Quello che segue non vuole essere il classico pezzo sui numeri del calciatore della Roma. Le frasi, le parole che andrete a leggere sono semplicemente le sensazioni di un romanista abbandonato all’idea di un addio al calcio giocato di Francesco Totti e di non veder più il proprio capitano calpestare il campo da gioco. L’idea di non sentir più pronunciare dallo speaker o dal telecronista quelle due parole magiche: Francesco Totti.

L’esordio di un predestinato

Ci siamo, il giorno è arrivato. Quel momento che inizialmente ignori perché tanto «non arriverà mai», ma che poi ti ritrovi all’improvviso davanti. E, come a milioni di tifosi, il groppo in gola si fa sempre più stretto. Oggi alle 18 l’arbitro fischierà quelli che saranno i tuoi ultimi 90 minuti come calciatore. In palio non c’è alcun scudetto, ma un secondo posto che permetterà alla tua Roma di accedere direttamente alla prossima Champions League. Un traguardo importante, ma che (da tifoso) baratterei senza esitazione con la possibilità di vederti ancora giocare. Perché questa partita segnerà la fine di un’epoca iniziata il lontano 28 marzo 1993. Quel giorno l’allenatore Boškov ti buttò nella mischia a 16 anni nei minuti finali di un anonimo Brescia-Roma. Qualche stop, passaggio e un paio di finte a segnare l’esordio con la tua squadra del cuore.

La carriera di Francesco Totti un giocatore straordinario

Poi l’entrata in scena di Carlo Mazzone che, fin dal primo giorno, credette nelle tue potenzialità facendoti diventare quello che sei diventato. Non molti anni fa, quando sbriciolavi record su record, il buon Carletto ti definì il suo più grande successo calcistico.
Anni e anni a ritagliarti spazio, a far conoscere a chiunque il Francesco Totti calciatore, fino a quel 17 giugno 2001, il giorno dello scudetto. Scudetto vinto da protagonista con la numero 10 sulle spalle e la fascia da capitano al braccio. Tanta roba, anche perché a Roma non si vince spesso, anzi.
Da lì in poi è stato tutto un crescendo: il pallone d’oro sfiorato, il record di presenze, di gol, la rivalità con la Lazio. Ogni derby lo passavo attendendo le tue goliardiche esultanze, le tue magliette sfottò. E poi i cucchiai, le conferenze stampa, le interviste da Costanzo, ma soprattutto l’amore per la tua maglia.

Il mito Francesco Totti

Ancora mi ricordo ogni singola partita della stagione 2005/06. Quell’anno ci furono le 11 vittorie di fila, Calciopoli ed il tuo tremendo infortuno. In un tranquillo Empoli-Roma il difensore Vanigli entrò duro da dietro. Rottura del perone e 6-8 mesi di stop, questo nell’anno dei mondiali. Ma dopo un’operazione e tanta fisioterapia, riuscisti a dimezzare i tempi. Tra dubbi e cronisti che ti definivano ormai finito, ti andasti a prendere la coppa a Berlino da titolare. Niente male per uno sulla sedia a rotelle (termine usato all’epoca dai giornali).
Successivamente altri record, qualche trofeo, molti scudetti sfiorati e alcune polemiche. Perché in Italia, ma soprattutto a Roma, le stronzate sono più forti della verità. Ed il nome di Francesco Totti è sempre stato terreno fertile per ogni giornalista.

francesco totti murales dedicato al campione giallorosso che smette con il calcio giocato

Ma hai sempre giocato d’anticipo, issando fiero la bandiera dell’autoironia. Ti hanno sempre etichettato come stupido ed ignorante, come se per giocare a pallone servisse una laurea. E invece di arrabbiarti, querelare e così via, realizzasti una serie di gag per prenderti in giro. Proprio come le battute sui carabinieri, ma con il personaggio di Francesco Totti. Io quei libri e quelle cassette le conservo fiero da anni, così come i DVD a te dedicati. Ma un conto era vederle sapendo che comunque tu la domenica avresti giocato. Un altro, invece, sarà farlo con la consapevolezza che il tuo tempo, da giocatore, è ormai finito. Venticinque anni di carriera vissuti intensamente con la squadra del cuore. E a chi dice che hai vinto poco in carriera, beh, forse è vero. Ma il tuo nome, a differenza di altri, resterà per sempre nella storia del calcio mondiale.

Grazie capitano per avermi fatto innamorare del calcio e della Roma. Grazie per avermi fatto assistere in prima persona all’era di Francesco Totti.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Francesco Totti: l’addio al calcio giocato del Capitano ultima modifica: 2017-05-28T12:53:29+02:00 da Gabriele Roberti
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Francesco Totti: l'addio al calcio giocato del Capitano
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Francesco Totti: l'addio al calcio giocato del Capitano
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La lunga carriera di un mito che ha segnato la storia del calcio mondiale. L'addio al calcio di Francesco Totti non è solo una questione di tifo, coinvolge tutti gli amanti dello sport più seguito al mondo. Sensazionale capitano, ripercorriamo insieme i 25 anni di carriera di Totti
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