unico al mondo, vanto della Calabria, oppure i tipici spaghettoni o i bucatini al sugo di pecora, pane, i capperi giganti e i formaggi locali.

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L’aria pura, la gente ospitale, il contatto con la natura circostante, amica incontaminata e selvaggia al tempo stesso, con un corollario di colline dove ancora si possono incontrare pastori e agricoltori che usano metodi di lavoro antichi, costituiscono la vera ricchezza di questo paese. Con visite guidate si può conoscere i metodi antichi con cui si produce ancora il formaggio di capra, vedere come si stagionano i salumi piccanti, o le soppressate che si possono acquistare facilmente.
Il fondatore numero uno della “Impresa sociale “A’ Praca”, Giuseppe Suriano, un belmontese che lasciò il paese per fare il commercialista in una città lontana, è fiero del grande successo nato da quell’iniziale scintilla, perché il progetto di albergo diffuso “Ecovacanze ”, è una realtà importante che attira turismo anche in bassa stagione per la mitezza del clima, poiché la collocazione in collina a due passi dal mare rende questo borgo ideale per gran parte dell’anno. L’albergo diffuso pertanto fa da volano a una piccola ma importantissima economia locale, e alcune professionalità artigianali che altrimenti sarebbero destinate a sparire, come quelle di chi fa piccoli lavori in legno, lavorazioni ormai quasi cadute in disuso, sarebbero altrimenti del tutto scomparse e con esse un grande patrimonio culturale della regione.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me, infatti, amo la letteratura, la storia, lo sport, l’arte, ed esplorare i mutamenti del costume. Mi piace andare alle mostre e nei musei, sono curiosa del mondo.

Calabria: Ecobelmonte, il primo hotel diffuso della regione ultima modifica: 2018-08-07T09:00:01+00:00 da Simona Aiuti

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