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Il 21 settembre 1986 è una data storica per il calcio italiano. Nella partita della seconda giornata di serie A, Fiorentina-Sampdoria, Roberto Baggio fece il suo esordio nella massima serie. 86 minuti attesi da tanto tempo, troppo, considerando le potenzialità mostrate già con la maglia del Vicenza. Un debutto atteso un anno a causa del grave infortunio che ha rischiato di porre fine con netto anticipo alla sua straordinaria carriera.

87 minuti entrati nella leggenda perché l’inizio di un’avventura unica da parte di un calciatore in grado di conquistare il Pallone d’Oro e capace di far innamorare milioni e milioni di tifosi. Ancora oggi sono tantissimi gli estimatori di Roberto Baggio, basti pensare alla scelta di Netflix di dedicare un film biografico sulla sua vita. Quel giorno però resta scolpito nella memoria dei tifosi del calcio perché Roberto Baggio era già considerato dagli esperti un talento straordinario.

Il tremendo infortunio ed il ritorno in campo

Un debutto rimandato di un anno a causa di un grave infortunio. Infatti dopo la firma del contratto con la Fiorentina, il 5 maggio 1985 Baggio si ruppe il ginocchio destro con interessamento del crociato anteriore e del menisco. Un danno inimmaginabile per l’epoca che poteva anche mettere fine alla sua carriera. Fu questo, peraltro, il periodo in cui il genio di Caldogno si convinse ad abbracciare definitivamente la fede buddhista. A distanza di oltre un anno, l’allora 19enne calciatore della Fiorentina tornò a calcare un campo di calcio per la sua prima presenza in serie A.

roberto baggio
kanegen, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Un debutto arrivato anche grazie al grande attaccamento della Fiorentina che pur avendo la possibilità di recedere il contratto investe sul ragazzo che finalmente può assaggiare il terreno di gioco dopo un lungo calvario. Alla fine saranno 136 le partite con la maglia della Fiorentina e 55 i gol realizzati, alcuni entrati di diritto tra i migliori della carriera di Roberto Baggio.

Roberto Baggio e il legame con la Fiorentina

Quel legame con la piazza di Firenze è rimasto vivo fino alla fine della sua attività agonistica. Nell’estate del 1990 il passaggio di Roberto Baggio dalla Fiorentina alla Juventus (per una cifra record di 25 miliardi di lire) venne accolto dalle proteste inferocite dei tifosi viola. Una città messa a ferro e fuoco con cortei sotto la sede della società e a Coverciano dove l’Italia preparava i Mondiali di Italia 90. Baggio ha sempre ammesso il suo amore per la Fiorentina e di non essere d’accordo con il trasferimento al punto tale da diventare protagonista di un gesto entrato nella storia.

Nella sua prima gara da ex allo stadio Artemio Franchi di Firenze, Baggio decise di non calciare il rigore contro la Fiorentina. E poi raccolse una sciarpa viola dal terreno di gioco, salutando la Curva Fiesole. Scelse così di non nascondere i suoi sentimenti, esprimendo tutto il suo amore per la città e la tifoseria.

Una carriera straordinaria, iniziata proprio il 21 settembre 1986 e finita il 24 Maggio 2004 nello splendido San Siro. In mezzo, 658 presenze tra club e nazionale, 301 gol, migliaia di giocate e milioni di tifosi innamorati di lui. Grazie di tutto Roberto, oggi è un giorno speciale per tutti gli appassionati di calcio!

Fonte fotografia in evidenza: Codice13, Public domain, via Wikimedia Commons

Serie A, esordio di Roberto Baggio: domenica 21 settembre 1986 ultima modifica: 2021-09-21T12:30:00+02:00 da Claudio Cafarelli

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