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E’ ormai assodato il casco impiegato per la ventilazione è spesso la soluzione alternativa all’intubazione per i pazienti colpiti dal Covid-19. Sembra il casco usato dai palombari ma permette ai pazienti con grave insufficienza respiratoria, come quelli con la polmonite da Covid-19, di respirare. Il casco è stato inventato e prodotto in Italia e sono quasi solo i rianimatori italiani a utilizzarlo. Uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Jama, dimostra che la via italiana al supporto respiratorio non invasivo, con questo casco, può essere vincente nei pazienti contagiati dal virus perché riduce del 40 per cento la necessità di ricorrere all’intubazione.

casco intubazione covid

Intanto il virus continua a correre veloce da un capo all’altro del nostro Paese. Infatti, il ministero della Salute, fa sapere che nelle ultime 24 ore in Italia si sono registrati 23.649 nuovi casi positivi( ieri 23.904). I nuovi decessi sono 501 (ieri 467 ); i dimessi guariti sono 20.712 (ieri 23.744). Attualmente i casi positivi, complessivamente sono 563.479 (ieri 562.508). I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 356.085 (ieri 351.221). In terapia intensiva vi sono 3.681 pazienti Covid; in isolamento domiciliare rimangono ancora 530.849 persone contagiate dal virus.

Il casco che evita l’intubazione

Domenico Luca Grieco e Massimo Antonelli (per il Gruppo di Studio Covid-Icu Gemelli) suggeriscono che il casco potrebbe essere il modo migliore per far ‘respirare‘ i pazienti Covid. Ciò, in modo da ridurre l’utilizzo dell’intubazione e della ventilazione meccanica invasiva. “Il casco è un approccio tutto italiano. Il suo uso non è frequente all’estero”. Lo afferma Grieco, rianimatore nella terapia intensiva del Columbus Covid2 Hospital-Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Il medico evidenzia: “Invece l’ossigenoterapia ad alti flussi è stata finora considerata il gold standard per questi pazienti. così come indicato dalle linee guida per i pazienti con ipossiemia grave del 2020”.

casco intubazione
Il Policlinico Gemelli di Roma

A tal proposito interviene anche Massimo Antonelli, direttore dell’Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e Tossicologia clinica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Nonchè professore ordinario di Anestesiologia e Rianimazione all’Università Cattolica, campus di Roma. “Lo studio – sostiene – è finanziato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). A collaborare anche l’Ospedale di Rimini e le Università di Ferrara, Chieti e Bologna”.

L’associazione ‘Aiutiamoci’

Il lavoro è frutto di uno studio condotto tra ottobre 2020 e febbraio 2021 su 109 pazienti individuati in alcune unità di terapia intensiva italiane. A credere nei caschi per i pazienti con Covid-19 sono stati anche cinque imprenditori italiani: Flavio Cattaneo, Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle, Isabella Seragnoli e Alberto Vacchi. Infatti, la scorsa primavera, tramite l’associazione ‘Aiutiamoci‘, da loro fondata, ne hanno acquistato diverse centinaia, per donarli a varie regioni italiane.

Covid: il casco che evita l’intubazione si rivela terapia vincente ultima modifica: 2021-04-01T18:54:50+02:00 da Redazione

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