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Si avvicinano i giorni delle festività e dagli esperti arrivano i consigli su come sedersi a tavola in tempo di Covid. Intanto i dati di oggi forniti dal ministero della Salute continuano a dare risultati piuttosto confortanti. Infatti, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 14.522 nuovi casi positivi (ieri 13.318) mentre i nuovi decessi sono 553 (ieri 628). I dimessi guariti sono 20.494 (ieri 20.315); complessivamente i casi positivi sono 598.816, 7.139 in meno rispetto a ieri.

Il bon ton a tavola

 “Il tavolo deve essere sufficientemente grande da poter consentire un distanziamento di almeno un metro o un metro e mezzo fra le persone. Sarebbe bene non far sedere i bambini vicino ai nonni e restare seduti il meno possibile, ovvero mangiare più rapidamente, evitando di stare per ore intorno alla tavola, come spesso avviene a Natale”.

tavola di natale

A fornire un sorta di decalogo su come diminuire i rischi di contagio a tavola a Natale è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana malattie infettive (Simit). Durante il pasto, ovviamente, massima attenzione a non condividere piatti, bicchieri e posate. Inoltre, consiglia l’infettivologo dell’Università di Roma Tor Vergata, “è bene aprire spesso le finestre per far arieggiare la stanza. Questo non significa dover mangiare con le finestre aperte, ma aprirle e richiuderle ogni tanto”.

Il vaccino è da consigliare anche a chi ha già avuto il Covid

All’indomani dell’autorizzazione in Italia del primo vaccino anti Covid, Andreoni spiega: “il vaccino lo consiglierei a tutti, anche chi ha già avuto il Covid. Personalmente mi vaccinerò il 28, è un momento importante perché abbiamo quello che aspettavamo da mesi”. Quanto all’organizzazione della imponente campagna vaccinale afferma, l’esperto afferma: “Mi sembra ci si stia muovendo bene, dobbiamo assicurarci che arrivino le dosi, ma sono fiducioso”.

vaccino covid

Tornando infine sull’alto numero dei decessi registrati ancora in Italia, sottolinea: “Conta l’età media della popolazione, che da noi è molto alta, ma l’alta mortalità credo sia anche un segnale di quanto l’Italia sia stata poco pronta sulle gestione dei pazienti Covid, nelle terapie intensive. Abbiamo rincorso l’epidemia creando nuovi posti ma la professionalità di un operatore sanitario non si riesce a creare in poche settimane. Questa però – conclude Andreoni – è una storia antica di mancati investimenti, da anni, in sanità”.

Feste di Natale, il bon ton a tavola ai tempi del Covid ultima modifica: 2020-12-23T18:24:32+01:00 da Redazione

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