Documenti d’archivio, fotografie, progetti, disegni e schizzi riportano a Venezia Ignazio Gardella. Un po’ come un ritorno a casa, perché nella città lagunare l’architetto/ingegnere Gardella (1905-1999), uno dei maestri dell’architettura italiana del Novecento, ha insegnato per 26 anni allo Iuav, dal 1949 al 1975. Proprio nel ‘49 allo Iuav si era laureato in Architettura, dopo la laurea in Ingegneria, nel ‘28, al Politecnico di Milano. E’ un omaggio e un racconto la mostra Ignazio Gardella: Progettare la città aperta fino al 30 novembre nella sede Iuav di Venezia ai Tolentini nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’università veneziana.

Un ritorno a casa non solo per la lunga attività di docenza in laguna dove Gardella ha formato generazioni di architetti. Ma anche per quello che a questa città ha lasciato. Spiega il curatore della mostra, Emanuele Piccardo, che Gardella aveva quasi timore della città lagunare, ma aveva anche la consapevolezza che l’architettura non si dovesse mimetizzare. Diceva: “… Io credo che il rapporto tra antico e nuovo nei centri storici debba essere un rapporto, certamente di rispetto del nuovo per l’antico, ma non di soggezione mimetica».
I progetti veneziani
E certamente non si mimetizza la sua opera veneziana forse più famosa, quella Casa Cicogna (1953-58), alle Zattere, il cui stile eclettico accoglie i tipici elementi dell’architettura veneziana ma li fa propri e li reinterpreta, creando un originale rapporto tra antico e nuovo. E suscitando in città, all’epoca, non poche polemiche. Lo difenderanno figure come Bruno Zevi che definiva Casa Cicogna una “casa riflessa”. E Giulio Carlo Argan che parlava di Gardella come di un architetto “rinascimentale”. Per questo progetto Gardella chiese – raro per un’opera di architettura contemporanea – il diritto d’autore.

Al Lido di Venezia Ignazio Gardella si occuperà della sistemazione dell’ingresso e del bar dell’Hotel Excelsior, insieme a Roberto Menghi (1963-69). E progetterà le capanne dell’adiacente spiaggia, che ancora oggi sono immagine e simbolo di quel tratto di arenile sotto le linee moresche dell’hotel. Nel contesto lagunare firmerà anche il Residence Albergo Gritti (1966-69).

Non solo Venezia. La mostra dà conto e indaga su una serie di progetti firmati da Gardella ad Alessandria, in primis il Dispensario Antitubercolare (1933-38) e le Case per impiegati Borsalino (1948-52). A Genova il Piano Particolareggiato di San Donato e San Silvestro (1969-76) e la Facoltà di Architettura (1975-89). A Milano il condominio ai Giardini d’Ercole. Obiettivo della mostra, che prima di arrivare a Venezia ha fatto tappa a Genova, è mostrare la capacità dell’architetto milanese di “progettare la città” attraverso architetture pensate come frammenti urbani, ed evidenziare quanto fosse necessario, per Gardella, il rapporto con il contesto e con la sua cultura. La mostra è stata resa possibile grazie ai prestiti di modelli e materiali d’archivio custoditi dall’Archivio Progetti Iuav, dall’Archivio Storico Gardella e dal CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.
(esclusa foto allestimento mostra, crediti di tutte le altre foto:
Archivio Storico Gardella Casa Cicogna detto Casa alle Zattere (1953-1958), Venezia.
Hotel Excelsior, (1963-1969), Lido di Venezia, (con R. Menghi) )





