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In un Paese in cui la crisi economica, spinge i nostri giovani a emigrare, il settore dell’artigianato traina ancora il mercato del lavoro. La moda italiana, il cui fatturato è sempre in crescita, non può fare a meno delle maestranze italiane. Esperti e con il dono della creatività, i maestri del Made in Italy sono insostituibili. E Bottega Veneta è il marchio che fa scuola in questo settore.

La Bottega Veneta artigiana

Nata a Vicenza nel 1966, Bottega Veneta produce capolavori in pelle. D’altra parte la parola “botega” in veneto richiama proprio il negozio dell’artigiano a indicare la peculiarità della lavorazione a mano dei prodotti. Acquisita nel 2001 dal marchio Gucci per 156 milioni di dollari, oggi fa parte della multinazionale Kering ma le azioni societarie nulla varrebbero, in questo come in altri casi, senza il Know How degli artigiani italiani.

Intrecci di moda

Un lusso discreto caratterizza i prodotti dell’azienda, tanto da farla scegliere a donne come Jacqueline Onassis o l’imperatrice Farah Diba. E’ il primo brand a togliere il marchio dai prodotti, a far intendere che l’arte con cui sono fatte borse, cinture e scarpe sono riconoscibili a colpo d’occhio. Gli artigiani di Bottega Veneta, infatti, hanno sviluppato una capacità di lavorazione della pelle, che rendono l’accessorio un’opera d’arte visibile anche ai non addetti.

scritta su cuoio " bottega veneta made in Italy"
“BottgaVenetaWallpaper 1920*1200” by SimonQ錫濛譙 is licensed under CC BY-NC-ND 2.0 

Bottega Veneta e le proprie iniziali stampate

La campagna pubblicitaria negli anni ’70 lancia lo slogan: “When your own initials are enough”. L’azienda con un marketing intelligente, intende sottolineare l’importanza della personalità. Infatti è possibile incidere le proprie iniziali e il jet set internazionale apprezzerà molto.

La scuola dei maestri pellettieri, il futuro della tradizione

Il potere è nulla senza controllo“. In effetti, materie prime, disegni, progetti sono nulli senza saper padroneggiare quell’arte tanto insita negli italiani. Talmente insita nel nostro DNA da esserci invidiata e poco considerata, spesso, proprio da noi stessi. Siamo talmente abituati ad averla che è scontata. Bottega Veneta intraprende, quindi, dagli anni 2000 una nuova strada, diretta alla formazione di nuovi artigiani. Apre così la Scuola dei Maestri Pellettieri. Un laboratorio permanente, dove studenti e nuovi assunti possono formarsi con l’aiuto di insegnati e tecnici cresciuti in azienda. Imparare un mestiere artigiano forse è la risposta alle domande del mercato del lavoro.

Le opportunità nel mondo del lavoro

La lavorazione della pelle induce anche un grosso comparto indotto. Corsi e formazione di nuovi artigiani sono le richieste che provengono dal mondo del lavoro che offre molte opportunità in questo settore. Diverse sono le scuole e accademie, soprattutto in Nord Italia, che organizzano stage, corsi e workshop. Opportunità che possono essere colte da molti giovani creativi. E’ un settore che da’ notevole spazio a chi ha doti come disegnatore, modellista o tecnico.

brochure colorata di bottega veneta
“FASHION ILLUSTRATION BOTTEGA VENETA accesories” by VROSS DESIGN is licensed under CC BY-NC-ND 4.0 

La tecnica dell’intreccio di Bottega Veneta

In queste scuole di imparano tecniche non esattamente facili, come ad esempio l’iconica arte dell’intreccio inventata da Bottega Veneta. Consiste nell’intrecciare delle fettucce di pelle, seguendo un disegno molto preciso, fino a realizzare un vero e proprio tessuto. E’ una tecnica artigianale in cui occorre molta forza manuale e due persone per realizzare un metro e mezzo circa di prodotto lavorato. Ovviamente i prezzi dei prodotti finali non possono essere certo contenuti!

La qualità delle materie prime

Ciò che contraddistingue un bene di lusso è sicuramente la qualità. Qualità che parte dall’utilizzo di materie di prim’ordine, come la morbida pelle di vitello, rettile o coccodrillo. Infatti negli anni ’70 per le borse veniva usata una pelle rigida da “selleria” che rendeva le borse rigide e squadrate, gli artigiani di Bottega Veneta allora ebbero l’intuizione di usare la pelle utilizzata in genere per i guanti, quella di vitello per esempio. Le borse risultavano così morbide e flessuose, in altre parole: eleganti. Ovviamente come potete immaginare, il prezzo medio di queste opere d’arte ha sempre molti zeri. Noblesse oblige.

Bottega Veneta si consolida nel territorio

Nonostante faccia capo ad un colosso come la Kering, Bottega Veneta, come altri marchi italiani, intende restare radicata nel territorio ed investirci. Come? Con l’ampliamento di Manifattura Veneta Pelletteria, 3 stabilimenti produttivi con sede in Veneto e di proprietà al 100% del brand italiano. Investendo in nuove assunzioni e formando il personale, la società dimostra che intende mantenere saldo il rapporto con il territorio.

portafoglio marrone di bottega veneta
“Bottega Veneta Woven Leather Wallet | MR PORTER” by Wicker Paradise is licensed under CC BY 2.0 

I direttori creativi

Anche in questo, Bottega Veneta è diversa. Non ha avuto molti direttori creativi nonostante sia un marchio fondato negli anni ’60. A partire dalla moglie di uno dei fondatori Laura Moltedo, i direttori creativi sono stati tre: lo stilista inglese Giles Deacon, il tedesco Tomas Maier e l’attuale direttore Daniel Lee alla guida creativa di Bottega Veneta da appena 2 anni. Il motivo di tale scarsità di direttori creativi è dovuto semplicemente al fatto che il pret à porter è stato aggiunto, con successo, di recente, verso la fine degli anni ’90.

I 50 anni di Bottega Veneta

Se dovessimo paragonare l’azienda ad una donna, diremmo che oggi è una splendida cinquantenne. Con esperienza e sapienza, Bottega Veneta, con i suoi prodotti hanno un fascino ancora intatto. Un lusso discreto che non conosce sbavature. Nel 2016, per festeggiare i 50 anni di attività, l’azienda di moda italiana ha organizzato una sfilata celebrativa negli spazi dell’Accademia di Brera durante la Milano Fashion Week.

La squisita fattura delle calzature di Bottega Veneta

Se tra i lettori avessimo appassionati di scarpe, Bottega Veneta merita un plauso per la nuova collezione. Al di là di ogni eccellente prodotto, in primis le borse, le calzature di Bottega Veneta sono un sogno che proietta per metà nel settecento francese, quando le favorite del Re indossavano tacchi a rocchetto e fibbie d’argento e per l’altra metà all’antica Roma con sandali alla schiava con spirali di pelle che avvolgono la caviglia. In effetti, potrebbero essere indossate da viaggiatrici nel tempo senza destare alcun sospetto.

Bottega Veneta, un intreccio di pelle e artigianato ultima modifica: 2020-02-02T11:50:00+01:00 da Mara Austen Diamanti

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