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Si svolgerà in Italia la prossima Conferenza dei ministri della Giustizia degli Stati membri del Consiglio d’Europa. E’ uno dei primi eventi di alto livello organizzati dalla presidenza italiana del Consiglio che il nostro Paese ha assunto lo scorso 17 novembre e che ricoprirà fino al 20 maggio prossimo. Un semestre ricco di obiettivi, con la consapevolezza, da parte dell’Italia, delle importanti opportunità ma anche delle grandi sfide che in questo periodo dovrà affrontare l’Europa. La Conferenza si terrà il prossimo 13-14 dicembre a Venezia nella prestigiosa sede della Scuola di San Giovanni Evangelista. Al centro dei lavori, a cui parteciperà il nostro ministro Marta Cartabia con gli omologhi degli altri Paesi membri, il problema della giustizia riparatoria e il suo ruolo nella giustizia penale europea. Giustizia riparatoria significa porsi il problema di come recuperare chi ha sbagliato. L’Italia considera fondamentale la riaffermazione della funzione della pena sia come momento di riabilitazione di chi ha offeso che di restaurazione per la vittima.

La sede italiana del Consiglio d’Europa a Venezia

La società deve recuperare chi ha sbagliato – commenta Luisella Pavan Woolfe, direttrice dell’unica sede del Consiglio d’Europa in ItaliaE siccome stiamo parlando di diritti umani, nell’ambito del Consiglio d’Europa questa Conferenza ci sta tutta. Diritti umani, stato di diritto, uguaglianza tra uomini e donne, sfruttamento dei bambini, violenza sulle donne, patrimonio culturale, … queste sono le competenze del Consiglio d’Europa”. La sede italiana è stata aperta nel 2011 a Venezia e la direttrice Pavan Woolfe si è insediata nel 2015. “Sono pochissimi – spiega – i Paesi di vecchia democrazia che hanno una sede del Consiglio nel proprio territorio. In questi anni sono stati aperti alcuni uffici soprattutto nell’Europa centro-orientale. Trattandosi di Stati entrati di recente, i nostri uffici in loco hanno soprattutto funzioni di assistenza e consulenza. Nel caso dell’unica sede italiana a Venezia, città che si era proposta per ospitare questo ufficio, il Consiglio ne ha riconosciuto l’importanza per il suo ruolo di rappresentanza ma anche per le effettive funzioni in ambito culturale e non solo”.

Il primato dell’Italia, dove passa il numero più alto degli itinerari culturali europei

Questo ufficio – continua – svolge un ruolo di sensibilizzazione e informazione nel resto d’Italia sulle attività del Consiglio d’Europa. Venezia, inoltre, forte della sua vocazione naturale alla cultura, è una delle quattro città laboratorio della Convenzione di Faro che si occupa del valore per la società del patrimonio culturale. Siamo impegnati, in particolare, nella valorizzazione degli itinerari culturali, fondamentali per favorire il dialogo tra i paesi e i popoli che attraversano. Un programma molto importante. E’ nato nel 1987 con il primo itinerario di Santiago di Compostela, nell’ambito di un progetto che cerca il fil rouge del patrimonio nei diversi Stati europei. Spaziando su tematiche varie: le figure storiche, quelle artistiche, i movimenti culturali, quelli religiosi, l’architettura, … ”.

Luisella Pavan Woolfe
Luisella Pavan Woolfe, direttrice dell’unico ufficio, in Italia, del Consiglio d’Europa

In questo progetto l’Italia ha un primato. E’ l’unico Paese fra quelli del Consiglio d’Europa ad essere attraversata dal numero più alto di itinerari, ben 29 su 45. Dalla Via Francigena alle Città Termali Storiche, all’Itinerario di Enea, a quello del Patrimonio Ebraico, … otto di questi hanno il segretariato in Italia. Il nostro Paese ha un primato perché possiede un patrimonio culturale importante e perché con la sua cultura ha influenzato tanti altri Paesi”. Con la sua cultura e la sua lingua, la quarta fra le più studiate al mondo. Lo ha recentemente ricordato anche il presidente Sergio Mattarella in occasione degli Stati Generali della Lingua Italiana. I 29 itinerari culturali che attraversano il nostro Paese sono oggetto di una mostra recentemente inaugurata a Strasburgo nella sede del Consiglio d’Europa. A gennaio l’allestimento si trasferirà nel locale istituto culturale italiano per toccare poi altre tappe. Fra queste, anche l’ufficio del Consiglio a Venezia.

I temi del semestre italiano: emancipazione femminile, diritti dei bambini, importanza della persona di fronte alla nuove sfide della tecnologia

Il semestre italiano al Consiglio d’Europa si pone, fra i principali obiettivi, il rafforzamento dell’emancipazione femminile, dei diritti dei bambini e degli adolescenti, la necessità di mettere al centro del futuro il ruolo delle persone. Una presidenza italiana che si preannuncia inclusiva e partecipativa, preceduta da eventi internazionali di rilievo per il nostro Paese. Un G20 di successo, un bilaterale Italia-Francia che si concluso con un trattato importante, una Cop 26 co-presieduta dall’Italia insieme alla Gran Bretagna. “L’Italia – conclude la direttrice Pavan Woolfe – sulla scena internazionale è attiva, impegnata, presente, visibile. Il nostro Paese si sta muovendo bene, con risultati che presuppongono una importante preparazione a monte. Il semestre di presidenza in cui si trova attualmente impegnata rientra nelle rotazioni automatiche, ma alle recenti partecipazioni internazionali è stato fatto un ottimo lavoro che ha dato risultati e opportunità. Ancorarsi ad altri Stati nei forum internazionali per il nostro Paese è stata una garanzia”. Va ricordato che l’Italia è tra i fondatori dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Ed è presente in tutti gli organismi internazionali che hanno sede in Europa.

Consiglio d’Europa: è iniziato il semestre di presidenza italiana ultima modifica: 2021-12-12T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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