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“Corpus Serialis” a Ca’Pesaro, quando la materia si trasforma e si ricompone

Una mostra che nasce da uno stage di collaborazione con l’artista. Strutture, installazioni, immagini vogliono indagare il rapporto tra l’uomo e la macchina, l’umanesino e la tecnologia. E’ il percorso espositivo proposto nella Project Room della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia. Corpus Serialis, personale dell’artista peruviano Nicolas Lamas (1980), mette in relazione oggetti provenienti da ambiti diversi – tecnologia, geologia, storia dell’arte – per un’indagine legata al tempo e a come il tempo ne modifichi il significato attraverso la loro riproduzione, conservazione e ricomposizione. Emblematica l’opera The Agony of the Past, rappresentazione di un libro stretto tra due blocchi di marmo: il volume è presente ma non è più fruibile. La stratificazione legata al tempo lo ha compresso in un materiale geologico ben più resistente della fragilità della carta.

Il progetto espositivo è un invito a considerare gli oggetti come parte di processi in continua trasformazione, trasmissione, ricomposizione. Ed evidenzia una tensione che va dalla preservarzione alla trasformazione: l’oggetto (o l’insieme di oggetti) conserva tracce della sua origine ma acquisisce nuove possibilità.

La mostra, aperta fino al 22 novembre, nasce in uno spazio, la Project Room di Ca’ Pesaro, destinata ad iniziative “veloci”, in questo caso due mesi di apertura. Uno spazio aperto, accessibile anche senza biglietto, destinato a giovani artisti affermati. Corpus Serialis, realizzata da Progetto Ludovico in collaborazione con la Galleria Max Goelitz di Berlino e Monaco di Baviera, è il quarto progetto ospitato nella Project Room di Ca’ Pesaro dopo Paper Design, Malinverni e Giuseppe Di Liberto.

(crediti foto: Matteo de Fina)

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