Cascia è un comune di circa 3.000 abitanti in provincia di Perugia e fa parte della Comunità montana di Valnerina. La sua fama è legata soprattutto a Santa Rita da Cascia, una delle sante più venerate della religione cattolica, che porta migliaia di fedeli in pellegrinaggio in città, per visitare i luoghi in cui è nata e vissuta la santa. Come molti altri comuni umbri, anche Cascia è di origine medievale e ciò si nota subito dalla struttura delle strade e degli edifici, soprattutto quelli religiosi. Nonostante si tratti di un piccolo borgo, la presenza del Santuario di Santa Rita ha reso Cascia una città molto visitata durante tutto l’anno e famosa a livello globale.

Storia di Cascia

L’attuale territorio di Cascia è stato abitato sin dall’epoca pre-romana, ma il comune viene fondato soltanto nel XII secolo. Inizialmente sotto il dominio della famiglia Trinci, fu poi conquistata da Federico II di Svevia. Proprio in questo periodo, la città venne contesa dalle confinanti Spoleto, Leonessa e Norcia, ma rimase sempre indipendente. Nella prima metà del Cinquecento fece parte dello Stato Pontificio, per “soli” trent’anni, tornando poi nuovamente autonoma. Alla fine del secolo, nel 1596, Papa Clemente VIII l’elevò al rango di città. Durante l’occupazione napoleonica in Italia, Cascia venne separata dal comune di Poggiodomo, precedentemente annesso al territorio. Infine, nel 1860, la città divenne parte del Regno di Sardegna (ovvero Regno d’Italia dal 1861).

Vita di Santa Rita da Cascia

La cittadina più conosciuta (e venerata) di Cascia è di certo Santa Rita. Margherita Lotti nacque nel 1371 (per alcuni 1381) a Roccaporena, una frazione della città, da una famiglia benestante. Leggenda vuole che quando venne alla luce, alcune api bianche apparvero vicino alla sua culla. La giovane Rita non abbracciò da subito la vita monacale, ma si innamorò e sposò presto Paolo di Ferdinando di Mancino, un giovane ufficiale ghibellino. Dopo il matrimonio, questo depose le armi e si trasferì con la famiglia “al “Mulinaccio” (un mulino di sua proprietà), per intraprendere una vita più tranquilla. I due ebbero due figli, Giangiacomo e Paolo Maria (forse gemelli). Pochi anni dopo, il marito venne assassinato mentre rincasava. Nonostante il grave lutto, Rita perdonò gli assassini ed evitò che i due figli covassero vendetta per la morte del padre.

Dipinto di Santa Rita da Cascia

Dopo il marito, Rita perse anche i due figli a causa della peste (o altre malattie simili). Una volta sola, a 36 anni, venne accolta al Monastero di Santa Maria Maddalena, dove divenne monaca agostiniana e visse per quarant’anni. La sera del Venerdì Santo 1432 (o 1442) la santa ricevette una particolare “stigmata”. Una spina della corona del Cristo crocifisso le si conficcò sulla fronte. Questa piaga le rimase per tutta la vita, rimarginandosi soltanto (temporaneamente) per il suo pellegrinaggio a Roma, in occasione della canonizzazione del frate agostiniano Nicola da Tolentino. Nel 1457, malata da tempo, Rita morì nel suo letto. Sempre secondo leggenda, al momento della sua morte apparvero delle api nere. Per questo motivo Santa Rita è la protettrice delle api. Già poco dopo la sua morte avvennero i primi miracoli legati a Santa Rita, come quello di un cieco che riebbe la vista.

Cosa vedere a Cascia

Visitare Cascia significa soprattutto, visitare i luoghi legati al culto di Santa Rita, primo fra tutti il Santuario. Questo comprende la Basilica principale, la Basilica inferiore (originariamente cripta), il Monastero in cui visse la santa, e la Sala della Pace, utilizzata soltanto nei giorni di maggior affollamento di fedeli. Oltre al Santuario sono comunque presenti altri importanti edifici religiosi, come la chiesa di Santa Maria della Visitazione. Si tratta della chiesa più antica della città, che conserva al suo interno un crocifisso ligneo risalente al 1400. Particolare, per il loro stile gotico, sono inoltre la chiesa di San Francesco e la chiesa di Sant’Agostino. Per quanto riguarda invece gli edifici non religiosi, sono di particolare interesse il museo Civico di Cascia a Palazzo Santi, l’ex chiesa di Sant’Antonio Abate (ora museo) e l’antico tempio romano di Villa San Silvestro.

Cosa mangiare

Tra i piatti tipici della città di Santa Rita spiccano sicuramente gli strascinati di Cascia. Si tratta di un tipo di pasta all’uovo preparata di solito con sugo di salsiccia o di pancetta. Non mancano poi piatti a base di tartufo (come le bruschette o l’agnello) o zafferano, molto presenti in zona e apprezzati per la loro qualità. Da provare anche le zuppe di legumi, come ad esempio con la roveja di Civita di Cascia (un tipo di pisello selvatico, spesso essiccato). Infine, puoi provare la torta al testo (simile alla piadina), ma anche la grande varietà di salumi e formaggi della tradizione umbra.

Cascia - Tartufo di Cascia

Cascia, come molti altri comuni medievali dell’Umbria, merita di certo una visita. Recarsi a Cascia significa anche immergersi anche nelle bellezze e nei sapori dell’Umbria, soprattutto se si decide di fare una gita fuori porta. Oltre alla città di Santa Rita, infatti, vale anche la pena visitare le vicine Norcia, Terni o Spoleto. Non si può rimanere delusi.

Fonte fotografia in evidenza: © Geobia – Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

Cascia: storico borgo umbro, casa natale di Santa Rita ultima modifica: 2022-02-25T09:00:00+01:00 da Antonello Ciccarello

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