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Il governo è all’opera per fronteggiare al meglio l’emergenza coronavirus. La carenza di mascherine, necessarie per proteggersi da possibili contagi, è stata risolta, come ha annunciato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. In crisi soprattutto gli operatori sociosanitari che hanno lanciato l’allarme. In tanti sono infatti privi di dispositivi di protezione. Il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri ha annunciato la riconversione di alcune fabbriche italiane per far fronte alla richiesta mentre già milioni di dispositivi stanno arrivando da ogni parte del mondo.

Mascherine, fabbriche convertite per emergenza

Da Arcuri è arrivata una soluzione che non solo risponderebbe all’urgente bisogno sanitario, ma aiuterebbe alcuni comparti piegati dalla crisi. Il commissario all’emergenza sanitaria ha avviato una produzione straordinaria.

Mascherine - solidarietà
Solidarietà

Ha, infatti, incentivato la conversione industriale di alcune fabbriche italiane. Arcuri ha ribadito: “Finché non saremo in grado di produrre tutto in Italia, continueranno a cercare in tutto il mondo il materiale di cui abbiamo bisogno”. Il commissario ha rilanciato, informando che da lunedì è scattato il nuovo incentivo del Cura Italia: “Abbiamo messo 50 milioni di euro a disposizione delle aziende italiane che vogliono riconvertirsi o iniziare la produzione di dispositivi di protezione individuale. Oggi ne produciamo pochissimi, ma in pochi giorni abbiamo oltre 100 aziende pronte a partire”. Ha quindi sottolineato che “180 aziende delle Camere della moda si sino messe insieme e hanno creato due filiere per produrre due milioni al giorno di mascherine. L’obiettivo è avere in poco tempo una quota sufficiente di produzione nazionale”.

Mascherine, voli militari per l’approvvigionamento

Si tratta, infatti, di una corsa contro il tempo. Di Maio ha fatto sapere che lunedì è atterrato a Malpensa il volo Neos partito dalla Cina con a bordo 25 tonnellate di materiale sanitario: circa 1,5 milioni di maschere, 155 ventilatori polmonari, 205.000 guanti di lattice, 1.000 kit diagnostici e altrettante tute protettive. La Farnesina riferisce che sono impiegati voli militari per gli approvvigionamenti.

Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte ha informato che sono stati acquistati più di 6.500 respiratori e da questa settimana arriveranno 120 milioni di mascherine, grazie all’incessante lavoro fatto all’estero. Solo lunedì sono state consegnate 4 milioni di mascherine e 125 ventilatori. Atterrato in Italia il primo milione e mezzo di mascherine che era stato bloccato in Egitto. E poco dopo hanno toccato la pista di atterraggio le 40 mila dall’India. C’è inoltre un autotrasportatore che dal cuore dell’Europa sta guidando senza sosta per portare altri 2 milioni di mascherine.

Medici anche dalla Russia

Di Maio fa sapere che è stata sbloccata anche la donazione delle forze armate della Federazione Russa e arriveranno 9 voli con a bordo altre centinaia di migliaia di mascherine, materiale medico e otto squadre di medici. In settimana poi, grazie al contratto firmato con la fabbrica cinese BYD, arriveranno altri 6 milioni di mascherine e dalla settimana successiva 20 milioni ogni settimana, per una fornitura da oltre 100 milioni di mascherine.

Luigi di Maio

Il ministro ha detto che sono state sbloccate pure le 200 mila mascherine in Turchia e altre 2 milioni di mascherine in Brasile, inclusi 100 ventilatori polmonari. Trattative in corso con Ucraina, da dove potrebbero arrivarne 600 mila, e con la Polonia. Di Maio ha inoltre fatto sapere d’aver ricevuto una lettera dal ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, con la quale assicurava che spediranno 110 mila mascherine. E’ lo stesso numero di mascherine che dovevano arrivare in Italia nei giorni scorsi, sequestrate dalle autorità ceche. “Ai nostri eroi in camice bianco dico: resistete! Ai Paesi che ci stanno aiutando dico: non vi dimenticheremo mai”, ha scritto su Twitter il ministro.

La Ue invita alla solidarietà  

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, in un videomessaggio su Twitter, ha invitato tutti i Paesi dell’Unione europea a essere solidali. “Dobbiamo condividere il materiale protettivo“, come le mascherine, “all’interno dell’Unione europea” per contrastare la pandemia da coronavirus. “I divieti nazionali di vendita ad altri Paesi europei sono nefasti. Nessuno Stato può produrre da solo ciò di cui ha bisogno. Oggi è l’Italia che ha bisogno rapidamente di grandi quantità di questo materiale medico, ma fra qualche settimana saranno altri Paesi”.

#l’Italianelcuore

Coronavirus, mascherine da tutto il mondo ultima modifica: 2020-03-26T09:00:00+01:00 da Raffaella Natale

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