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Cosa faremo quest’anno per il cenone di Capodanno? Prima di mettere in cantiere qualsiasi progetto è utile tenere a mente le norme che saremo costretti ad osservare per rispettare quanto previsto dal Dpcm relativo alla limitazioni in questo periodo di feste. Passato Natale, che necessariamente abbiamo dovuto vivere nella stretta, anzi strettissima dimensione familiare (ma forse qualcosa ci abbiamo guadagnato in intimità e spiritualità) ci apprestiamo a vivere una festa più squisitamente profana. Arriva Capodanno, cosa potremo e non potremo fare? In base a quanto stabilito dal decreto governativo, l’Italia entra in zona rossa nuovamente dal 31 dicembre fino al 3 gennaio. Quindi non è possibile spostarsi tra regioni e comuni se non per ragioni lavorative, di salute o di particolari necessità con autocertificazione. Il 31 si potrà andare a trovare (massimo in due) amici o parenti dalle 5 alle 22. Ci si potrà fermare a dormire. Niente seconde case fuori regione, chiusi negozi e centri commerciali.

cin cin di capodanno

La notte di Capodanno, e qui entriamo nel cuore del discorso, dalle 22 alle 7 del mattino ci sarà il coprifuoco. Se proprio vogliamo o siamo costretti ad attendere l’arrivo del nuovo anno in albergo, dovremo accontentarci del servizio in camera. A casa invece, ma saremo davvero pochi e intimi, avremo due scelte. I menù Take Away – e molte aziende si stanno dando un gran daffare in tal senso – quest’anno vanno alla grande, non c’è bisogno di chiedersi perché. Anzi, è la grande novità di queste feste. Ma possiamo anche mettere in conto di trascorrere qualche ora in cucina per inventare un cenone di Capodanno, nel rispetto del bon ton per questa cena di gala domestica imposta dal Coronavirus.

Rosso come la porpora, simbolo di buon augurio già nella Roma Imperiale

Anzitutto, perché si fa Capodanno? La festa ha origini antiche e pagane, legata a riti agresti e all’equinozio di primavera. Passando per il calendario giuliano degli antichi romani (46 a.c.) e quello di Papa Gregorio XIII (1532) arriviamo al Capodanno così come noi lo conosciamo. Anche i simboli di Capodanno hanno un loro significato. Il colore rosso, per esempio, era ritenuto ben augurante ai tempi della Roma Imperiale. Passione, coraggio, potere e fertilità erano rappresentati proprio dalla porpora che veniva indossata dalle donne dell’epoca in occasione delle cerimonie per il passaggio al nuovo anno. E la consuetudine di buttare la roba vecchia dai balconi? Ancora un rito propiziatorio.

fuochi di capodanno

Come quello di aprire le finestre per far uscire i guai dell’anno che si sta per chiudere. Un suggerimento da tenere bene a mente particolarmente quest’anno che di guai ne ha portati molti e anche perché le stanze dovranno essere arieggiate spesso…. Per mettere insieme l’utile con il dilettevole. I fuochi d’artificio, altro grande must del periodo, avrebbero il compito di scacciare via gli spiriti maligni, quest’anno ne abbiamo particolarmente bisogno. Non dimentichiamo il vischio che, secondo antiche credenze celtiche, rappresenta un grande simbolo di positività e buona sorte. Deve essere collocato sulla porta di casa perché scaccia demoni, fantasmi e spiriti cattivi.

Capodanno - pallina natalizia

Adesso ci sediamo a tavola. Elencare mille e uno menù per il cenone di Capodanno non sarebbe comunque sufficiente a raccontare cosa gli italiani amano avere nel piatto la notte di Capodanno. Anche qui, secondo le tradizioni familiari e le aree geografiche, si può passare da menù strettamente di magro e a base di pesce ad altri che considerano le pietanze di carne immancabili per la sera del 31 dicembre. Immancabili anche le lenticchie, perché? Pare che gli antichi romani regalassero una borsa di cuoio, da appendere alla cintola, piena di lenticchie con l’augurio che queste diventassero denaro, anche perché la loro forma ricorda molto quella delle monete.

Sulla tavola di Capodanno non solo cotechino e lenticchie, anche frutta secca, melagrana e un grappolo d’uva

Frutta secca a volontà, come mai? Sono sempre gli antichi romani ad insegnarci che uvetta, mandorle, fichi secchi sono simboli ben auguranti. Porta fortuna anche avere sulla tavola di Capodanno un grappolo d’uva. La tradizione spagnola vuole che, allo scoccare della mezzanotte, se ne mangi un chicco per ognuno dei 12 rintocchi dell’Orologio della Puerta del Sol di Madrid. La melagrana, con i suoi chicchi color rubino, non solo ci regala il colore rosso tipico del Capodanno ma è anche un simbolo di fertilità e ricchezza. Così per gli antichi romani che continuiamo a scomodare. Ma anche per la tradizione ebraica che celebra il proprio Capodanno, Rosh Hashanà, nel mese di settembre. Per la cultura ebraica la melagrana rappresenta il frutto nuovo. I suoi semi simboleggiano i tanti meriti che si spera di compiere nell’anno che sta per arrivare.

cotechino

Cotechino e zampone sono fatti con carne di maiale. E il maiale porta bene, a maggior ragione a Capodanno, perché è un animale “ricco”. Nella civiltà contadina è un simbolo di grande abbondanza. Del maiale – chi alleva questi animali lo sa bene – si usa davvero tutto. E poi tante verdure, tipiche della stagione invernale. Non mancano mai nei piatti di Capodanno. Forse non hanno grandi significati simbolici ma certamente sono indispensabili per accompagnare le pietanze della serata. Infine i dolci: in primis torrone, pandoro e panettone.

bicchieri con spumante

In Campania non possono mancare gli struffoli, un trionfo di palline di pasta dolce, fritte e immerse nel miele. La loro origine si fa risalire addirittura agli antichi greci. In Umbria il torciglione umbro ha la forma di un serpente attorcigliato, un dolce tradizionale, naturalmente ben augurante, che pare risalga al Medioevo. Tutti questi dolci devono essere innaffiati, obbligatoriamente, con una cascata di bollicine, dal Prosecco e lo Spumante italiani allo Champagne francese. Sono indispensabili per il cin cin della mezzanotte. Prosit e buon anno a tutti, che sia davvero migliore di quello appena trascorso!

Capodanno tra Dpcm e tradizioni, per cenoni rigorosamente a casa ultima modifica: 2020-12-31T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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