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Carlo Verdone, comico, attore e regista tra i più amati dal pubblico nostrano, il 17 novembre spegnerà 70 candeline. La sua è stata una carriera fatta soprattutto di successi davanti e dietro la macchina da presa. Il 2020 segna inoltre un’altra grande tappa, ovvero il 40esimo anniversario dell’uscita di Un sacco bello. Si tratta del film d’esordio di Verdone come attore, sceneggiatore e regista, che gli valsero riconoscimenti come un David di Donatello un Globo d’oro e un Nastro d’argento come miglior attore.

Le pellicole di Verdone possono essere considerate come l’espressione del cinema più genuino e “un sacco bello”. Cresciuto sotto l’ala di Sergio Leone, mentore e grande amico, nonché produttore dei suoi due primi film, Verdone è riuscito negli anni a riproporre sul grande schermo l’Italia (e soprattutto la sua Roma) più semplice, fatta anche di personaggi bizzarri e un po’ sopra le righe, ma sempre ben riusciti e in cui lo spettatore medio si può rispecchiare.

Coatto, bambinone, ipocondriaco, hippy, esasperante e pedante, i vari personaggi di Verdone sono indimenticabili macchiette del cinema italiano. Anche vari tormentoni, come il celebre “In che senso?”, pronunciato da Leo (Un sacco bello, 1980), “No, non mi disturba affatto! Dica…” del dott. Raniero Cotti Borroni, o ancora “O famo strano” del coatto Ivano, (entrambi protagonisti di “Viaggi di nozze”, 1995), sono ormai entrati a far parte del linguaggio comune.

I 70 anni di Carlo Verdone: una vita tra il cinema e la passione per la medicina

Carlo Verdone non è soltanto un grande attore e regista, ma anche un appassionato di medicina. Leggenda vuole che abbia sofferto per anni di ipocondria (in verità si trattava di disturbo d’ansia). Nonostante ciò, sin da piccolo ha cominciato a leggere manuali di medicina, diventando un grande conoscitore di molti farmaci. Questa sua fama l’ha portato ad essere un ottimo “consigliere” per i problemi dei suoi amici. Come ha raccontato lo stesso Verdone in diverse interviste, molti lo chiamano spesso per avere dei consigli medici e, a quanto pare, non avrebbe mai sbagliato diagnosi. Inoltre grazie ai suoi “studi”, l’università Federico II di Napoli nel 2007 gli ha conferito la laurea honoris causa in medicina e, nel 2019, l’Ordine dei farmacisti gli ha assegnato un premio speciale (l’iscrizione ufficiale all’albo) per le sue “conoscenze mediche”.

Carlo Verdone - Verdone al banco in farmacia
Foto: © Carlo Verdone (pagina ufficiale Facebook)

Lo spirito di Carlo Verdone farmacista è uscito anche qualche settimana fa, durante l’ultima puntata di “Tale e Quale Show”. Quando l’amico Carlo Conti, che conduceva da casa perché positivo al Covid-19 (ma asintomatico) gli ha chiesto qualche consiglio su come curarsi. A quel punto l’attore romano avrebbe risposto con: “Eparina, zitromax, desametasone e tachipirina se c’hai febbre, basta”. Alcuni medici avrebbero poi criticato questa “diagnosi”, in quanto non esiste ancora una cura efficace contro la malattia.

La tragica situazione causata dalla pandemia del Covid-19 è stato un duro colpo per tantissimi artisti. Anche Carlo Verdone ha dovuto infatti rimandare a gennaio 2021 l’uscita del suo nuovo film “Si vive una volta sola”. Speriamo che, citando lo stesso regista romano, “alla fine, ‘sto virus si rompa i cxxx pure lui”, in modo da poter riappropriarci di una vita attualmente in stand by e magari tornare al cinema per gustarci l’ultima fatica del grande Verdone. Tanti auguri Carlo!

Auguri Carlo Verdone: gigante del cinema “un sacco bello” ultima modifica: 2020-11-17T09:00:00+01:00 da Antonello Ciccarello

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