Le campagne di sensibilizzazione e la legge 2013 sembrano dare i primi risultati positivi riguardo i femminicidi

22 delitti in 145 giorni. L’anno scorso erano già 46. Prudenza però perché questo tipo di violenza viaggia “ad ondate”.

Femminicidi dimezzati. Non si può definirla una buona notizia quando si contano ancora troppe morti

Si non sarà una buona notizia visto che le morti sono ancora troppe, ma forse una speranza che qualcosa stia migliorando? Stando ai recentissimi dati pubblicati dall’associazione Sos Stalking, in Italia, i cosiddetti femminicidi sono diminuiti drasticamente nei primi 145 giorni dell’anno.

Le forze dell’ordine ne hanno registrati il 52 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

Merito del lavoro di sensibilizzazione fatto in questi anni, grazie al quale più donne trovano il coraggio di denunciare i soprusi prima che sia troppo tardi. Ma il lavoro è solo all’inizio.

Femminicidi dimezzati nel 2017. Ma non bisogna abbassare la guardia!

L’Italia deve mettersi alle spalle un pesante retaggio culturale

Non bisogna abbassare la guardia, anzi. L’ultima tragedia c’è stata solo poche sere fa nel milanese, a Segrate, dove un uomo ha sparato all’ex prima di tentare il suicidio. Solo nel 2016, a livello nazionale, si sono contati 110 femminicidi. Femminicidi compiuti prevalentemente dal marito, dal compagno o dall’ex.

Nel 2015 le vittime erano state 116. Una strage: gelosia, incapacità di gestire la perdita, morboso senso del possesso scatenano l’impeto omicida poi “giustificato” come un eccesso di amore per la compagna che lascia.

Ad oggi sembrerebbe esserci una riduzione abbastanza importante dei numeri. In totale sono 22 le donne uccise nel 2017, nel 90% dei casi per mano del partner o dell’ex. Un anno fa, a Maggio, le vittime erano già 46. Parliamo di una donna uccisa ogni 6 giorni, contro i 3 di media del 2016.

Ovviamente è doverosa la massima cautela perché la casistica di conferma che questo tipo di violenze viaggia “ad ondate”. E dunque non possiamo escludere una prossima recrudescenza.

Una legge contro il femminicidio

Femminicidi dimezzati. Non si può definirla una buona notizia quando si contano ancora troppe morti

Nel 2013 il governo ha approvato una legge contro il femminicidio che ha inasprito le pene, introdotto l’arresto obbligatorio in flagranza e stanziato soldi per i centri antiviolenza.

L’Associazione Sos Stalking si sta incentrando molto su due elementi. Il braccialetto elettronico che il magistrato può richiedere di applicare allo stalker. Ma oggi è rimasto sostanzialmente inutilizzato.

Un altro elemento fondamentale ed a cuore all’associazione è la “vittima secondaria” del femminicidio. I figli che in seguito al crimine si ritrovano orfani di madre.

Nel 2015, 118 bambini sono rimasti soli. 84 si sono aggiunti al 2016. Le conseguenze che subiscono sono spesso irreparabili. Dal trauma legato al lutto violento al vuoto educativo che interviene in un’età delicata.  A Febbraio, la Camera ha approvato una legge che in parte tutela queste vittime e prevede che le spese processuali siano a carico dello Stato. Ma non basta.

Nel 2017 si contano già 22 nuovi orfani. Ci sarà prima o poi una legge che disciplini una volta per tutte un fondo a tutela di questi piccoli innocenti?

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Femminicidi dimezzati nel 2017. Ma non bisogna abbassare la guardia! ultima modifica: 2017-06-16T07:30:55+02:00 da Rossana Nardacci

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