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Il consiglio dei ministri ha licenziato il decreto Ristori bis ovvero il nuovo pacchetto di aiuti per le attività e le famiglie più colpite dalle restrizioni anti-Covid. La dote per i nuovi aiuti si aggirerebbe intorno a 2,5 miliardi di euro. Il provvedimento contiene nuovi contributi a fondo perduto per le attività delle zone rosse. Inoltre rinvia le scadenze delle tasse di novembre, oltre a fondi per i congedi e il bonus babysitter.

pandemia ministri

Il consiglio dei ministri ha anche approvato il rinvio delle consultazioni elettorali previste nel 2020, spostando il termine al 31 marzo 2021. Il decreto Ristori bis prevede anche, come ha spiegato il premier Giuseppe Conte, “un fondo ad hoc per mettere risorse in caso di variazioni tra zone gialle, arancioni e rosse”. Ciò in modo da evitare di dover ricorrere al decreto legge a ogni ‘cambio di fascia’ delle Regioni.

Decreto Ristori bis

Il governo assicura che già da lunedì circa 211mila attività inizieranno a trovare sul conto corrente i bonifici dell’Agenzia delle entrate, già definiti con il decreto Ristori 1. Si conferma inoltre l’istituzione di “un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive. Ciò, in modo da erogare futuri contributi in modo automatico”. Con il provvedimento oltre alle partite Iva ci saranno anche aiuti per le famiglie che avranno i figli a casa già alle medie. Dunque si avrò la possibilità di prendere il congedo al 50 per cento o di utilizzare altri 1000 euro di bonus babysitter.

museo di roma e decreto ristori bis

Sono 19 le categorie ammesse ai contributi a fondo perduto tra il 100 per cento e il 200 per cento previsti già dal primo decreto Ristori. Tra cui molte delle categorie che avevano lamentato l’esclusione in questi giorni. Ad esempio avranno contributi al 100 per cento i bus turistici e anche i trasporti lagunari. E, ancora, i fotoreporter, chi fa corsi di danza, le lavanderie industriali, i negozi di bomboniere i traduttori e anche i produttori di fuochi d’artificio. Al 200 per cento arriveranno invece guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo. Inclusa anche la ristorazione senza somministrazione, come rosticcerie e pizzerie al taglio. E poi ci sono gli internet point, che avranno un ristoro al 50 per cento di quanto già avuto in estate.

Contributi raddoppiati

Contributo raddoppiato rispetto all’estate per 57 nuove categorie di attività che dovranno chiudere perché operano nelle ‘zone rosse’. Lo prevede il decreto Ristori bis, che aumenta dal 150 per cento al 200 per cento il ristoro per bar, pasticcerie e gelaterie che si trovino in zone rosse o arancioni.

negozio abbigliamento e decreto ristori bis

La nuova lista di codici Ateco allegata al provvedimento include i negozi dall’abbigliamento agli elettrodomestici, fino ai sexy shop. Naturalmente ci sono anche gli ambulanti visto che anche i mercati sono chiusi. Inseriti anche gli estetisti e gli altri servizi alla persona, compresi chi fa piercing e tatuaggi. Nella lista anche i servizi per gli animali (canili, dogsitter, toelettatura) e le agenzie matrimoniali.

Covid, ok al decreto Ristori bis a sostegno di famiglie e imprese ultima modifica: 2020-11-07T09:05:09+01:00 da Maria Scaramuzzino

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