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Auguri Jack Ferrera, baccelliere in sacra teologia!

Lo abbiamo incontrato svariate volte e oggi vi raccontiamo le emozioni della laurea del seminarista Jack Ferrera, baccelliere in sacra teologia.

Allora Jack, raccontaci il giorno della tua laurea…

“Ricordo bene le emozioni vissute in quella giornata, furono un alternarsi di emozioni contrastanti tra di loro difficili da spiegare a parole. La giornata si apre con una forte pioggia che ha creato dei problemi ai miei invitati per raggiungere la mia facoltà; di cui alcuni, purtroppo, hanno dovuto disdire a causa dell’eccessivo allagamento stradale, senza contare che ho discusso la tesi con un buon margine di ritardo, portando perciò allo stremo la mia concentrazione e la mia serenità. Infatti, durante la discussione della tesi la troppa stanchezza mi ha giocato qualche scherzetto, tuttavia nella tesi ho preso il massimo punteggio con i complimenti della commissione”.

Jack Ferrera Laurea
Fonte foto: Jack Ferrera

“Ovviamente non sono mancati, durante l’attesa i momenti divertenti fino ad arrivare alle lacrime con i miei amici e il grande supporto che la mia famiglia mi dato. Non dimenticherò sicuramente l’ emozione di vedere gli altri miei colleghi laurearsi insieme a me quel giorno ricordandoci tra una proclamazione e l’altra, vari aneddoti su questi anni preziosi e spensierati”.

Su cosa è stata incentrata la tua tesi?

“La mia tesi ha avuto come tema principale la dimensione dello spezzare il pane a tavola. Ho cercato di spiegare come Dio per entrare in relazione con l’uomo si siede a tavola spezzando il pane per lui e con lui; per far questo ho cercato di creare un collegamento tra la Sacra Scrittura (Antico e Nuovo Testamento), l’antropologia culturale del cibo e l’arte iconografica orientale e occidentale, descrivendo alcune immagini con un linguaggio teologico ed esegetico”.

Puoi farci un esempio prendendo un’opera da te studiata?

“L’immagine presente è un’icona tipica della scuola russa chiamata Cena Escatologica (XVI sec.); l’icona prende questo nome perché nell’Eucarestia, come ricorda il Concilio Vaticano II, il cristiano pregusta in anticipo la liturgia che viene celebrata nella Gerusalemme celeste, vivendo la propria vita tra il “già” e il “non ancora”. Analizzando le figure nell’icona, Cristo non sta al centro della tavola ma all’estremità di essa. Nella cultura orientale, è usanza che il padrone di casa, sieda all’estremità del tavolo perché è il posto del servizio; Egli ha la tunica color porpora che indica la Sua divinità e il manto blu ad indicare la Sua umanità”.

La figura di Gesù cosa rappresenta?

“L’unico ad avere l’aureola è Cristo al cui interno sono presenti le lettere greche ө (omicron) ὠ (omega) e infine ν (nyn), la cui estensione significa Colui che sono, il nome con la quale Dio si rivela a Mosè nel roveto ardente (vd. Es 3,13-4). La mano destra ricorda i due grandi misteri della nostra fede; le tre dita aperte, e le due dita piegate, indicano rispettivamente le Tre Persone della Ss.ma Trinità e le due nature di Cristo”.

Ferrera Teologia
Fonte foto: Jack Ferrera

“Giuda, raffigurato di profilo, che nelle icone è immagine della malvagità e ambiguità, è intento a intingere il boccone nella coppa del Maestro (cfr. Gv 13,26). Parallelo a Giuda solo un altro discepolo è curvato verso Gesù ed è Giovanni (che secondo la tradizione è il discepolo amato da Gesù), le cui mani non sono protese verso il cibo materiale, ma si rivolgono al Signore chinandosi sul suo “grembo”, in atteggiamento di comunione con Lui. Il linguaggio usato da San Cirillo attesta una verità profonda che supera ogni logica umana. Riprendendo l’esempio della vite e dei tralci (Gv 15,1-8), Gesù esprime il desiderio di condividere un’unione strettissima, intima con l’uomo, per diventare per mezzo di Lui figli nel Figlio”.

Infine Jack, a chi hai dedicato il tuo lavoro?

“Anzitutto al mio papà perché mi sono laureato il giorno in cui ricorreva il suo 16° anniversario di morte; alla mia adorata mamma e Paolo che hanno fatto tanti sacrifici per farmi studiare; alla mia mia famiglia che è il mio sostegno e ai miei amici, perle rare e uniche, e a tutti coloro che hanno spezzato con me e per me il proprio pane”.

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