Certamente tante cose sono cambiate dalle considerazioni del Dottor Oreste Del Foco nel suo volume: Cassino e le sue acque in rapporto al miglioramento della città e dei suoi dintorni. Soprattutto, i cambiamenti climatici hanno un effetto diretto tanto sulle acque di superficie quanto quelle sotterranee. Anche il nostro benessere è soggetto a tali cambiamenti. Dunque, prevediamo una modifica nella distribuzione stagionale dei flussi d’acqua e quindi della sua disponibilità nel corso dell’anno. Vediamo come le cose cambiano nel corso della storia.
Cassino e le sue acque: Dall’analisi di Oreste Del Foco ai cambiamenti climatici oggi
Oreste Del Foco, nel suo volume dal titolo Cassino e le sue acque in rapporto al miglioramento della città e dei suoi dintorni, fa una considerazione importante. Sicuramente resta molto interessante come, il Dottor Oreste Del Foco, nel 1902 fa un’analisi delle acque urbane. Siamo in un periodo pre-guerra, ma i corsi d’acqua di Cassino sono quelli attuali. Come riporta nel suo scritto, i corsi d’acqua urbana se ridotti alla minima misura grazie a un loro più rapido smaltimento, avremmo degli effetti positivi. Infatti, diminuendo la produzione di vapore e dell’umidità, conseguentemente, anche il clima di Cassino può trovare giovamento da questa condizione. Si tratta di un eventuale miglioramento, tale da far felice anche il più scrupoloso ed esigente salutista.
Inoltre, ne può guadagnare anche l’abbellimento della città. Cassino, già incoronata di un verde poetico, profuma in primavera e rinfresca in estate. Vero orgoglio per i cittadini e un grato e piacevole soggiorno dei numerosi turisti che ospita. Invece, possiamo affermare che dopo la terribile distruzione fisica, avviene anche la terribile perdita dei vari documenti con i quali poter mantenere anche solo una traccia di quella che era l’urbanistica di Cassino. Dunque, quello post guerra, è proprio un nuovo tessuto urbano che sostituisce quello perduto. Infatti, rappresenta un vero e proprio tessuto urbano per la nuova città di Cassino. Possiamo anche definirlo come lo spartiacque tra un’epoca e l’altra. Ma per molti dei cassinati, segna il passaggio tra una vita e un’altra.