“Federica la ragazza del lago” è come se fosse rimasta sospesa in una dimensione che la rende figlia di una terra che non dimentica. Come la farfalla monarca, apparentemente fragilissima, ma in grado di percorrere migliaia di chilometri, raggiungendo i laghi per recare un messaggio di vita; al contempo un’adolescente delicata come una farfalla, porta ancora parole e sentimenti.
“Federica, la ragazza del lago”, è un romanzo autobiografico, riguardante appunto Federica Mangiapelo, di origini ciociare, scomparsa il 1° novembre 2012 nelle fredde acque del lago di Bracciano. Non più bambina, ma non ancora donna, Federica nel suo sbocciare, come tante ragazze, ha incontrato l’orco; quel fidanzato che aveva colpito il suo cuore, una notte spense la vita di un’adolescenza che stava volando come con ali di farfalla.
Federica la ragazza del lago come una farfalla contro il femminicidio
Anche queste terre belle e antiche della regione Lazio, hanno conosciuto il sopruso e la violenza contro le donne; eppure Federica Mangiapelo non è stata inghiottita del tutto da quel lago, bensì ha lasciato un messaggio, grande e urlante come i suoi occhi.
Ognuno di noi reca con sé un bagaglio culturale, talvolta palese, altre volte intrinseco. Federica, così piccola, eppure così grande, lottò per affermare la voglia e il bisogno di amare e essere amata; lo testimonia la rete che dopo di lei è stata tessuta e che sta donando consapevolezza a tante ragazze come lei. Il romanzo sulle vicende della ragazza d’origini ciociare è stato voluto, e scritto dallo zio. Massimo Mangiapelo, ciociaro alatrense, che porta in giro l’opera nelle scuole e tra i ragazzi; portando anche il messaggio dell’amore che non ferisce, che non schiaffeggia, che non offende, ma che coltiva sentimenti e costruisce.
Massimo Mangiapelo
All’inizio il romanzo è nato per raccontare un’adolescente che in foto ha il volto di una Madonna botticelliana; occhi intensi, pieni di una vita da raccontare e velati di malinconia fotografata dalla storia e dall’epilogo che l’ha interessata. L’idea iniziale era di rendere omaggio alla “non più bimba”, raccontare il vuoto che ha attraversato trasversalmente una famiglia, lacerando due genitori.
Massimo Mangiapelo è un giornalista della vecchia guardia, un uomo semplice, pulito, con il senso dell’etica, la penna delicata che sfiora vicende dolorose senza offenderle. La storia di Federica ha avuto un forte risalto mediatico, e lo zio ha voluto trasformare la “fredda cronaca”, in “costruzione. Nel romanzo ci sono pagine in corsivo che descrivono sensazioni, ricordi di amici di Federica, e una vita familiare. Il corsivo scivola sulla violenza sulle donne, e talvolta sulla brutalità dell’informazione. Scivola ancora la penna sul lato tenero di Federica, talvolta ribelle.
Federica la ragazza del lago in un battito d’ali
Forse “Federica, la ragazza del Lago” stava crescendo troppo in fretta. Poi ci sono le parti in stampato, che narrano la storia scarna. Il dramma e le vicende giudiziarie un po’ contorte hanno lasciato un grande vuoto. Una verità doveva emergere da quel lago, poiché Federica non era morta per un malore. Quel fidanzato ora è stato avviluppato da un oscuro oblio, ma lei no.
Esiste un dovere di cronaca che Massimo Mangiapelo non dimentica mai, tuttavia emerge il lato umano della vicenda, quello che le cronache non riferiscono. Si tratta di un’immersione dentro l’anima per cercare di far comprendere ai lettori quello che si prova, ma non finisce lì. Il dolore resta come una fiamma eterna, è vero, ma non brucia in modo sterile. Massimo Mangiapelo, dalla provincia di Frosinone, ha intrapreso un viaggio, come la farfalla monarca che prende vita dal lago e percorre migliaia di chilometri.
farfalla monarca
Si tratta di un volo a volte duro, a volte più lieve, ma che ha un grande significato; portando il libro e Federica nelle scuole, tra i ragazzi, con un messaggio di “non violenza”, e d’amore.
I giovani vanno educati all’amore, a non prevaricare, poiché amare non può significare violenza e per questo, quel lago non ha inghiottito l’essenza di Federica. E allora le farfalle non sono così fragili e dal lago traggono linfa per viaggiare ancora per altre migliaia di chilometri per un messaggio d’amore.

