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Baschirotto alla Cremonese: un affare che sembra non far felice nessuno

Il calciomercato, si sa, è un uragano impossibile da gestire. Non solo dal punto di vista economico, ma anche per emozioni, idee, sentimenti che si celano dietro ad ogni trattativa.

Quella di Federico Baschirotto alla Cremonese è stata una trattativa lampo che sinceramente ci ha colpiti, per vari motivi. Abbiamo cercato di analizzare la questione da tutti e tre i punti di vista: quello della Cremonese, del Lecce e del difensore Baschirotto, appunto. Risultato: non abbiamo ancora capito chi ci abbia guadagnato. Consapevoli che in un Paese democratico, grazie al Cielo, ogni idea può essere discussa, contraddetta, smentita, il nostro riassunto è che questo affare non abbia fatto felice nessuno.

Dal punto di vista di Baschirotto

Lascia il Lecce, squadra consolidata in Serie A (al quarto anno consecutivo, record per la storia dei salentini). Al Lecce era diventato capitano e per sua stessa ammissione, nel Salento vive bene. Poteva diventare il perno del progetto, magari puntando ad alzare le ambizioni. Ora passa alla Cremonese che, non ce ne vogliano i grigiorossi, non rappresenta certamente un passo avanti per la sua carriera. Anzi, ricomincia tutta daccapo, con una neopromossa. Dunque, semmai, questo passaggio per Baschirotto è un passo indietro. Perché?

Dal punto di vista della Cremonese

La fretta non ha aiutato i dettagli della tratattiva: la sensazione è stata proprio questa. La Cremonese era forte su Carboni del Monza, calciatore che sarebbe stato più utile al progetto tecnico di mister Nicola se non altro per essere un mancino naturale. Da giorni il club lo seguiva e aveva avviato la tratattiva con i brianzoli, ma la concorrenza folta (Parma su tutte) ha arenato il tutto e la Cremonese ha intrapreso subito il piano B, Baschirotto appunto. Carboni però, oltre ad essere mancino, ha anche molta più esperienza di Baschirotto (5 anni di Serie A) ed è molto più giovane (28 anni- 24 anni). Non valeva forse la pena insistere sul difensore brianzolo, anche a costo di un piccolo sforzo economico maggiore? In conclusione: semmai dovesse arrivare anche Carboni, la Cremonese avrà costruito una coppia di centrali molto affidabile, ma se così non fosse i grigiorossi probabilmente si sono fatti prendere dalla fretta, cadendo nel suo tranello.

Dal punto di vista del Lecce

Per carità, il mago delle plusvalenze, Pantaleo Corvino, ha confezionato un altro regalo alle casse della sua società: da 200.000 euro a 3 mln il prezzo di Baschirotto in 3 anni si è più che decuplicato. Ma analizzando bene la situazione non può che balzare all’occhio che Baschirotto è stato venduto sottocosto a 3 mln (lo scorso anno si vociferava un valore di mercato di almeno 4- 5 mln). Non solo: Baschirotto ha maturato 3 anni di esperienza in Serie A, ora il Lecce dovrá necessariamente sostituirlo adeguatamente, spendendo quindi qualche milioncino per un altro calciatore che dovrá riambientarsi e dovrà avere quantomeno la stessa esperienza in Serie A. Inoltre, ha ceduto il suo capitano. E per finire, il Lecce ha rafforzato una diretta concorrente alla salvezza. Eh sì, diciamoci la verità: un Baschirotto con tenacia, energia ed esperienza, fa sempre comodo in difesa. Ne valeva la pena per un’operazione che in realtá dal punto di vista economico non è stata eccellente?

Soli punti di vista, per carità, e magari l’andamento del calciomercato ci smentirà. Ma le sensazioni del momento sono queste e una domanda ci attanaglia: a chi è convenuto davvero questo “affare”?

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